George London Foundation: Vivica Genaux, Daniel Okulitch

New York, Gilder Lehrman Hall at The Morgan Library & Museum
The George London Foundation Recital Series
Mezzosoprano Vivica Genaux
Basso-baritono Daniel Okulitch
Pianoforte Craig Rutenberg
Gabriele Fauré: “Chanson du pêcheur,” Op. 4, No. 1
Hector Berlioz:“Sur les lagunes” from Les nuits d’eté
Pauline Viardot: “Lamento”; “Madrid”; “Berceuse cosaque”; “L’Ausencia” (Vivica Genaux)
José Serrano: “Cancion de la gitana” da La alegria del batallón
Federico Chueca: “Tango de la menegilda” da La gran via
Geronimo Giménez: “Zapateado” da La Tempranica ( Vivica Genaux)
Songs on the Yeats poem “Cloths of Heaven”  di Dunhill, Elwyn-Edwards, Roven e Evans; Songs of Sleep (Mr. Okulitch)
Ivor Gurney:  “Sleep”
Lowel Liebermann: “Good Night”; “She Tells Her Love While Half Asleep”; A Variation on “To Say To Go To Sleep”
Georgy Vasilyevich Sviridov :“La Vergine della Città”
Sergei Rachmaninov: Cavatina di  Aleko da Aleko ( Daniel Okulitch)
New York, 9 dicembre 2012
Fondata dal basso-baritono canadese circa 14 anni prima della sua morte, la George London Foundation for Singers fornisce assistenza finanziaria ai giovani artisti, e presenta anche diversi Recital a New York ogni stagione. Negli ultimi anni, questi recital sono stati dati in uno spazio “intimo” alla Morgan Library & Museum, un vero gioiello troppo spesso trascurato dai visitatori. Per l’esecuzione del 9 dicembre, la Fondazione ha presentato due artisti che vantano crediti importanti in Italia (e altrove), il mezzosoprano dell’Alaska Vivica Genaux, che ha casa in Italia, ed il basso-baritono canadese Daniel Okulitch, che il pubblico della Scala potrà ricordare nel Sogno di una notte di mezza estate e Peter Grimes di Britten, così come La vedova allegra di Lehár. In questo recital a due, accompagnati da Craig Rutenberg, i cantanti si sono alternati in un programma dall’ampio repertorio che non si sovrapponevano affatto né in ordine cronologico, né stilistico nè tematico. Tuttavia, entrambi i cantanti hanno affrontato il loro lavoro con affine intelligenza e chiarezza di espressione che hanno reso questo un pomeriggio unitario e soddisfacente, fino ai due deliziosi duetti alla fine.
La Genaux si è guadagnata una reputazione internazionale per le sue interpretazioni di Rossini e del barocco, ma di recente ha ampliato il suo repertorio, in particolare con le sue prime esecuzioni della Carmen, a Rouen all’inizio di questa stagione. Molte delle selezioni che offerte in questo recital (così come il suo abito senza maniche, guarnito di pizzo) ha suggerito un cenno all’eroina gitana di Bizet, anche se non ha cantato una sola nota di quello spartito. All’inizio, un trio di ariette di Rossini ha “parlato” di Spagna, così come due dei tre brani di Pauline Viardot, ed una collezione “vincente” di brani da Zarzuela che hanno rivelato il suo spirito vivace (cosa che il repertorio barocco le permette raramente di mettere in luce). Anche il duetto che ha chiuso il programma era “La ci darem la mano” dal Don Giovanni di Mozart, ambientato proprio nella Siviglia di Carmen.
Tuttavia, la maggior parte di questo repertorio  risale a molto prima di Carmen nel repertorio della Genaux, e le opere di Rossini e Viardot hanno un significato speciale per lei. (Si potrebbe dire che, così come la Genaux si è battuta per la musica della Viardot, la musica più nota di Rossini si è battuta per la Genaux). Il mezzosoprano ci ha confessato che  erano cinque anni che non affrontava queste pagine: le viene sempre di più richiesto di esibirsi in concerti di musica barocca con ensemble di strumenti d’epoca (per non parlare di opere complete sia  in forma scenica che in concerto). E’ comunque cameristico  che ama in modo particolare e quindi lo domina da comunicare lo stesso in modo emotivo con il pubblico.
La sua voce rimane uno strumento che ingenera un piacere decisamente sensuale
: calda, vibrante, spesso sorprendente nella sua combinazione di agilità e “peso” abbondante. Il suo programma in questa occasione ha messo l’accento molto meno sull’aspetto pirotecnico che ha dato una spinta alle sue esecuzioni di musica barocca (così come il titolo di un suo  acclamato CD), e per certi aspetti il ​​suo canto più lirico è ancora più sicuro ed espressivo rispetto alla sua fiammeggiante coloratura.
