Madrid, Teatro de la Zarzuela:”El amor brujo” e “La vida breve”

Madrid, Teatro de la Zarzuela. Stagione lirica 2012/2012
AY, AMOR!”
EL AMOR BRUJO”
Gitanería in un atto e due quadri, con libretto di Gregorio Martinez Sierra.
Musica di Manuel de Falla
Candelas (cantaora) ESPERANZA FERNANDEZ
Candelas (bailaora)  NATALIA FERRANDIZ
“LA VIDA BREVE”
Dramma lirico in due atti e quattro quadri e libretto di Carlos Fernández Shaw.
Musica di Manuel De Falla 
Salud  LOLA CASARIEGO
La abuela MILAGROS MARTIN
Carmela RUTH INIESTA
Vendedora primera  MILAGROS  POBLADOR
Vendedora segunda  MARIA ELENA GARC
Vendedora tercera  JULIA ARELLANO
Paco  JOSE’ FERRERO
El tío Sarvaor  ENRIQUE  BAQUERIZO
El cantaor  JOSE’ ANGEL CARMONA
Manuel  JOSEP-MIQUEL RAMON
Una voz en la fragua  GUSTAVO PENA
La voz de un vendedor  IGNACIO CASTILLO
Una voz lejana  JAVIER FERRER
Chitarrisit JOSE’ MARIA MOLERO, PEPE NUNEZ
Orquesta de la Comunidad de Madrid
Coro del Teatro de la Zarzuela
Direttore Guillermo García Calvo
Maestro di coro  Antonio Fauró
Regia, scene e costumi  Herbert Wernicke
Ripresa da  Wendelin Lang
Luci Hermann Münzer
Coreografia Natalia Ferrándiz
Allestimento del  Théatre la Monnaie e del Theater-Basel di Basilea (1995)
Madrid, 28 settembre 2012
¡Ay, Amor! è il titolo con il quale è stato presentato il  dittico dei due celebri lavori di De Falla  che hanno inaugurato la stagione teatrale 2012/2013 del  Teatro de la Zarzuela (anche se a luglio era stata eseguita una versione da concerto de  La Tempranica). Due lavori diversi ma che hanno in comune uno sguardo sul mondo gitano. El amor brujo, definito come  “Gitanería”, è stato concepito come  “fin de fiesta” per un spazio  e un organico strumentale ridotto (quattordici strumenti) e affidato alla danzatrice Pastora Imperio. Il libretto, originariamente venne attribuito a Gregorio Martinez Sierra ma, da studi recenti, si è scoperto che l’autrice era in realtà sua  moglie, María de la O Lejárraga. La vida breve invece è un dramma lirico in due atti e quattro quadri composto per un Concorso bandito dalla Real Academia de Bellas artes de San Fernando e rappresentato per la prima volta a Nizza e a Parigi nel 1913, in una versione in francese. Solo un anno dopo, La vida breve verrà messo in scena nella versione originale proprio al  Teatro de la Zarzuela di Madrid.
In occasione di questa ripresa madrilena, il Teatro ha anche allestito una mostra nella quale vengono esposte le creazioni pittoriche di Julio Romero de Torres che hanno ispirato lo scomparso regista Herbert Wernicke, il creatore dello spettacolo. L’allestimento, ora ripreso da Wendelin Lang, nella sua essenza minimalista, è indubbiamente affascinante. Le magnifiche luci di Hermann Münzer si fondono perfettamente con la musica in un caleidoscopio di emozioni visive che mettono in primo piano le emozioni dei personaggi. La linea vocale di De Falla, che mescola stupendamente le suggestioni del canto con la vocalità melodrammatica è quanto mai coinvolgente. E questo spettacolo esprime perfettamente l’essenza drammatica di queste partiture. Nell’ Amor brujo la danza, il canto vogliono evocare un amore assente. Ne La vida Breve, l’amore è barriera,  conflitto sociale tra due  mondi diversi.
Venendo all’esecuzione, nell’ Amor brujo abbiamo apprezzato la Cantaora Candela, Esperanza Fernández, che ha messo in luce una grande professionalità nel cogliere pienamente l’essenza della musica senza mai cadere in eccessi espressivi, mantenendo una linea di canto inappuntabile. Poderoso, catalizzante e perfettamente in sintonia con il canto  il “doppio” di Candela, la ballerina Natalia Ferrandiz.
Anche ne La Vida Breve il cast vocale si è dimostrato omogeneo sia sul piano vocale che in quello scenico, dando vita a dei personaggi convincenti. La Salud interpretata dal soprano Lola Casariego, pur con un peso vocale non sempre adeguato e qualche tensione nel registro acuto, ha saputo creare un personaggio più che convincente. La nonna è stata interpretata dalla comprovata professionalità di Milagros Martín una veterana delle scene madrilene. Nel ruolo di Carmela, la  inconsapevole antagonista di Salud, la chiara vocalità del soprano Ruth Iniesta ha naturalmente trasmesso il carattere ingenuo del personaggio. In questa produzione tutti i personaggi, anche quelli che hanno un perso vocale minore, hanno trovato una bella evidenza teatrale. Spiccano così anche lo zio Sarvaor del baritono Enrique Baquerizo, il tenore Gustavo Peña che nel suo intervento fuori scena (La voz de la fragua) ha spiccato per una voce brillante, sicura e ben proiettata. Come Paco abbiamo ascoltato il tenore  spagnolo José Ferrero, premiato dalla critica come cantante rivelazione della stagione lirica 2010-2011 del Liceu di Barcelona, ha confermato di avere una voce molto seducente e una linea vocale morbida e flessibile. Il cantante José Ángel Carmona, insieme ai chitarristi  Vicente Coves, José Mª Molero y Pepe Núñez, ha aggiunto un altro tocco di qualità al cast.
Non ha però pienamente convinto la direzione d’orchestra di Guillermo García Calvó che abbisognava di una maggiore sottigliezza nell’evidenziare i contrasti coloristici e nelle sonorità. Una più ponderata attenzione allo stile non avrebbe guastato. L’orchestra ha suonato troppo forte in momenti che non erano appropriati e anche il coro del Teatro non è andato oltre la correttezza, risultando poco espressivo.  Certe scelte ritmiche (ci è parsa troppo lenta “la danza del fuoco” de El Amor Brujo) forse sono state condizionate dalle coreografie, per altro eccellenti di  Natalia Ferrándiz, ma hanno un po’ tolto quella passionalità che fa vibrare il cuore.

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