Ljubljana: Serata Stravinskij

Ljubljana, Slovensko Narodno Gledalisce, Stagione d’Opera e Balletto 2012/2013
SERATA STRAVINSKIJ
Corpo di ballo e Orchestra della SNG Opera in balet Ljubljana
Musiche di Igor Fjodorovič Stravinskij
Direttore d’orchestra Simon Krečič
“CHILDREN FROM THE EDGE OF REALITY”
Coreografia Kristina Aleksova
Drammaturgia  Tatjana Ažman
Pulcinella 1 Georgeta Capraroiu
Pulcinella 2 Lukas Zuschlag
Pulcinella 3 Alexandru Barbu
Pulcinella 4 Lejla Pantić Šindrić
Soprano Dunja Spruk
Tenore  Matej Vovk
Basso  Zoran Potočan
Costumi Urška Recer
Luci Marko Krajšek
APOLLO”
Coregrafia di George Balanchine
Apollo Petar Đorčevski
Terpsichore Tjaša Kmetec
Calliope Ana Klašnja
Polyhymnia Rita Pollacchi
Luci Marko Krajšek
“LES NOCES”
Coreografia Jiří Kylián

Bride Kristina Aleksova
Groom Lukas Zuschlag
Voci soliste: Norina Radovan, Gordana Hleb,Dejan Maksimilijan Vrbančič, Zoran Potočan
Scene e costumi John MacFarlan
Luci Jennifer Tipton, Kees Tjebbes
Ljubljana, 6 ottobre 2012
Grande danza allo Slovensko Narodno Gledalisce di Ljubljana. In effetti la levatuta artistica del Direttore della compagnia di balletto ha un nome che da solo dovrebbe fungere da garanzia di qualità assoluta: Irek Mukhamedov, già Primo Ballerino del Teatro Bolshoj di Mosca e del Royal Ballet di Londra. In occasione del 130 anniversario dell nascita del compositore, russo anch’egli, Igor Stravinski, la compagnia slovena rende omaggio al suo grandissimo talento, programmando un trittico di lavori basati sulle sue musiche.
Apre la serata la prima assoluta di “Otroci z roba rescicnosti/Children from the edge of reality”  una piacevole e fresca coreografia basata sul “Pulcinella” di Stravinskij da Pergolesi. Lo spettacolo inizia in platea e sembra avere una struttura narrativa che, invece, perde strada facendo. Si respira molta italianità – neanche troppo stereotipata, per fortuna! – e una grande sensibilità musicale da parte della coreografa Kristina Aleksova, anche danzatrice nella compagine slovena. Saremmo curiosi di vederla alle prese con qualche produzione astratta e meramente concertante perché dimostra grande talento coreografico nell’inventare movimenti e prese per i vari pas de deux: sicuramente una coreografa da tenere sott’occhio. Molto gradevole anche l’integrazione del tre cantanti lirici, talvolta chiamati a far parte della coreografia. Eleganti i costumi di Urska Recer e interessanti le soluzioni illuminotecniche di Marko Krajšek che, grazie a dei fari motorizzati, disegna delle vere e proprie scenografie sulla classica quintatura nera. Si distinguono Lukas Zuschlag, un aitante Pulcinella, assieme a Regina Krizaj, Prima Ballerina dell’ensemble. Bene il basso Zoran Potocan e il tenore Matej Vovk, e con riserva per un registro centrale piuttosto fragile,  il soprano Dunja Spruk.
Il secondo brano è l’Apollo di George Balanchine, presentato qui nella versione ripulita del prologo e della scenografia rappresentante il Monte Parnaso. Siamo di fronte ad uno dei balletti più conosciuti del coreografo russo, nonché ad uno dei capolavori della danza, definita neoclassica, caratterizzata dall’uso dell’off-balance, quindi di posizioni che sfidano sempre più la forza di gravità, e dei tipici vezzi tanto cari al coreografo, quali i polsi dalla linea spezzata e le teste, tenute con il mento basso a rende re gli sguardi più ammiccanti. Tutte le opere di Balanchine sono rigorosamente concesse alle compagnie, e attentamente sorvegliate, dal Balanchine Trust, una fondazione che si occupa di mantenere lo standard esecutivo e il prestigio del coreografo russo/americano ai massimi livelli.
Veniamo all’Apollo: i quattro solisti eseguono la coreografia alla perfezione, assolutamente consoni agli standard richiesti, ma non sono danzatori balanchiniani. Apollo, inoltre, è per definizione una divinità e, nell’immaginario generale, anche un essere di rara bellezza o carisma: ora è difficile lasciarsi andare alla bellezza pura se il danzatore che interpreta Apollo ha delle gambe per nulla belle, sottolineate dalla calzamaglia bianca. Anche se è bravo, preciso e pulito. Le tre dee sono come lui: brave, ma poco adatte fisicamente. Tersicore è la più vicina ai criteri, ma ha degli atteggiamenti “alla russa” soprattutto della testa che sembrano fuori stile Balanchine. Ripeto: mi dispiace parlarne in questo modo perché sono stati tecnicamente ineccepibili, ma è come vedere una signora anziana in minigonna…
Il Terzo brano riporta la serata ai massimi livelli: Les Noces, nella coreografia del grande, immenso, Jiří Kylián. I danzatori del Balet Ljubljana ne escono trionfanti e il pubblico riconosce il loro valore con 4 chiamate alla ribalta. Danzano il brano egregiamente, in pieno stile, immedesimandosi nella situazione e permettendoci di viverla con loro; sono musicalissimi e precisi, al millesimo di secondo e al millimetro (sgarrano qualche riga, ma è solo per trovare il pelo nell’uovo): bravi, bravi, bravi! Grande merito anche della bellissima musica, assai ben eseguita dai cantanti e dai musicisti nascosti nella buca d’orchestra.
L’Orchestra del SNG Opera in Balet Ljubljana suona magnificamente e con grande scioltezza la difficile musica di Stravinski, capeggiata dal Maestro Simon Krečič che sa essere ugualmente attento alla finezza esecutiva quanto ai tempi richiesti dalla danza.  Insomma, una bellissima serata, accolta favorevolmente dal pubblico in sala che conferma la compagnia di Ljubljana degna di quelle delle altri grandi capitali europee!