Madrid, Tearo Real:”Ainadamar”

Madrid, Teatro Real, Stagione Lirica 2011/2012
“AINADAMAR”
Dramma lirico in un atto e tre immagini, libretto di David Henry Hwang tradotto in spagnolo da Oswaldo Golijov
Musica di Osvaldo Golijov
Margarita Xirgu NURIA ESPERT / JESSICA RIVERA
Federico García Lorca KELLEY O’CONNOR
Nuria NURIA RIAL
Ruiz Alonso MARCO BERRIEL
José Tripaldi MIGUEL ANGEL ZAPATER
Un maestro DAVID RUBIERA
Un torero ÁNGEL RODRÍGUEZ
Voci della fonte ADELA LÓPEZ, CRISTINA ALCAIDE
Ragazze LEGIPSY ÁLVAREZ, OXANA ARABADZHIEVA, ROSELLA CERIONI, CONSUELO GARRES, ESTHER GONZÁLEZ, PAULA IRAGORRI, CELINE KOT, MIRIAM MONTERO, CAROLINA MUÑOZ, IRIA RAJAL
Coro y Orquesta Titulares Del Teatro Real
(Coro Intermezzo y Orquesta Sinfónica de Madrid)
Direttore Alejo Pérez
Maestro del Coro Andrés Máspero
Regia Peter Sellars
Scene Gronk
Costumi Gabriel Berry
Luci James F. Ingalls
Allestimento da Santa Fe Festival
Madrid, 13 luglio 2012

Il Teatro Real ha chiuso la stagione 2011\2012 con uno spettacolo che potremmo definire “controverso”: Ainadamar (fonte di lacrime) del compositore argentino di origine ebraica, stabilito a New York, Oswaldo Golijov. Raramente si trova un’opera contemporanea con la capacità comunicativa e le forza di seduzione di Ainadamar per i suoi ritmi, le sue melodie e la mescolanza di stili musicali. La registrazione della versione dell’opera presentata a Santa Fe nel 2005 da parte della Deutsche Grammophon è stata l’anticpazione di un  evento tutto madrileno, vista la nuova versione in lingua spagnola dell’opera. Una delusione pressoché unanime! Non tanto per i valori musicali insindacabili, quanto per le innovazioni introdotte nell’opera e la proposta scenica di Peter Sellars. Uno dei punti più deboli è il libretto alla base della composizione.  Qui si narra un avvenimento storico, la relazione del poeta spagnolo Francisco Garcia Lorca con l’attrice Margarita Xirgu, che diffiuse e fece  fece conoscere le opere di Lorca in tutto  il Sud America, fino alla tragica morte del poeta durante la guerra civile spagnola nel luogo conosciuto come Ainadamar, tradotto appunto come “fonte di lacrime”. Nonostante il fatto drammatico raccontato, il testo manca di tensione, non c’è passione nè forza benchè la musica si impegni a cercare di farla emergere. Forse per questo Peter Sellars ha deciso di introdurre, per la versione spagnola dell’opera, dieci poesie di Lorca estratte dalla sua opera “Il divano di Tamarit”. Il risultato è ancora più infelice; non per l’indiscutibile qualità dei poemi, ma perchè suonano come il pretesto per mettere in risalto la celebre attrice spagnola Nuria Espert e trasformare così lo spettacolo in un richiamo per il pubblico. La Espert ha indubbiamente recitato magnificamente su una base musicale appositamente creata da Golijov. Bellissimi momenti che però rallentano la  continuità logica dello sviluppo drammatico della vicenda.
Peter Sellars ha creato uno spazio nel quale il palcoscenico e le pareti diventano murales grazie alle creazioni  del pittore californiano Gronk. Uno spazio colorato e lacerato, espressionista, con evidenti richiami al  mondo dei graffiti, che offre distinti significati anche grazie alle belle luci di  James F. Ingalls.
Un coro di donne vestite di nero, come le protagoniste del teatro di Lorca, o le corifee di una  tragedie greca,  attraversa lo spazio scenico da un lato all’altro con bruschi movimenti che per nulla aggiungono pathos all’azione. L’attrice protagonista vestita di bianco vaga per la scena come controfigura della Xirgu cercando invano una sua collocazione scenica. Solo l’esperienza della Espert salva la situazione. Di grande effetto la morte di  Lorca con il baritono David Rubiera e il torero del tenore Angel Rodriguez, con gli spari che risuonano  a tempo con il battere dei piedi per diventare un danza macabra.
E’ difficile dare un giudizio sulle voci in quanto le esigenze elettroniche di certi passaggi dell’opera hanno portato all’uso di amplificazione utilizzata anche per la  chitarra, il cantaor e l’attrice. Il mezzosoprano americano Kelley  O’Connor incarna Lorca, una soluzione  non da tutti apprezzata. Perchè una donna deve rappresentare il poeta? Riguardo a ciò Golijov ha affermato di voler rifarsi a una tradizione antica che uitlizzava la  voce grave femminile per una parte maschile. La O’Connor da parte sua ha saputo incarnare il personaggio con indubbia professionalità e, nonostante l’amplificazione, si è ascoltata  una voce bella e profonda, piena di sfumature che emozionano nelle melodie di maggior impatto teatrale. La Margarita vocale interpretata da Jessica Rivera è assai efficace.  Anche in questo caso  l’amplificazione non ha mortificato la sua bella linea vocale, lo stesso vale per il soprano Nuria Rial (Nuria). Il basso Miguel Amgel Zapater ( Josè Tripaldi), il baritono David Rubiera (il maestro), il tenore Angel Rodriguez (il  torero), Adela Lopez e Cristina Alcaide (Voci della fonte), hanno validamente completato il cast.
L’orchestra del Teatro Real (Orchestra sinfonica di Madrid) sotto la direzione dell’argentino Alejo Perez ha saputo valorizzare pienamente  la bellezza della partitura di Golijov. Un’opera, una cantata, un musical?  Tutte tre queste forme di teatro si fondono nell’opera di Golijov:  lo sviluppo drammatico è  più vicino a quello di una Cantata, mentre l’uso di amplificazioni e della  della totalità degli effetti sonori guardano al  musical. Ciononostante, la forza, la bellezza e l’espressività delle  melodie sono di natura melodrammatica e ci rendono desiderosi di  ascoltare presto una nuova composizione  lirica di  questo geniale compositore. Foto Teatro Real © Javier del Real


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