“Senza trucco!”… John Osborn

Nativo di Sioux City in Iowa, il tenore John Osborn si aggiudica l’Opera Index Award nel 1995 e partecipa al prestigioso Metropolitan Opera Young Artists Program, vince diversi concorsi internazionali tra cui Operalia di Plácido Domingo nel 1996. Conquista fama internazionale calcando i palcoscenici più prestigiosi del mondo, tra i quali il Covent Garden a Londra, il Metropolitan di New York , Zurigo, Amsterdam, Bruxelles, Buenos Aires ecc.  Tra le sue apparizioni in Italia si annoverano l’acclamato debutto all’Accademia di Santa Cecilia nel Guillaume Tell diretto da Antonio Pappano nel 2007 ed il debutto alla Scala nel 2011 con La Donna del Lago di Rossini e Don Giovanni. Il 7 e il 14 luglio 2012 debutta all’Arena di Verona come Romeo nell’opera Roméo et Juliet di Gounod.
Definisciti in tre parole…

Allegro, iperattivo, e molto sportivo.
Segno zodiacale?

Toro.
Sei superstizioso?

Un po’.
In cosa si manifesta la tua “superstizione”?

Ad esempio i   7 anni di sfortuna se rompi uno specchio!
Che rapporto hai con la spiritualità?

Mi sento  intimamente in relazione  con Dio!
Hai mai sofferto d’invidia?

Si, quando ero un “cover”… soffrivo troppo nello stare a guardare e non potere cantare.
Che cosa avresti fatto se non avessi fatto il cantante lirico?
Ero estremamente fantasioso…Volevo fare l’inventore, ma anche il massaggiatore… sentivo comunque che qualcosa di artistico scorreva nel mio sangue.
La tua famiglia ha influenzato le tue scelte ?

Mio fratello maggiore cantava e io lo imitavo. La passione per il canto c’era in famiglia e così ho continuato a studiare canto durante gli anni dell’Università, per poi continuare a studiare alla scuola giovani del Met e con un insegnante alla Juilliard School. Tredici anni di lavoro intenso sostenuto sempre dalla mia famiglia prima e poi anche da mia moglie.
Quali sono i tuoi ricordi più cari?

Il mio debutto al Met.
Qual è stato il tuo momento di maggior orgoglio?

La nascita di  mia figlia.
Qual è la delusione più grande che hai mai avuto?
Provo un forte senso di delusione per le forti disuguaglianze sociali che ci sono nel Mondo e un senso di impotenza per non potere fare cambiare molte cose.
Cosa manca nella tua vita di oggi?

Vorrei avere sempre con me la mia famiglia, so che non sempre è possibile, mi rassegno quindi alla solitudine che, a volte, mi pesa molto.
Ti emozioni con facilità?

Direi di sì, altrimenti non farei questo lavoro.
Che cosa ti annoia?

Direi che, più che noia, provo molta irritazione quando ho a che fare con persone mentalmente rigide, che non si mettono in discussione che rimangono ferme sulle loro posizioni.
Che cosa ti fa ridere?

Apprezzo molto chi si prende “alla leggera” e con autoironia.
Credi più nell’amicizia o nell’amore?

Io credo più nell’amore. Un sentimento che si può vivere con intensità… L’amicizia? Difficile trovarne di autentica.
Hai un sogno ricorrente?

Non esattamente, perché tutti i miei sogni sono diversi.
Che importanza dai al denaro?

Mi piacerebbe vivere totalmente senza preoccupazioni economiche. In ogni caso non cerco di avere sempre di più. L’importante è vivere in un senso di sicurezza per  la mia famiglia.
In cosa sei più spendaccione?
Mmmmh… direi scarpe.
Collezioni qualche oggetto?

Figurine e gadget legati alla mia passione per il  baseball, in particolare alle squadre dei Cubs di Chicago e dei Lakers di Los Angeles.
Come è iniziata questa collezione?

