Madrid, Teatro de la Zarzuela:”Los sobrinos del Capitan Grant”

Madrid, Teatro de La Zarzuela, Stagione 2011/2012
LOS SOBRINOS DEL CAPITÁN GRANT” (I nipoti del capitano Grant)
Novela cómico-lírica-dramática in quattro atti, libretto di Miguel Ramos Carrión da I figli del capitano Grant  di Giulio Verne
Musica di  Manuel Fernández Caballero
Mochila   MILLAN SALCEDO
Portera       ANA SANTAMARINA*
Señora Trinidad / Moza INMA OCHOA
Señora Encarna / Pescadora  MARIBEL LARA
Soledad       MAR ABASCAL
Escolástico  XAVI MIRA
Doctor Mirabel   FERNANDO CONDE
Sir Clyron   RICHARD COLLINS-MOORE
Miss Ketty   MARIA REY-JOLY
Capitán John / Cabo /Tom / Intérprete  TONI GONZALEZ
Mesonero / Soldado / Ciego /Pescador /Alemán  PEPIN TRE
Marinero / General / Posadero /Nept Uno / Maorí    ABEL GARCÍA
Contramaestre / Comandante /Capitán Grant  XAVIER RIBERA-VALL
Jaime  ANTONIO TORRES
Solista de Jazz (Maorí)   SARAH QUIST
* Componente del Coro del Teatro de la Zarzuela
Orquesta de la Comunidad de Madrid (Titular del Teatro de la Zarzuela)
Coro Del Teatro De La Zarzuela
Direttore Jose Miguel Perez-Sierra
Regia Paco Mir
Scene Jon Berrondo
Costumi Anna Güell
Luci Eduardo Bravo
Coreografía Mudit Grau
Madrid, 30 dicembre 2011

Questa produzione del 2001 viene ripresa per la quinta volta nel coliseo madrileño. L’ultima volta risale al  2009. Possiamo dire che questa Zarzuela è quasi un classico del periodo natalizio a Madrid, quasi come il balletto Lo Schiaccianoci, perchè appare divertente e adatta anche un pubblico  infantile. Il succeso di questa produzione in particolare è anche legato al recupero e inserimento da parte del regista  Paco Mir  degli attori dei “Bufos madrileños”, compagnia teatrale fondata da Francisco Arderíus nel 1866 e allora elemento vivo ed integrante nella vita culturale e  teatrale di Madrid. A ciò aggiungiamo il fatto che, lo stile musicale  utilizzato  da Manuel Fernández Caballero in questa zarzuela, è assai composito e mescola elementi prettamente operistici a una svariata quantità di ritmi, quali  ritmo criollo, la zamba argentina o la cueca chilena, il valzer, la mazurka o la marcia militare. Questa ricchezza  ritmica unita a un altrettanto efficace  allestimento con continui cambi di ambientazioni sceniche di grande effetto (ben sedici quadri in tre atti!) che garantisce un successo sicuro. Infine, non va sottovalutato il fatto che gli interpreti sono pressochè sempre gli stessi nel corso degli anni, creando così un gruppo teatrale fortemente coeso al quale il pubblico si è affezionato.  Primo tra tutti, Millán Salcedo (Mochila), uno degli attori più amati in Spagna, premiato come  “Premio al Mejor Actor Lírico” nel 2007, proprio per questa sua interpretazione. Fra gli attori si è poi particolarmente messo in luce il comico Doctor Mirabel di Fernando Conde, un ruolo che non ha nessun intervento cantato. L’ Escolástico di Xavi Mira, corretto nella parte vocale, ha mancato però di una reale carica scenica. Sul piano delle protagoniste femminili, ha dominato il  soprano María Rey-Joly che ha magnificamente interpretato il ruolo di Miss Ketty. Perfettamente dominata la parte vocale e attrice convincente nello sfoggiare uno spagnolo con accento britannico. Il soprano Mar Abascal ha complessivamente ben interpretato la parte di Soledad, anche se ha mostrato qualche limite di  peso vocale: lo si è notato in modo particolare nel duetto con la Rey-Joly, “En Inglaterra, los amantes…”. Tra i molti altri interpreti di questa zarzuela, meritano di essere citati per doti vocali e sceniche, l’attore inglese  Richard Collins-Moore, da tempo presente in produzioni teatrali spagnole, il basso Abel García o il baritono Antonio Torres  ottimo interprete dell’aria “Ya que ingrata la fortuna” o gli interventi di Inma OchoaMaribel Lara  della brillante solista del Coro Ana Santamarína. Coro che ha avuto un peso non secondario in questo lavoro. Ottimo il lavoro musicale e valido il ritmo scenico tenuto dal Coro della Zarzuela. Non si può dire lo stesso della parte orchestrale affidata a José Miguel Pérez-Sierra, una concertazione, la sua, appena corretta, discontinua, quasi noiosa. Nonostante ciò l’orchestra del teatro non ha sfigurato.

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