Parigi, Théâtre du Châtelet:”Nixon in China”

Parigi,  Théâtre du Châtelet, Stagione Lirica  2011  /2012
“NIXON IN CHINA”

Opera in tre atti su libretto di Alice Goodman
Musica di John Adams
Chou En-Lai  
KYUNG CHUN  KIM
Richard Nixon FRANCO POMPONI
Pat, sua moglie JUNE ANDERSON
Mal Tse-tung ALFRED KIM
Chiang Ch’ing SUMI JO
Henry Kissinger PETER SIDHOM
Tre segretarie SOPHIE LELEU, ALEXANDRA SHERMAN, REBECCA DE PONT  DAVIES
Orchestre de chambre de Paris
Coro dello  Châtelet
Direttore Alexander Bridger
Maestro del  Coro Stephen Betteridge
Regia e coregrafie  Chen Shi-Zhengeter
Scene  Shilpa Gupta
Costumi Petra Reinhardt
Luci Alexander Koppelmann
Video design Olivier Roset
Parigi, 10 aprile 2012

Quando il regista Peter Sellers  ha riunito la poetessa Alice Goodman e il compositore John Adams per Nixon in China, l’intento era quello di rinnovare l’opera con un  lavoro che fosse “un aspetto vivente e vibrante della nostra generazione”. E’ stato una bomba nella storia della musica che divise pubblico e critica. L’opera è stata presentata per la prima volta al Houston Grand Opera nel 1987 e  quasi 25 anni dopo al Metropolitan Opera (2011).  Il Théâtre du Châtelet aveva già rappresentato un lavoro di Adams,  l’oratorio El Niño (2000); ora presenta una nuova produzione di Nixon in China con il regista americano di origine cinese Chen Shi-Zeng.
La memoria dell’evento è visto da Shi-Zeng da una prospettiva cinese che conferisce una dimensione fortemente astratta e simbolica a questo avvenimento storico che ha cambiato il modo di pensare cinese riguardo l’America anche se non ha fatto alcunché per cambiare il modo di pensare occidentale su Nixon. Vediamo ad esempio un muro che, prima dell’arrivo di Nixon, simboleggia l’isolamente della Cina, o un’istallazione scultorea di video che  pende a foggia di candeliere sulla scena del banchetto alla fine dell’Atto I, o ancora quando alla visita allo zoo nell’Atto II, la scena è lentamente attraversata da grandi scatole  in  vetro che contengono statue dorate di animali mitologici. Toni di colore attentamente scelti nei costumi di Petra Reinhardt riverberano dentro il contenitore scenico ideato dallo scenografo Shilpa Gupta. In sostanza una visione registica d’indubbio fascino ma emotivamente poco coinvolgente.
John Adams aveva sempre insistito che i cantanti nel Nixon in China fossero amplificati. Il direttore dello Chatelet, Jean-Luc Choplin, non ha di certo microfonato nessuno visto che il cast era composto da voci autentiche e ben timbrate, dirette da un direttore carismatico e rispettoso delle esigenze del canto: Alexander Briger ha diretto con grande energia e un gesto preciso.
Il baritono Franco Pomponi (Richard Nixon) possiede una voce potente, incisiva nel fraseggio e ricca di colori. June Anderson (Pat Nixon) l’unica protagonista che non sia un leader politico, si è dimostrata un’attrice consumata e ha sfoggiato un’altrettanto  magistrale purezza di linea di canto, perfetta per  trasmettere la fragile forza di una donna che rimane nell’ombra. Ponendo grande attenzione ad ogni intervallo nella frase, la Anderson canta persino il rigo più arduo con un dominio assoluto dell’espressione. Il monolgo di Pat Nixon, nell’atto secondo, è stato uno dei momenti emotivamente più alti dell’opera. Notevolissima l’intesa interpretativa tra la Anderson e Pomponi, grazie anche all’attenzione e all’equilibrio con la concertazione di Briger.  Sumi Jo si è perfettamente calata nel ruolo dell’arcigna Chiang Ch’ing, la moglie di  Mao. La Jo ha dato riprova di un controllo vocale esemplare, in grado di sfoggiare ancora un registro sovracuto brillante e sicuro. Henry Kissinger, l’orchestratore della visita di Nixon in Cina, che nell’opera di Adams si presenta quasi come un buffo, è stato magistralmente interpretato dal basso-baritono Peter Sidhom.  Ammirevoli anche Kyung Chun Kim (Chou En- Lai) e Sophie Leleu, Alexandra Sherman e Rebecca de Pont Davies (le tre segretarie di Mao). L’Orchestra da Camera di Parigi e il Coro di Châtelet hanno fornito un’esecuzione molto fluente della non facile  musica di John Adams, sapendo coglierne  ogni mutazione ritmica, di tessuto  e di colore.

 

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