Sassari, Teatro Comunale: “Nabucco”

Sassari, Teatro Comunale, Stagione Lirica 2012
“NABUCCO”
Opera in quattro parti. Libretto di Temistocle Solera a cura di Mario Parenti
Musica di Giuseppe Verdi
Nabucco IVAN INVERARDI
Ismaele ALESSANDRO LIBERATORE
Zaccaria ANDREAS BAUER
Abigaille RAFFAELLA ANGELETTI
Fenena LARA ROTILI
Il Gran Sacerdote di Belo DARIO RUSSO
Abdallo ANDREA GIOVANNINI
Anna VITTORIA LAI
Orchestra dell´Ente Concerti “Marialisa de Carolis”
Coro Ente Concerti Marialisa de Carolis
Direttore Gaetano D´Espinosa
Maestro del Coro Antonio Costa
Regia Leo Muscato
Scene Tiziano Santi
Costumi Silvia Aymonino
Disegno luci Alessandro Verazzi
Coproduzione dell´Ente Concerti ´Marialisa de Carolis´ con la Fondazione Teatro Lirico di Cagliari Nuovo Allestimento
Sassari, 7 Dicembre 2012

Si è conclusa con un grande successo di pubblico la stagione lirica 2012 organizzata a Sassari dall’Ente concerti Marialisa de Carolis nel nuovo Teatro Comunale: il popolarissimo Nabucco ha praticamente registrato il tutto esaurito, con la vendita anche di buona parte dei posti a visibilità ridotta. Una stagione che, nonostante le prevedibili difficoltà di ambientazione nella nuova struttura, grazie alla professionalità e alla disponibilità di tutte le maestranze impiegate, è stata sicuramente soddisfacente: il debutto con un ottimo allestimento di Roméo et Juliette, un discreto Nozze di Figaro, un brillante Signor Bruschino e adesso il finale con una delle “machine de guerre” che garantiscono comunque il consenso del grande pubblico.
E sicuramente la produzione del Nabucco sassarese ha tutti i requisiti per accattivarsi il grande pubblico, a partire dall’elegante allestimento, realizzato in collaborazione col Teatro Lirico di Cagliari, del regista Leo Muscato. Lo spazio scenico progettato da Tiziano Santi era delimitato da scorrevoli variamente traforati che lasciavano filtrare degli interessanti tagli di luce. I colori bronzei e ferrigni, i costumi di Silvia Aymonino e gli essenziali arredi di scena alludono a un passato reinterpretato, comunque congruo con l’ambientazione storica dell’opera: tutto molto funzionale e gradevole nell’economia dello spettacolo. Meno riusciti francamente recitazione e movimenti, specialmente nelle scene d’insieme. Certamente l’innovativa e macchinosa drammaturgia dell’opera non è semplice da gestire ma, al di là dell’idea di amplificare il conflitto Abigaille – Nabucco fino a un contrasto femminile – maschile con tanto di amazzoni in scena, non si è visto molto di più del classico canto in proscenio. In particolare le scene d’insieme avevano ben poca drammaticità e la perenne gestualità con mani levate amplificava spesso goffamente la battuta del tempo da parte dei coristi e persino dei solisti. Nel cast ha svettato il Nabucco di Ivan Inverardi che, dopo un disagio iniziale, ha saputo trovare gli accenti nobili e le sfumature del personaggio con una vocalità piena ed espressiva su tutta la gamma dell’estensione e delle dinamiche. Anche lo Zaccaria di Andreas Bauer, nonostante alcune difficoltà nel registro acuto, si è dimostrato degno antagonista per presenza scenica, volume e colore espressivo. Ma, nonostante i timbri pregevoli e la corretta esecuzione, il resto dei protagonisti non sembrava avere il peso vocale e il colore adatto per il ruolo. In particolare l’Abigaille di Raffaella Angeletti, non in perfette condizioni di salute, sfoggiava un bellissimo registro lirico ma senza la drammaticità e il carattere nell’estensione grave e centrale richiesta dal personaggio. Pur con tali limiti, interessanti anche le vocalità di Lara Rotili e Alessandro Liberatore nei ruoli di Fenena e Ismaele. Hanno ben figurato anche Dario Russo, Andrea Giovannini e Vittoria Lai nel resto della compagnia.
Buona la direzione di Gaetano D’Espinosa che è riuscito a concertare con finezza e precisione, dimostrando come non sia ovvio piegarsi nel primo Verdi al chiasso. L’Orchestra dell’Ente Concerti l’ha ben assecondato con puntualità nell’intonazione e nelle dinamiche, dimostrando anche un costante miglioramento nel corso della stagione, specialmente nell’insieme degli archi. Solo le strette nelle scene più affollate denunciavano alcune imprecisioni ritmiche tra buca e palcoscenico, probabilmente per gli stretti tempi di produzione.
Infine, ma non certo ultima nell’economia dell’opera, è d’obbligo una citazione per la bella prestazione del coro dell’Ente: Nabucco è un’opera fondamentalmente collettiva e corale ed il M° Antonio Costa è riuscito a formare e istruire nell’occasione un gruppo abbastanza fuso ed efficace soprattutto nelle batterie acute, nelle dinamiche robuste e nell’incisività ritmica degli interventi drammatici.
Un plauso finale all’ Ente Concerti   Marialisa de Carolis che ha saputo anche quest’anno proporre una Stagione artisticamente valida  sia nei titoli che nella scelta di Artisti di chiara fama accompagnati da validi giovani della nostra terra.

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