“La Traviata” al Bellas Artes di Città del Messico

Città del Messico, Teatro del Palacio de Bellas Artes , Stagione Lirica 2012
“LA TRAVIATA”
Melodramma in tre atti. Libretto di Francesco Maria Piave.
Musica di Giuseppe Verdi
Violetta Valéry LETICIA DE ALTAMIRANO
Alfredo Germont  ARTURO CHACON
Giorgio Germont  LUIS LEDESMA
Flora Bervoix MARGARITA BOTELLO
Annina ELIZABETH MATA
Gastone de Letorieres RAMON YAMIL
Barone Douphol OCTAVIO PEREZ
Marchese d’Obigny ROBERTO AZNAR
Dr.Grenvil  ALEJANDRO LOPEZ
Giuseppe JORGE ALEJANDRO LOPEZ
Un commissionario / Domestico di Flora JORGE OVANDO
Orchestra  e Coro del Teatro de Bellas Artes
Direttore Denis Vlasenko
Maestro del Coro Xavier Ribes
Regia David Attie
Ripresa Renato Bonajuto
Scene, Costumi e luci Jesús Hernández
Città del Messico, 18 marzo 2012
Nuovo allestimento Teatro di Bellas Artes

Il nuovo allestimento del Teatro di Bellas Artes del capolavoro verdiano è un primo segnale che anche in Messico si guarda alle celebrazioni del 2013 per il bicentenario della nascita del compositore di Busseto. Protagonista del complesso ruolo di Violetta, il soprano Leticia de Altamirano chiamata a sostituire la prevista Maria Alejandres, cantante dalla fama già alquanto consolidata. La de Altamirano ha affrontato con molto coraggio il difficile compito, offrendo complessivamente una buona prova.  La sua voce non ha avuto difficoltà a raggiungere le note acute del primo atto con sicurezza. Negli atti successivi sono però anche emersi i suoi limiti, legati soprattutto a un registro centrale poco corposo che le ha impedito di essere pienamente convincente nel definire il lato drammatico del personaggio. La  Altamirano, che si era messa in luce come Marie ne La fille du regiment, nel luglio 2011 sempre al Bellas Artes, è sicuramente una autentica promessa del melodramma messicano che deve però con attenzione trasformarsi in solida realtà. Lo diventerà? Il tenore Arturo Chacón è stato sicuramente l’elemento più interessante di questa produzione. Voce dotata di un bel timbro, caldo e luminoso, ha inoltre mostrato una linea di canto fluente e omogenea (Chacón ha debuttato nel mese di gennaio al Teatro alla Scala di Milano nei Contes d’ Hoffmann). Il baritono Luis Ledesma è stato un Germont poco più che corretto e non particolarmente vibrante. La voce si è mostrata piuttosto gutturale e il fraseggio “masticato” e poco vario. Buoni, complessivamente, gli altri interpreti. L’allestimento firmato da David Attie, con l’impianto scenico di  Jesús Hernándezes, ha cercato di puntare a una visione moderna e minimalista dell’opera ma che, nella sostanza è alquanto tradizionale, con inutili e piuttosto banali concettualismi. Nulla di realmente nuovo, si trovano invece non pochi richiami a recenti allestimenti  de La damnation de Faust e del  Doctor Atomic al Met di New York. Il Coro del Teatro de Bellas Artes, preparato dal Maestro catalano Xavier Ribes, è tornato ad essere una compagine di convincente livello artistico. Lo stesso discorso lo potremmo applicare anche all’orchestra se non fosse, in questo caso affidata alla direzione anonima del russo Denis Vlasenko. Una lettura incolore, nella quale è mancata l’atmosfera, il ritmo narrativo, la capacità di stimolare gli interpreti a dare il meglio di sé.  In aggiunta è anche mancata la reale volontà di fare suonare bene, di cercare suoni levigati, nitidi, compatti. Foto Teatro de Bellas Artes


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