Dal Teatro Nazionale Sloveno di Ljubljana…

Lubiana, Teatro Nazionale Sloveno, Stagione di Opera e Balletto 2012/2013
“THE NUTCRACKER – A CHRISTMAS CAROL”
Balletto in due atti Libretto di LE.T.A. Hoffmann e C. Dickens
Coreografia Youri Vamos (1988)
Musica Peter Iljic Cajkovskij
Scrooge TOMAŽ HORVAT
Bob Cratchit  IULIAN ERMALAI
Mrs. Cratchit REGINA KRIŽAJ
Clara ANA KLAŠNJA
Gost of Death PETAR DORČEVSKI
Spirit of Nutcracker LUKAS JERKANDER
Spirit of Christmas OLGA ANDREEVA
Solisti e Corpo di ballo del Teatro Nazionale Sloveno di Opera e Balletto di Lubiana Allievi del Conservatorio di danza di Lubiana Base registrata con il Coro femminile e Orchestra del Teatro Nazionale Sloveno di Opera e Balletto di Lubiana diretti da Marko Gaspersic
Scene e costumi di Michael Scott
Luci Klaus Garditz
Lubiana, 15 dicembre 2012
Tutti gli spettacoli che vanno in scena sul palcoscenico del delizioso teatro dello Slovenian National Theatre of Opera and Ballet diventano dei piccoli gioielli, delle versioni da camera. Non fa eccezione l’originale e piacevole “The Nutcracker – A Christmas carol” del coreografo ungherese Youri Vamos che la compagnia slovena ha acquisito in repertorio nel 2002. Lo spettacolo aveva visto la luce a Bonn nel 1988, all’epoca in cui Vamos era il direttore della locale compagnia di danza. La vicenda riunisce assieme il materiale proveniente dalla favola originale scritta da E.T.A. Hoffmann intitolata “Lo Schiaccianoci e il Re dei topi” e la novella di Charles Dickens “Canto di Natale”. Questa “fusione” di due diverse storie fornisce a Clara e allo Schiaccianoci, poi Principe,  un avversario, il rigido  vecchio usuraio Scrooge. Il suo unico interesse è il denaro, in nome del quale licenzia proprio il giorno della vigilia di Natale il suo impiegato Bob Cratchit che così non potrà più regalare alla piccola Clara lo schiaccianoci in legno che lei tanto desiderava. Ma durante la notte i fantasmi di Scrooge vengono a trovarlo e lo spaventano al punto che al risveglio sarà un uomo nuovo, completamente cambiato. La morale di fondo è che solo la compassione e la gentilezza verso il prossimo possono rendere felici…speriamo che tanti leggano questa riga! A parte questa interessante idea di mescolare queste due vicende che hanno il comune denominatore nel Natale, l’aspetto più interessante è la personalissima cifra coreografica che Vamos dimostra ed elargisce a piene mani. Siamo pieni di coreografi che possiamo definire “seguace di”, “figlio di”, “ispirato da”. Vamos, nonostante non abbia raggiunto la fama planetaria di Balanchine, di Bejart, di Forsythe è un coreografo unico ed estremamente interessante. Ogni passaggio, ogni presa, ogni passo, esula dalle convenzioni o dalle regole del “bravo coreografo”, denunciando evidentemente un bisogno personalissimo e unico, la necessità di coreografare per esprimere un mondo privato molto ricco e interessante. Un altro degli aspetti a mio avviso estremamente interessante è dato dal fatto che le stesse persone che abitano il villaggio, e quindi la vita di Scrooge, li ritroviamo all’interno del momento onirico: quindi un garzone si trasforma nello “Spettro della morte”, Bob Cratchit diventa il solista maschile della danza spagnola, e così via. Soprattutto nei ringraziamenti, dopo il gaudente finale, il coreografo si diverte a svelare questo gioco di doppi creando un divertito gioco di smascheramenti e sorprese. Il bellissimo allestimento di scene e costumi, ad opera di Michael Scott, scatena l’applauso ad apertura di sipario: sembra di essere immersi in un paesaggio natalizio da “palla di neve”! Molto curate e adeguate le luci di Klaus Garditz. Peccato non aver avuto l’accompagnamento dell’Orchestra ma di essersi dovuti accontentare solo della splendida partitura di Cajkovskj registrata e un po’ troppo montata e tagliuzzata per le esigenze coreografiche di Vamos. La compagnia slovena reagisce molto bene a questa produzione che interpreta già da dieci anno. Avrebbe bisogno di qualche miglioriamento nel versante maschile che sembra piuttosto appesantito nell’esecuzione dei salti e nell’unisono. Eccezion fatta per le  quattro Guardie che nel primo atto si esibiscono sulla famosissima marcia. In merito agli interpreti, colpiscono immediatamente la grazia e la bellezza di Ana Klasnja, splendida interprete del Grand pas de deux finale, accompagnata da Lukas Jerkander, partner  affidabile e dalla buona tecnica ma poco carismatico. Ottima la prestazione di Petar Dorcevski, lo “Spettro della morte”: atletico, conturbante e inquietante al punto giusto. Ballerina dalle belle linee, dalla tecnica sicura e dal sorriso radioso anche Olga Andreeva nel ruolo dello “Spirito natalizio”. Fastidioso comme il faut, ma anche dolce e comico, lo Scrooge di Tomaz Horvat. Bene anche le quattro coppie solistiche: sia quelle dei Fiocchi di neve (Rita Pollacchi, Ursa Vidmar, Alexandru Barbu e Cosmin Agavriloaei) che quelle del Valzer dei fiori (Sorina Dimache, Hye Min Kim, Kenta Yamamoto e Lukas Zuschlag).  Teatro tutto esaurito e pubblico plaudente: chissà quando impareranno anche gli italiani che non c’è momento migliore di uno Schiaccianoci natalizio per avvicinare i bambini alla danza e riunire la famiglia? Una vera e propria “orda” di  bimbi e nonni sloveni affollavano il teatro…

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