Ho iniziato la mia collezione di figurine di baseball quando ero un ragazzino, prima dei  Cubs. Quando nel 1998 mi sono trasferito in California, sono diventato un tifoso dei Lakers, in particolare di Kobe Bryant, il mio “mito” come giocatore.
Quali sono le tue letture preferite?
La Sacra Bibbia.
In quale o quali città ti identifichi?

New York City.
Colore preferito?

L’arancione.
Fiore preferito?

La rosa.
Il cantante o i cantanti preferiti?

Nicolai Gedda e Mario Lanza.
Qual è stato primo disco che hai acquistato?

The Nylons
, un gruppo maschile che cantava “a cappella”.
Qual è il film che hai amato di più?
Dead Poet’s Society... in italiano L’attimo fuggente di Peter Weir.
Qual è la stagione dell’anno che preferisci e perché?
Il caldo dell’estate… al mare però!
Che rapporto hai con la tecnologia e qual è il gadget tecnologico di cui non potresti fare a meno?
Sono un Apple dipendente… Non riuscirei a stare senza iPad!
Che rapporto hai con la televisione?
Seguo principalmente le news, in particolare quelle sportive. 
Che rapporto hai con la politica?
Non la amo particolarmente, ma cerco di seguirne le vicende perchè è comunque importante sapere cosa succede.
Hai delle cause che ti stanno particolarmente a cuore?
Sono un idealista. Credo e spero sempre che si possa esserci una serena convivenza tra le culture, anche le più diverse e lontane.
Qual è la situazione che consideri più rilassante?
Ascoltare il rumore del mare….
Qual è il tuo ideale di giornata?
Senza nessuna preoccupazione, svegliarsi tardi, prendere il sole sulla spiaggia, sorseggiando dei succhi tropicali, arrivare al tramonto e… fare l’amore!
Qual’ è la musica che di solito fa da sottofondo alle tue giornate?
Smooth Jazz.
Qual è la vacanza o il viaggio che vorresti fare e che non hai ancora fatto?
Visitare l’Australia.
Com’è il tuo rapporto con il cibo?
Amo il cibo italiano, americano, e sudamericano.
Dieta mediterranea, dieta macrobiotica o fast food?
Mi adatto a ogni situazione.
Qual è il tuo piatto preferito?
La cotoletta alla milanese, le patate arrosto al forno e le  verdure al vapore.
Se ami cucinare, qual è il tuo piatto forte?
Il ragù alla bolognese.
Sempre se cucini… il tuo piatto veloce per eccellenza…
Spaghetti, ovviamente con il mio ragù.
Vino rosso o bianco?
Apprezzo entrambi. Purtroppo ho una sorta di allergia a quello rosso.
Il posto dove si mangia peggio?
Per me, in Germania.
La musica è stata una vocazione?
Una passione… ma potrei dire quasi una necessità. Credo fermamente che per chi, come me, ha avuto un dono, un talento  dalla Natura, sia quasi un dovere,  una missione condividerlo, offrirlo agli altri.
A chi non conoscesse la tua voce, cosa faresti ascoltare?
I “Puritani” che cantato ad Amsterdam e  anche la mia registrazione del Guillaume Tell di Rossini.
Come segui l’evoluzione della tua voce?
Le mie radici sono nel “belcanto”, ho anche cantato molte opere francesi. Ora guardo con accortezza a qualche Verdi o Puccini.
Se ti fosse data l’opportunità di scegliere un ruolo, cosa cantaresti?
Rodolfo de La Bohème.
Ti piace il successo?
Certamente si… ma per tutto il cast!
Cosa fai un’ora prima di salire sul palco?

Nulla di particolare… trucco, riscaldare la voce… solite cose.
Cosa non manca mai nel tuo camerino?

L’acqua e qualche snack.
A cosa pensi quando ti guardi allo specchio?

Ringrazio Dio per come sono e mi ha fatto.
Stato d’animo attuale?

Tranquillamente pensieroso…
Il tuo motto?

Ricordati che non sei il centro dell’Universo!



 

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