Senza essere scortesi, si deve osservare che Okulitch, rispetto alla Genaux, anche per la giovane età, appare lievemente inferiore vocalmente e sul piano interpretativo. Ciò non toglie che Okulitch si è comunque già conquistato una reputazione per la musica contemporanea, e ha interpretato i ruoli di protagonista  in due prime esecuzioni mondiali di alto profilo: Willy Wonka in The Golden Ticket di Peter Ash e Seth Brundle in The Fly di Howard Shore. (Per quest’ultima, Okulitch ha attirato l’attenzione in tutto il mondo nel corso di una ben pubblicizzata scena di nudo integrale. Tra i suoi colleghi americani ora scherzosamente si riferiscono alle sue scene di nudo non come “Full Monty”, ma come “Full Okulitch”. Lui, per nulla imbarazzato, si mostra molto divertito di questa battura.) Nel 2014, Okulitch aggiungerà a queste prime mondiali un altro ruolo, che sicuramente non passerà inosservato: interpretaerà Ennis, il ruolo di Heath Ledger in Brokeback Mountain di Charles Wuorinen al Teatro Real di Madrid.
Per questo recital, Okulitch è rimasto risolutamente tra i secoli 20° e 21°.
Per la sua prima serie di brani, ha offerto tre versioni in musica della poesia di Yeats ‘”Aedh Wishes for the Cloths of Heaven” di Dilys Elwyn-Edwards (1918-2012), Thomas F. Dunhill (1877-1946), e Glen Roven (ancora molto attivo, ed il produttore del CD di Okulitch), la cui più astringente composizione ha fornito un bel contrasto con i suoi predecessori. Okulitch ha aperto anche la seconda parte del programma con una serie di brani che parlano del sonno di un altro compositore vivente, Lowell Liebermann (nato nel 1961), completato in maniera decisamente retrospettiva del 20° secolo da “Sleep” di Ivor Gurney (1890-1937) , ispirato dagli elisabettiani. Con ottima dizione russa, Okulitch ha anche eseguito “La Vergine e la città”, una canzone malinconica su testo di Alexander Alexandrovich Blok, composta da Georgy  Vasilyevich Sviridov (1915-1998), e la “Cavatina di Aleko,” di Rachmaninov, che riprendeva il tema “zingaresco” dei brani della Genaux.
In inglese come in russo, Okulitch è un ottimo rappresentante delle abilità dei cantanti Nord Americani nei recital, soprattutto nella estrema facilità di “conversazione” che apporta al brano e per  la sottigliezza delle sue letture “psicologiche” dei testi, non importa se il dramma è interiorizzato o esteriorizzato , non è mai confuso, ma sempre sincero. Ognuna di queste canzoni si è dimostrata un’eccellente veicolo per il suo approccio, ed anche quando cantava di passione in forte, sembrava che Okulitch parlasse direttamente all’ascoltatore.
Craig Rutenberg
, capo dell’amministrazione musicale al Metropolitan ed uno dei più ricercati accompagnatori negli Stati Uniti, ha agilmente abbracciato le diverse esigenze stilistiche dei solisti – ed eccelleva in Mozart e nel bis, “You’re Just in Love” da Call Me Madam di Irving Berlin. Si tratta di un duetto comico, in cui entrambe le voci cantano l’uno all’altro, piuttosto che “con” l’altro, a linee vocali completamente diverse che si intrecciano ingegnosamente: un personaggio “sente la musica e non c’è nessuno”, mentre l’altro consiglia di non preoccuparsi, “Sei solo innamorato.” Questi ruoli sono stati cantati originariamente a Broadway da Russell Nype ed Ethel Merman, ma qui la Genaux ed Okulitch si sono scambiati le linee vocali, con la Genaux impegnata nella linea vocale più vistosa ed Okulitch che la supportava con sicurezza, mentre durante il tocco brillante di Rutenberg dava il giusto impulso al fluire del brano. Sebbene entrambi i cantanti abbiano avuto scritture di rilievo con le compagnie d’opera più importanti sul territorio (la Genaux sia con il Metropolitan che la New York City Opera, Okulitch con la New York City Opera) ed alla Carnegie Hall, le loro apparizioni locali sono relativamente rare. La serie della London Foundation ha offerto un’ambientazione distinta ed intima per il piacevole ritrovarsi con questi due notevoli artisti.

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