Il talento dei BalletBoyz

Modena, Teatro Comunale, Danza Primavera 2013
Balletboyz – “THE TALENT 2013”
“SERPENT”
Coreografia Liam Scarlett
Musica Max Richter
Luci Michael Hulls
“FALLEN”
Coreografia Russell Maliphant
Musica Armand Amar
Luci Michael Hulls
Direzione artistica Michael Nunn&William Trevitt
Nuova produzione per 10 danzatori
Prima italiana
Modena, 11 aprile 2013
In occasione del terzo appuntamento della rassegna Danza Primavera 2013 del Teatro Comunale “Luciano Pavarotti” di Modena, vengono chiamati i celebratissimi BalletBoyz a presentare il dittico The Talent 2013, recentemente debuttato al Sadler’s Wells di Londra. Ballet e boyz: niente di più chiaro. I fondatori della compagnia nata nel 2001, Michael Nunn e William Trevitt, vengono oggi considerati come – citiamo dal programma di sala – «pionieri di una danza per tutti» (ma, a ben vedere, di coreografi attirati da un’idea «di danza per tutti» ce ne sono stati anche in passato…). Questo il manifesto programmatico della compagnia: una danza, in cui l’elemento accademico talvolta fa capolino per mischiarsi a molteplici influssi, costituita da immagini chiare, di impatto immediato, schietta. E tutta al maschile. È solamente il corpo del danzatore che viene investigato, studiato, manipolato: diventa il riverbero di un’intera coreografia.
Liam Scarlett, diplomatosi alla Royal Ballet School, entrato al Royal Ballet nel 2005 ed autore del primo brano intitolato Serpent, in un breve video trasmesso prima della recita, si interroga sulla difficoltà di lavorare su una compagine maschile: sceglie quindi l’immagine del serpente per conferire al brano una sorta di “continuità”. La scena si apre sull’intera compagnia vestita unicamente di una calzamaglia color carne, sdraiata di spalle mentre alza il braccio destro facendo ruotare il polso, quasi a simulare la testa di un serpente. Il rettile viene visto come animale notturno anche grazie alle luci di Michael Hulls, giocate sui toni dell’azzurro su fondali bianchi,  e alla musica di Max Richert. Tutto è ovattato e sottile: un leggero colpo di testa da parte di una danzatore alla spalla di una coppia seduta costituisce l’imput per un duetto, in una continuità dinamica che tende a coinvolgere l’intero gruppo. Sono emblematiche in tal senso due figure: quella creata dai danzatori uno affiancato all’altro, cingendo il collo di chi sta a fianco, in un progressivo digradare, quasi a imitare l’insinuarsi del rettile; l’altra è quella del gruppo completamente avviluppato in un’unica grande massa, sorta di cuore animale pulsante. Chiude ciclicamente il brano l’immagine iniziale.
Il secondo brano, Fallen, su musica di Armand Amar, viene coreografato da Russel Maliphant – diplomatosi alla Sadler’s Wells Royal Ballet e ormai affermato coreografo – che indaga il corpo maschile mediante l’uso di luci (sempre a firma Michael Hulls) proiettate dall’alto: toni verde-smeraldo per i fondali e gialli per esaltare le ombre del viso e la figura del corpo danzante. Come un’eco ai coni di luce proiettati dall’alto, l’immagine iniziale è quella di un cerchio concentrico. È un ambiente hurban di danzatori in abiti mimetici quello che Maliphant ci suggerisce. Passi e duetti sono spesso rigorosi e il cerchio rimane il perno della partitura. Sul finire del brano, in un susseguirsi di lentissime cadute, un corpo sembra cercarne un secondo tramite un braccio o una mano, in una specie di ineluttabile solidarietà maschile. In quest’ottica, forse anche il nuovo guerriero metropolitano necessita “dell’altro”.
In The Talent 2013, la notte è sempre la stessa ma viene illuminata da due lune diverse: l’una più formale e rasserenante, l’altra sembra essere delatrice della nascita di un nuovo eroe. Entrambe illuminano l’uomo.

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