La “Nona” al Teatro delle Muse di Ancona

Ancona – Teatro delle Muse  Stagione Lirica 2011/2012
Sinfonia n.9 in re minore Op.125
Musica di Ludwig van Beethoven
FORM Orchestra Filarmonica Marchigiana
Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini”
Direttore Hubert Soudant
Maestro del Coro Simone Baiocchi
Soprano Sabina von Walther
Mezzosoprano Stefanie Irànyi
Tenore  Michael Smallwood
Baritono Luca Tittoto
Ancona, 23 marzo 2012
Per la prima volta al teatro delle Muse e  terzo appuntamento  della stagione Lirica 2011/2012 (considerando il Concerto Premio Corelli di Paolo Fanale saltato per problemi di salute dell’artista) la nona Sinfonia di Beethoven ha attirato numerosi spettatori anche giovanissimi riscuotendo un tutto esaurito. Hubert Soudant dirigeva l’ Orchestra Filarmonica Marchigiana. Il direttore olandese di fama mondiale con gesto chiaro, supportato da un’estrema sicurezza, ha saputo trascinare i musicisti in infinite sfumature timbriche e dinamiche. Una concertazione  festosa, ma anche drammatica, delicata, aspra e comunque intensa nel cercare di compenetrare l’arte compositiva, spirituale ed umana di Beethoven, una sorta di esaltazione del credo artistico del compositore: ”Attraverso la notte, la luce”, una professione di fede nella vittoria della luce sulle tenebre, nella forza dell’amore e della comprensione umana che tutte le barriere abbatte e che tutto comprende. Una direzione, quella di Soudant, non priva di squilibri ma, nel complesso degna di lode.
L’Orchestra Filarmonica Marchigiana ha sostenuto la dura prova con un risultato nel complesso buono sebbene sin dal “Allegro ma non troppo”, con le celeberrime “quinte” iniziali sull’oscuro tremolo di corni, violini e celli, è mancata la  tensione sonora. Nel secondo movimento, ”Molto Vivace”, in cui sonorità e ritmo vengono esibiti allo stato puro, è stato efficace l’uso dei timpani.  Prima dell’esplosione del finale, lo stupendo “Adagio molto e cantabile”  l’orchestra ha saputo creare quell’afflato meditativo che i due soggetti tematici si creano quando si intersecano e  vengono svolti nella forma della “variazione continua”. Ottimi i contrabbassi  che introducono la parte corale della sinfonia.
La complessità della scrittura corale potrebbe già di per se giustificare l’approssimata  esecuzione  del Coro Lirico Marchigiano “V.Bellini” che nonostante tutto è riuscito a rimanere nei margini di una prova corretta.  Sono parsi piuttosto evidenti  gli squilibri sonori tra le varie sezioni: il  corposo versante femminile ha reso quasi inesistente quello dei bassi/baritoni.  Piuttosto modesto il quartetto delle voci soliste, eccezion fatta per il baritono Luca Tittoto che pur mostrando una certa tensione nell’affrontare i suoi interventi è  riuscito comunque ad emergere per qualità di timbro e musicalità.  Il concerto ha comunque ricevuto un cordialissimo successo di pubblico.


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