Firenze, Teatro Comunale:”Il viaggio a Reims”

Firenze, Teatro Comunale, Stagione lirica 2012
“IL VIAGGIO A REIMS”
Dramma giocoso in un atto, libretto di Luigi Balocchi, da “Corinne ou De L’Italie” di Madame de Staël
Musica di Gioachino Rossini
Corinna AUXILIADORA TOLEDANO
La Marchesa Melibea MARIANNA PIZZOLATO
La Contessa di Folleville LEAH PARTRIDGE
Madama Cortese EVA MEI
Il Cavalier Belfiore YIJIE SHI
Il Conte di Liebenskof LAWRENCE BROWNLEE
Lord Sidney MIRCO PALAZZI
Don Profondo MARCO CAMASTRA
Il Barone di Trombonok BRUNO PRATICÒ
Don Alvaro VINCENZO TAORMINA
Don Prudenzio GABRIELE RIBIS
Don Luigino ENRICO COSSUTTA
Delia GABRIELLA CECCHI
Maddalena ANNUNZIATA VESTRI
Modestina SILVIA MAZZONI
Zefirino MARIO BOLOGNESI
Antonio GIOVANNI BELLAVIA
Gelsomino SAVERIO BAMBI
Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino
Arpa Susanna Bertuccioli; Flauto Guy Eshed; Fortepiano Andrea Severi
Direttore Daniele Rustioni
Maestro del coro Piero Monti
Regia Marco Gandini
Scene Italo Grassi
Costumi Maurizio Millenotti
Luci Marco Filibeck
Nuova produzione del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
Firenze, 20 gennaio 2012
Il nuovo allestimento de Il viaggio a Reims  firmato per la regia da Marco Gandini è ambientato in quella che, in termini modeni chiamiamo “Beaty Farm”,  dal design moderno e provvisto d’ogni sorta di servizi: piscina, sauna, tapis roulant. In questo spazio campeggia  un bassorilievo di una carta politica  dell’attuale Unione Europea (mancano però  Malta e Cipro e  due entità geo politiche ormai scisse in quattro: l’Austria-Ungheria e la Cecoslovacchia). Nel finale, le nazioni sono raffigurate da una serie palloni gonfiabili con i colori degli   Stati europei. Inevitabilmente l’occhio non può far a meno di notare come i palloni dell’Italia e della Grecia appaiono di dimensioni alquanto ridotte rispetto agli altri. Quello della Grecia poi viene anche piuttosto maltrattato.
Ogni riferimento socio-politico all’attualità è puramente casuale?
Anche se la regia appare statica o caotica e con talune scelte drammaturgiche piuttosto discutibili ( Madama Cortese in carrozzella, ma palesemente abile, è una falsa invalida?), questo Viaggio a Reims si è rivelato  essere una schietta e variopinta celebrazione dell’Unione Europea, con tutti i pregi e i difetti del caso (in particolare se guardiamo la stretta attualità).
La parte musicale della partitura è stata affidata al giovane Daniele Rustioni. Una concertazione sufficientemente fluida, anche se non priva di indecisioni e sfasamenti. L’orchestra e il Coro del Maggio Musicale Fiorentino hanno risposto alla direzione in modo convinto e brioso.
Il cast vocale che il Maggio è riuscito a mettere insieme è, nel suo compleso, di ottimo livello. Marianna Pizzolato (Melibea)con la sua voce mezzosopranile corposa e morbida,  ha confermato la sua indubbia  professionalità in campo rossiniano. Uno dei momenti migliori dello spettacolo è stato il duetto tra Melibea e il Conte di Libenskof di Lawrence Brownlee. Il tenore americano, pur con qualche limite di volume, ha sfoggiato acuti luminosi, freschezza vocale, energia di accenti.
Leah Partridge è stata una Contessa di Folleville dalla presenza scenica convincente e disinvolta. Non così sul piano vocale. Sono parsi evidenti i limiti nel sostenere l’ impervia scrittura rossiniana. Eva Mei ha impersonato una Madama Cortese di buon livello, ma il ruolo  non appare del tutto  adatto alla sua vocalità.
Naturalmente affascinante e nobile il  Lord Sidney di Mirco Palazzi. La voce e la tecnica sono ben controllate e sicure e consentono così al cantante di affrontare la sua difficile scena immerso nell’acqua della piscina. Non ha deluso Marco Camastra (Don Profondo), chiamato a sostituire l’indisposto Bruno De Simone: buona la sua prova musicale e scenica..
Auxiliadora Toledano (Corinna) ha messo in risalto una voce dal bel colore vocale e morbidezza di emissione. Nel suo duetto con il  Cavalier Belfiore abbiamo potuto apprezzare la bella linea di canto e il fraseggio di Yijie Shi, che potremmo affermare essere stato la vera sorpresa della serata. Il tenore cinese ha offerto una perfetta caratterizzazione scenico-vocale del suo personaggio.
Vincenzo Taormina è stato un Don Alvaro virile al punto giusto. Il divertente Barone di Trombonok dall’aspetto di un veterano teutonico di Bruno Praticò è scenicamente valido, ma assai meno vocalmente. Efficace il resto del cast: Gabriele Ribis (Don Prudenzio), Enrico Cossutta (Don Luigino), Gabriella Cecchi (Delia), Annunziata Vestri (Maddalena), Silvia Mazzoni (Modestina), Mario Bolognesi (Zefirino), Giovanni Bellavia (Antonio) e Saverio Bambi (Gelsomino). Ottimi gli interventi solistici di Guy Eshed al flauto, Andrea Severi al fortepiano per i recitativi e di Susanna Bertuccioli all’arpa. Successo cordiale da parte di un pubblico non particolarmente numeroso.

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