La musica e la solidarietà. Il gruppo “SeiOttavi” per l’Abruzzo

Sin dalla loro fondazione nel 2005 i SeiOttavi si impongono all’attenzione del pubblico per l’originalità del repertorio e dell’esecuzione ricevendo ampi consensi, testimoniati anche da lusinghiere recensioni, per i loro spettacoli Sette voci fra i secoli (2005), Il muto canta a cappella (2006-2007), Around the world (2008-2010) e Cinematica (2009). L’ancor giovane gruppo vanta, inoltre, un’intensa attività discografica iniziata nell’estate 2007 con l’uscita del cd InOnda che raccoglie arrangiamenti originali del gruppo. Nella primavera del 2010 la loro discografia si arricchisce con Cinematica, che nasce dall’omonimo spettacolo teatrale prodotto da Marco De’ Conno e raccoglie alcune fra le più belle musiche scritte per il grande schermo. Sempre nel 2010 esce il CD di “Mons Regalis – L’opera del Duomo”, al Duomo di Monreale,  famoso in tutto il mondo per il mosaico che raffigura il Cristo Pantocrator, riprodotto nella copertina del cd.
Numerosi i premi e i riconoscimenti ottenuti dai SeiOttavi. Su scala nazionale si ricordano: “W Radio Due” (Fiorello e Baldini) e “Scatole Cinesi” su Rai Radio Due e “Notturno Italiano” di Radio Rai International. Raggiungono notorietà più ampia grazie alla fortunata partecipazione come concorrenti della prima edizione italiana di X-Factor in onda su Rai Due (marzo-giugno 2008). In gara fino alla nona puntata delle dodici previste, i SeiOttavi affermano la “cifra stilistica” della musica a cappella in Italia introducendola al grande pubblico. I SeiOttavi svolgono una costante attività concertistica su tutto il territorio nazionale e all’estero. Ultimamente il gruppo si è resto protagonista di un’interessante iniziativa benefica in favore delle popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto. I SeiOttavi sono diventati i personaggi del libro, Un arcobaleno di note, curato da Giovanna Tonelli e da Paola Fontanari, che si è occupata delle illustrazioni; i proventi della vendita del libro saranno interamente devoluti all’Associazione Insieme per l’Abruzzo che li utilizzerà per migliorare le strutture scolastiche dell’Aquila e dintorni danneggiate dal terremoto. In occasione delle pubblicazione di questo libro abbiamo incontrato Massimiliano Sigillò Massara, portavoce del gruppo SeiOttavi e la signora Tonelli, curatrice del progetto, che hanno gentilmente risposto alle nostre domande.
Gent.ma signora Tonelli ci può illustrare Un arcobaleno di note?

Un arcobaleno di note è un libro di favole, una risposta di fantasia al quesito: «Qual è l’origine delle vocal band?». I protagonisti sono i due personaggi ritratti in copertina, due animali di peluche, l’orsetto Bernardo e la mucchina Schwizy Mou. È una storia inframmezzata da favole sulla musica e sugli strumenti, che possono essere lette anche singolarmente, senza tenere conto del canovaccio che le unisce. Il libro è illustrato da Paola Fontanari con immagini in bianco e nero, in modo che ciascuno le colori a proprio piacere. Un arcobaleno di note è un libro scritto da bambini e da ragazzi (ad eccezione de “Il duduk di Greta” e del mio canovaccio che lega le storie), i cui proventi saranno interamente devoluti all’“Associazione insieme per l’Abruzzo” (http://www.insiemeperlabruzzo.it/), che li utilizzerà per migliorare le strutture scolastiche abruzzesi danneggiate dal terremoto dell’aprile 2009.
Quali sono i sentimenti da lei provati nel portare avanti questo progetto?
Per rispondere alla sua domanda devo richiamarmi al percorso che ha portato alla pubblicazione di questo libro. Tutto è nato nell’estate del 2009 per assecondare il desiderio di una ragazzina dell’Aquila che, dopo aver letto il mio libro di favole Cocky e il fiocco di neve bianco nei mesi successivi al sisma, espresse il desiderio di scrivere racconti. Ho proposto quindi a lei e ad altri ragazzini di scrivere un libro di favole in occasione del primo anniversario del terremoto per ringraziare i colleghi che si erano impegnati a donare libri per ricostituire la biblioteca del polo centro dell’Università dell’Aquila.

