Nemanja Radulovic – Roberto Fores-Veses

Toulon, Opèra, Stagione Lirica 2011/2012
Vasks, Barber, Schubert
Orchestre Symphonyque de l’Opéra
Direttore Roberto Fores-Veses
Violinista Nemanja Radulovic
Peteris Vasks: Musica Dolorosa
Samuel Barber:  Concerto pour violino
Franz Schubert: Sinfonia nr.4 in do minore “Tragica”
Toulon, 15 aprile 2012

Il concerto si è aperto con Musica Dolorosa del lettone Peteris Vasks. Questa  è  una delle sue composizioni più eseguite.”La mia opera d’arte più tragica, priva di ottimismo, il dolore come sola speranza” come afferma lo stesso Vasks. Lavoro contemporaneo, dove la scrittura rimane melodica e traduce il dolore con grande armonia. Fin dall’inizio avvertiamo un’atmosfera pesante, più che tragica direi semplicemente lugubre. I pizzicati dei contrabbassi in un ritmo lancinante esprimono il lato angosciante e i glissando dei violini, come in  un lamento, ne allungano la tensione. E’ questa un’opera imbevuta di emozioni trasmesse attraverso sonorità sostenute dagli strumenti a corda e il “solo” del violoncello simile a una preghiera porta al parossismo questa tensione crescente. L’esecuzione è stata precisa e sensibile. Il direttore ha guidato l’orchestra verso l’emozione  coinvolgendo gli ascoltatori in un clima di  meditazione.
Il concerto per violino di Samuel Barber fu creato nel 1941. Una pagina completamente impregnata di nostalgia. Il giovane violinista serbo Nermanja Radulovic che suona un violino “Jean Batiste Vuillome” del 1843 dà qui un’interpretazione molto sensibile, ma anche molto dolorosa. Subito la melodia è eseguita dal solista, con il sostegno dell’orchestra. La sua tecnica d’archetto sempre “alla corda” e il suo vibrato generoso gli permette di trarre dal suo violino dei suoni che vanno dalle sfumature “in piano” al “forte” con grande  morbidezza. Il primo movimento è stato eseguito con delicatezza, in alcuni passaggi ci ricordava il concerto per violino di Korngold. L’assolo dell’oboe, che inizia il secondo movimento ci trasporta lontano attraverso reminiscenze di musica americana. E’ un concerto che sembra scritto per questo violinista che lo interpreta con sensibilità e temperamento, accompagnato da un’orchestra diretta da un maestro sempre all’ascolto del solista. Tutto s’incatena come in un unico strumento in clima di grande sospensione. Il “presto”del terzo movimento è eseguito con velocità e brio, mantenendo il senso drammatico. Il direttore tiene l’orchestra con un ritmo indiavolato senza cedere. Grande virtuoso Nemanja Radulovic, ha ricevuo autentiche ovazioni, alle quali ha risposto con un bis. Una pagina dalla colonna sonora di  John Williams per il film “Schindler list”. Ammirevole prestazione di un’artista che è allo stesso tempo impetuoso e delicato. Franz Schubert compose la sinfonia n.4 all’età di diciannove anni e non è  certo la sua sinfonia più appassionante. Terza opera in programma in questo concerto ci fa rimanere ancora in un’atmosfera dolorosa. Nei primi due movimenti si è avvertito un leggero senso di  noia, malgrado la bella tenuta dell’orchestra e la sonorità calda degli strumenti a corda. Anche il terzo movimento manca un po’ di entusiasmo per poi animarsi raggiungendo un tempo più rapido e gioioso. Il quartetto trascina l’orchestra in un finale  brillante sotto la bacchetta del giovane direttore spagnolo Roberto Forès Veses che ha saputo complessivamente mettere in valore le differenti atmosfere di questo concerto all’insegna della nostalgia.

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