Invito alla Danza, Ritratto d’artista: Elisabetta Terabust

Teatro Villa Pamphilj. Roma, Invito alla danza 2012, 22° edizione della rassegna internazionale di danza e balletto
Gala – “Ritratto d’artista: Elisabetta Terabust 
“Napoli” (Tarantella Atto Terzo)
Coreografia di August Bournonville
Interpreti: Susanne Grinder,  Marcin Kupinsky
Don Chisciotte“(Pas de deux)
Coreografia di Marius Petipa
Interpreti: Anna Sophia Scheller, Joaquin De Luz
“Romeo e Giulietta” (Pas de deux)
Coreografia di Amedeo Amodio
Interpreti: Letizia Giuliani , Alessio Carbone
“La Sylphide” (Pas de deux)
Coreografia di August Bournonville
Iinterpreti: Susanne Grinder, Marcin Kupinsky
“L’Arlesienne” (Pas de deux)
Coreografia di Roland Petit
Interpreti: Emanuela Montanari, Alessio Carbone
“Tchaikovsky pas de deux”
Coreografia di George Balanchine
Interpreti: Anna Sophia Scheller, Joaquin De Luz
Video: Massimiliano Siccardi
Roma 27 luglio 2012
Elisabetta Terabust e Roma. Un legame solido, bello, importante che onora questa città. E la città risponde. Ne è il segno il riconoscimento delle Istituzioni, una medaglia di rappresentanza di Roma Capitale che le conferisce il nostro Sindaco. Cosa rara qui da noi, che qualcuno si interessi all’arte. Poi l’emozionante serata-omaggio ideata da Daniele Cipriani, a tratti toccante, che invita a Roma tanti artisti per ripercorrere la splendida carriera dell’artista romana. La Terabust ha saputo conquistare un posto di rilievo nella storia della danza di questo paese. Da Roma in tutto il mondo, con coraggio e tanto duro lavoro. Sfidando il predominio di un’altra grande come Carla Fracci, la Terabust percorre la sua strada. Artista poliedrica, espressiva, vera interprete, ha danzato qualsiasi cosa spaziando in ogni meandro di quest’arte come raramente hanno fatto le sue colleghe e mietendo ovunque grandi successi. Dai classici per eccellenza al repertorio romantico, da Bournonville a Balanchine, da Roland Petit a Tetley a Forsythe. Le immagini curate da Massimiliano Siccardi, bellissime, raccontano la storia del suo successo, montate con tale sensibilità, da portare indietro nel tempo chi ha avuto la fortuna di assistere dal vero a quelle interpretazioni. La serata scivola via veloce con picchi di grande e limpida danza. È il caso di Anna Sophia Scheller e Joaquin De Luz direttamente dal New York City Ballet, virtuosi ma non sfacciati, raffinati e con una tecnica impeccabile. Pur non così attraenti sul piano fisico dimostrano fascino e sicurezza. Nel Pas de deux dal Don Chisciotte, che la Terabust interpretò al fianco dei grandi dell’epoca come Brhun o Baryshnikov, i due americani fanno sfoggio di tutta la loro potenza espressiva. Dominano il palco con le loro pirouettes, i grandi sbalzi di lui e la bella variazione, ineccepibile, di lei. Nel finale danzeranno il bellissimo Tchaikovsky Pas de deux; incantevole interpretazione, raffinata esecuzione, mai una sbavatura, grande controllo ma con piena espressione tecnica nei punti clou. Applausi a scena aperta. Non si può dire lo stesso di Susanne Grinder e Marcin Kupinsky dal Royal Danish. I due non sembravano in serata, un po’ spenti ed una tiepida interpretazione del Pas de deux da La Sylphide. In quello che è un grande esempio di fine virtuosismo, fatto di piccole e preziose miniature, anche sul piano interpretativo, ricco di particolari che la Terabust danzò in tutto il mondo con un danese doc come Peter Schaufuss, sembra calare la tensione. La Grinder danza senza intenzione, senza espressione, il viso non racconta e neanche i piedi, sembra li abbia dimenticati. Kupinsky non è tecnicamente pulito, tante imprecisioni ed uno sbalzo non accattivante e brillante come dovrebbe. Alessio Carbone danza intensamente il solo da L’Arlesienne di Roland Petit. Incalzante, drammatico fino all’apice della follia suicida. Bello, pubblico rapito. Il pas de deux interpretato da Carbone insieme ad Emanuela Montanari, così raffinato e pieno di spunti impietosi ed imploranti non sempre rende appieno l’idea e non prepara il drammatico finale. Romeo e Giulietta, poi, quello di Amodio, interpretato da una intensa, a tratti, letizia Giuliani insieme ad Alessio Carbone. I due, belli solo a momenti, non sempre calati ad interpretare i ruoli, non esaltano le emozionanti note di Berlioz. Un pas de deux difficile, dove tolta l’interpretazione ed estrapolato dal contesto dell’opera intera non riesce ad emozionare quanto dovrebbe. Di emozioni ne regala invece l’ultimo video, dove Elisabetta Terabust danza divinamente Charlot danse avec nous: ammiccante, dolcemente ironica, giocosa, surreale. Interprete vera. Alla fine Elisabetta Terabust sul palco sentitamente ringrazia; il pubblico naturalmente di più.

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