Deutsche Oper Berlin:”I due Foscari”

Berlino, Deutsche Oper, Stagione Lirica 2011/2012
“I DUE FOSCARI”
Tragedia Lirica in due atti, libretto di Francesco Maria Piave, dalla tragedia The two Foscari di George Byron.
Musica di Giuseppe Verdi
Francesco Foscari LEO NUCCI
Jacopo Foscari RAMON VARGAS
Lucrezia Contarini ANGELA MEADE
Jacopo Loredano /Servo TOBIAS KEHRER
Barbarigo THOMAS BLONDELLE
Pisana KATHRYN LEWEK
Fante MATTHEW PENA
Coro e Orchestrar Deutschen Oper Berlin
Direttore Roberto Rizzi Brignoli
Maestro del Coro William Spaulding
Esecuzione in forma di concerto
Berlino, 9 maggio 2012

Foscari 1Possiamo parafrasare il nome di Leo in…Leone e dire proprio che il vecchio leone ruggisce ancora!.. Il baritono Leo Nucci, in stato di grazia, ha saputo trasformare una buona serata all’opera in un evento trionfale! Il baritono emiliano ha sfoggiato un canto vibrante, un registo acuto svettante e fiati incredibile: nella grande aria “Questa è dunque” ha tenuto la nota finendo un istante dopo la chiusa orchestrale. Sicuramente i segni del tempo si sentono, e in questo ruolo del  vecchio padre e Doge, che perde il suo potere, è stato difficile non creare una sorta di parallelo con l’artista Nucci quando, con commovente tenerezza, ha affrontato la sua scena d’entrata: accanto a Vargas e alla Meade, Nucci è parso un artista che guarda a un passato che ormai non può più tornare. Ma come abbiamo detto è stato un leone che sa ancora, come il Doge, tirare fuori gli artigli e conquistare la platea della Deutsche Oper dalla quale si alzavano le voci di:”Viva Verdi! Viva Leo!”
Di notevole levatura si pone anche lo Jacopo di  Ramon Vargas. Il tenore messicano, con una emissione un po’ gutturale (alla Carreras), ha altresì ha messo in luce una bella dizione, un modo appassionato di porgere la frase e l’intera linea vocale. Angela Meade non è stata da meno: è una cantante indubbiamente dotata di non comuni qualità vocali. Si è dimostrata dotata di  buone qualità per affrontare il repertorio del  primo Verdi, ma anche certo Bellini o Donizetti. Il suono è ampio e vibrante, il registro acuto sicuro e squillante. Anche il canto di agilità è sicuro come esige la parte.  Le si può se mai imputare una certa mancanza di naturalezza nel canto legato che appare forse un po’ troppo controllato e costruito con cura. Una maggiore naturalezza che potrà sicuramente acquisire. Abbiamo in ogni caso ascoltato una prova notevolissima che il pubblico ha salutato con grande calore. Tobias Kehrer ha mostrato di possedere un interessante strumento vocale anche se l’emissione è stata piuttosto rigida. Buoni gli altri.
Il gesto ampio e la comunicatività di Roberto Rizzi Brignoli hanno dato un importante contributo a questa esecuzione, pulsante e vivida. L’orchestra della Deutsche Oper Orchestra, ha risposto con precisione alle intenzioni espressive del direttore, così come il Coro diretto da William Spaulding che ha cantato con sonorità omogenee e fluenti.
Foto © Bettina Stöß

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