Fra tutti i ragazzini contattati, cinque hanno partecipato all’iniziativa. Così nel 2010 è stato pubblicato Carezze per il cuore (scaricabile gratis dal sito: http://www.giovannatonelli.it/Altre_pubbl.html). Dopo la pubblicazione delle Carezze Emanuele, un ragazzino che aveva partecipato all’iniziativa, mi propose di scrivere un altro libro, sempre a favore delle popolazioni colpite dal terremoto. Quanto esposto sinora è indispensabile per comprendere il sentimento che ho provato nel portare avanti il progetto: il sentimento della partecipazione. Partecipazione al desiderio di bambini e ragazzi di fare qualcosa per i loro coetanei abruzzesi; partecipazione al dolore di chi sconta ancora i postumi del terremoto con la delicatezza che è propria di un libro di favole.
In che misura il gruppo SeiOttavi ha partecipato all’iniziativa ? 
I SeiOttavi hanno ispirato il canovaccio che unisce le favole. Avevo conosciuto i SeiOttavi l’estate precedente in occasione della loro partecipazione a X Factor. Ero rimasta molto colpita dalla loro bravura, oltre che dalla simpatia e dall’umanità di tutti i componenti del gruppo. È stata poi un’osservazione di mio nipote Emanuele, dopo una loro esibizione alla trasmissione televisiva, a indurmi a pensare a loro e alla loro arte quali protagonisti di un racconto che chissà quando avrei scritto e che poi ho tradotto nel canovaccio che unisce le favole di questo libro. Emanuele allora frequentava la scuola elementare. Era piccolino quindi; eppure, il giorno successivo a una delle loro esibizioni mi ha telefonato e ha osservato: «Zia, quanto hanno studiato per arrivare a quei livelli!». La voce della verità di un bambino che, alle prese con lo studio del violoncello oltre che con la scuola, ha capito che, pur avendo talento, soltanto studiando e impegnandosi molto e con costanza si può arrivare a risultati eccellenti. I SeiOttavi hanno quindi partecipato a questa iniziativa indirettamente, perché costituiscono un esempio di tenacia e di lavoro da offrire a grandi e piccoli, e poi perché partecipano alla vita di chi ha la fortuna di ascoltarli. Con la loro arte riempiono il nostro cuore e la nostra mente di bellezza e la bellezza delle loro voci ha generato in me una favola, la favola che ho proposto nell’Arcobaleno di note.
Quello tra SeiOttavi e le popolazioni abruzzesi terremotate è stato dunque un incontro ricco dal punto di vista umano. Gentile maestro Massimiliano Sigillò Massara, quali sono stati i sentimenti che hanno guidato la vostra partecipazione al progetto?
Il sisma che ha colpito l’Abruzzo certamente non ha lasciato indifferente nessuno. All’indomani della tragedia sono state tantissime le iniziative a sostegno dei terremotati e a varie riprese è stata chiesta anche ai SeiOttavi la partecipazione a concerti e manifestazioni. Ma, come purtroppo avviene nella nostra società del “mordi e fuggi”, dopo pochi mesi di fittissima e martellante copertura massmediatica, in cui a tutte le ore del giorno e della notte venivamo bombardati da immagini delle zone terremotate l’argomento è gradualmente scomparso dai palinsesti per lasciare spazio ad altre notizie. Ma a L’Aquila e in Abruzzo l’emergenza è rimasta reale e ancora oggi si continua a lavorare per ricostruire con tanta fatica quello che è andato distrutto in pochi secondi. Quindi, quando Giovanna Tonelli ci ha proposto la partecipazione a questo bel progetto, abbiamo accettato con grandissimo piacere, pensando che con questo piccolissimo gesto potevamo dare anche a distanza di anni un segnale concreto a chi ancora oggi si trova a non aver riconquistato la normalità del vivere quotidiano.
Fondato nel 2005, il vostro gruppo, pur essendo molto giovane, vanta già un’intensa attività artistica. Ci può raccontare da dove è nata l’idea di creare questa formazione vocale?
Sin da bambino, il celebre gruppo degli Swingle Singers ha toccato la mia curiosità musicale. Ho avuto tra le mani la mia prima “cassetta” degli Swingle a 12 anni e già allora cercavo di riprodurre gli strumenti con la voce. Con l’andare del tempo quell’idea è cresciuta con me, fino al punto che nel 1995 proposi ad alcuni amici musicisti di provare a fondare un gruppo simile. La prima formazione non funzionò. C’è tanto lavoro musicale e vocale da fare dietro un’idea simile. 10 anni dopo, con le idee un po’ più chiare, ho reclutato, ad uno ad uno, gli elementi che mi sembravano essenziali per il progetto ed oggi eccoci qua!
Quali sono le caratteristiche vocali del gruppo?
A tutti gli effetti, il gruppo è una piccola orchestra di voci. Tre donne e tre uomini che ricoprono tutta la gamma delle frequenze sonore: soprano, mezzo-soprano, contralto, tenore, baritono, basso. Ognuno poi ha una gamma sonora di “rumori”, effetti di mouth drumming e beat box. Per intenderci la “batteria vocale” che permette alla sonorità del gruppo di entrare, a volte, nel campo del pop. La caratteristica più importante è l’evoluzione dello “scat”, cioè una nostra visione degli effetti sonori di riproduzione del suono strumentale con le voci.
E il suo repertorio?
Il repertorio del gruppo ha subito vari cambi di direzione. Inutile dire che, essendo un gruppo “comtemporary a cappella”, il primo repertorio è stato sulla falsa riga dei nostri ispiratori, gli Swinle Singers. Via via però il suono del gruppo si è stabilizzato, ed è diventato, per così dire, unico. Ed ecco nascere nuovi repertori, il primo “classic” è un po’ la palestra vocale di un gruppo a capella, poi è nato “Soundtrack”, sonorità tratte dalle colonne sonore più importanti del mondo, con una forte connotazione italiana. Adesso abbiamo cominciato a sviluppare sonorità originali, sia nella musica che nell’esecuzione.
Nella intensa attività del gruppo c’è un evento al quale è particolarmente legato?
Per la verità si, più di uno. Abbiamo avuto la fortuna di cantare in posti meravigliosi, davanti a molte persone, alcune molto importanti. Ma forse il ricordo più bello è legato ad un luogo, il concerto fatto a Dolceacqua per il Club Tenco in un castello in cima alla rocca di Dolceacqua (Ventimiglia).

Perché questo evento vi ha particolarmente colpito?
E’ stata la cosidetta serata “perfetta”. Il luogo incantevole e suggestivo ci ha proiettato in una dimensione quasi favolistica: un castello del 1200 con una corte semidiroccata in cui si ha quasi timore di entrare per la storia che porta in sé. Figurarsi a cantarci dentro. La temperatura della serata perfetta sia per noi che per il pubblico, con un cielo notturno d’estate limpido ed ispiratore. Tutti i posti esauriti e, considerato che per salire al castello c’era una bella camminata in salita da fare, anche questo non era scontato. E poi, il concerto è stato fluido, si è creato subito un rapporto con il pubblico che, fino alla fine dell’esibizione, si è scaldato sempre di più fino alla richiesta entusiasta di numerosi bis.
Tra i numerosi riconoscimenti ottenuti dal gruppo vi è uno che vi ha maggiormente gratificato?
Il primo riconoscimento avuto a Varese nel “Solevoci competition” è stato sicuramente il più inaspettato; era il primo Contest a cui partecipavamo e abbiamo vinto 3 premi: miglior gruppo, miglior repertorio e miglio arrangiamento. Insomma una festa ed una grande conferma. Ma forse il premio che ci ha gratificato di più è stato il diploma d’oro a Graz.
Perché?
Perché Il festival Vokal.total a Graz è una delle grandi vetrine mondiali della musica a cappella. Essere posti, con il diploma d’oro, tra le grandi nuove rivelazioni di livello, è stato davvero, oltre che bello, molto importante.
Ci può illustrare i tre cd realizzati dal gruppo?
InOnda è il primo. Ha un sapore un po’ retrò. Lo abbiamo immaginato come una trasmissione radiofonica, quindi tra un brano e l’altro si sente il passaggio di stazione con dei disturbi. Il brano che forse sintetizza meglio il cd è un medley di brani del trio Lescano, “Italian vintage”, in cui davvero, con un piccolo tributo ai nostri maestri del passato, ci immettiamo nelle sonorità antiche degli anni ’40. Cinematica invece nasce da un nostro spettacolo teatrale omonimo, in cui sul palco raccontiamo noi stessi come amici che si incontrano al cinema e si raccontano i propri gusti citando le colonne sonore più celebri al mondo.

Il primo tempo “in bianco e nero” è un po’ più serio; ad esso segue un omaggio a grandi compositori italiani come Nino Rota, Morricone e Piovani. Il secondo tempo conclude invece “a colori”. Il disco racconta in musica la nostra visione del cinema, più o meno allo stesso modo. L’ultimo è Mons Regalis-L’Opera del Duomo: in questo caso però i SeiOttavi non sono da soli; ci sono un’orchestra, delle voci recitanti e dei solisti. I SeiOtavi sono ospiti di un progetto molto bello e complesso di Salvino Leone e Lucina Lanzara, che scrivono un’opera per raccontare in musica uno dei monumenti più visitati al mondo: il Duomo di Monreale. Lo stile non è esattamente da “SeiOttavi”, ma cimentarci in questo progetto è stato entusiasmante. Per portare il suono del Duomo nel disco, ci è stato chiesto di registrare di notte nel Duomo stesso, un silenzio ed una bellezza davvero surreali. Un grande progetto cui siamo fieri di avere partecipato.
Quali saranno i prossimi impegni?
Stiamo costruendo in una nuova direzione musicale che sintetizza ciò che siamo stati, ma che supera il passato. Il gruppo, che ormai ha una sua identità musicale, sta preparando il nuovo progetto teatrale che davvero afferma una cifra originale in una nuova sonorità. Certo la sfida di proporre brani originali che si distacchino dal pop è grande, ma non abbiamo paura. Abbiamo sempre osato e anche questa volta non ci tiriamo indietro.
Un sogno nel cassetto del gruppo e per il gruppo?
Riuscire a creare un brand riconoscibile come “italianità” di qualità in giro per il mondo. Ci stiamo provando… ma lo sappiamo, la strada è lunga!
Altre notizie sul gruppo le potete trovare nel loro sito ufficiale.

 

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