Grandioso “Nabucco” a Pechino

Pechino (Beijing), NCPA, Stagione Lirica  2013
“NABUCCO”
Opera in quattro atti, libretto di Temistocle Solera
Musica di Giuseppe Verdi
Nabucco PLACIDO DOMINGO/VLADIMIR STOYANOV
Abigaille  SUN XIUWEI/ANNA PIROZZI
Zaccharia LIANG LI/KRISTINN SIGMUNDSSON
Ismaele  JIN ZHENGJIAN/LUCIANO GANCI
Fenena YANG GUANG/HAO JUNHUA
Gran Sacerdote di Belo  ZHAO MING
Abdallo
LIU NAIQUI
Anna
 ZHANG JING
Orchestra e Coro del NCPA
Direttore Eugene Kohn
Maestro del coro Roberto Gianola
Regista Gilbert Deflo
Scenografo Ezio Frigerio
Costumista Franca Squarciapino
Luci Vinicio Cheli
Designer delle proiezioni  Sergio Metelli
Coreografo e Physique Instructor Liu Lilly
Pechino, 22-23 maggio 2013

Ci sono festeggiamenti Verdiani in tutti i teatri del mondo quest’anno per il bicentenario, e Pechino non ha fatto eccezione.  Il punto culminante delle celebrazioni è stata la nuova produzione di Nabucco che ha avuto la prima il 22 maggio, ironia della sorte, il giorno della nascita di Wagner del quale si celebra pure il bicentenario.  L’NPCA di Beijing è riuscita a aggiudicarsi la presenza di Placido Domingo, la più amata e carismatica delle stelle della lirica mondiale, nel ruolo principale di Nabucco.  Questa è stata la terza produzione alla quale Domingo ha preso parte nelle ultime cinque settimane, avendolo cantato recentemente con grande successo di pubblico al ROH Covent Garden e all’inaugurazione del Mariinsky II a San Pietroburgo.  Ci sono ulteriori recite programmate quest’estate all’Arena di Verona. Con consumata abilità e bravura, Domingo è riuscito a passare in maniera naturale dal ruolo tenorile di Ismaele di 30 anni fa, all’attuale ruolo baritonale di Nabucco.  Dopo una carriera così illustre da tenore, Domingo, con l’intelligenza artistica che lo contraddistingue, sta scegliendo ruoli non solo più consoni alla sua vocalità, ma anche alla sua età ed esperienza: ruoli che evidenziano i suoi punti di forza, e nei quali si sente a proprio agio.  La voce mantiene la pastosità e la bellezza del suono e non rivela segni di usura. Spazia su tutta l’estensione del baritono con facilità, e la qualità vocale, scura e brunita, unita ad espressività e destrezza, sono riuscite a compensare la mancanza di una voce che si vorrebbe più robusta e grintosa per il ruolo. Intelligentemente, Domingo non ha provato a snaturare il proprio strumento in un tentativo di farne quello che non è, ma piuttosto ne ha adoperato i  pregi a proprio vantaggio. Durante la recita, non ha mai cercato di ingrossare, né spingere, né forzare la voce per farla sembrare più feroce o aggressiva. Ha fatto affidamento sulla dizione, il fraseggio musicale, l’espressività e, naturalmente, la sua eccezionale presenza scenica.  Il ruolo di Nabucco spesso rimane eclissato dalla parte vocale più “spettacolare” di Abigaille. Ma in questa edizione, Domingo è riuscito a controbilanciare i ruoli, grazie alla sua forte caratterizzazione di un re che dall’apice del potere, cade nella disgrazia per rinascere più saggio e umano.
Belle e imponenti le scene di Ezio Frigerio, sontuosi e eleganti i costumi di Franca Squarciapino, suggestive le luci di Vincio Cheli e mozzafiato le proiezioni di Sergio Metelli. La distruzione del tempio e la conflagrazione sono risultate sensazionali.  Le citazioni del Vecchio Testamento, che Verdi  adopera come titoli introduttivi per ogni atto, sono state proiettate durante i cambi di scena, aiutando il pubblico a collocare l’episodio,  mantenendo il filo conduttore e rendendo i cambi più fluidi. Nelle scene a due piani del palazzo, i coristi e figuranti erano disposti in modo naturale e di massimo effetto dal regista Gilbert Deflò. Ha colpito il suggestivo tableau creato dagli ebrei legati da corde all’inizio di Va’ Pensiero. L’entrata di Nabucco, racchiuso fra gli scudi, è risultata impacciata e l’effetto visivo contraddiceva la musica ferma, marziale e trionfale che accompagna la scena.  Il coro si è distinto per una presenza scenica dai connotati eleganti, nobili e dal suono bello, equilibrato, compatto e amalgamato. Purtroppo la dizione indistinta toglieva il giusto colore, peso e accento alla parola.  L’ottima orchestra ha suonato con precisione, ma il direttore, Eugene Kohn non è riuscito a estrarre i necessari contrasti dinamici, né la giusta tensione musicale, e l’esecuzione ne ha risentito.  Ogni tanto sono emersi anche problemi d’insieme, sia all’interno della compagnia di canto, sia fra palcoscenico e orchestra.
Il teatro ha una politica: per ogni opera avere sempre un cast occidentale ed uno cinese, e alla prima, a fianco di Domingo, si è esibito il cast cinese.  Il ruolo di Abigaille non si è dimostrato fra i più adatti alla vocalità di Sun Xiuwei. Una voce bella e piena nel lirico ma che è mancata assolutamente di peso nei gravi, e ha dimostrato di non possedere il giusto accento per affrontare un ruolo così temibile.  Invece, la bella voce ricca e piena di Yuang Guang, omogenea in tutta l’estensione, era perfino sprecata per il ruolo di Fenena.  Liang Li ha dato una prova potente e convincente come Zaccaria, coniugando padronanza vocale a facilità di emissione e estensione, dizione incisiva, timbro bello e malleabile, dimostrando una forte presenza scenica e una bella caratterizzazione del personaggio. Il tenore Jin Zhengjian è stato un Ismaele fervente, benché leggero e un po’ teso.  Zhao Ming (il Gran Sacerdote di Belo), Liu Naiqui (Abdallo) e Zhang Jing (Anna), hanno dato prove precise e competenti.
Nella seconda recita, i ruoli principali sono stati interpretati da un cast tutto europeo. Si è distinto il tenore Luciano Ganci per bellezza timbrica e fraseggio curato.  Anna Pirozzi ha dimostrato di possedere la determinazione appropriata per cantare il ruolo di Abigaille, sfoggiando al contempo i più delicati e sostenuti suoni filati.  Vladimir Stoyanov, nel ruolo di Nabucco, ha dimostrato di possedere la qualità vocale grintosa e scura adatta al ruolo, ma scenicamente, non è emerso il personaggio con convinzione.  Kristinn Sigmundsson, Zaccaria, all’inizio ha mostrato un timbro bello e interessante, ma andando avanti si sono palesate grosse difficoltà di emissione nei registi acuto e grave.  Tutte e due le recite sono state accolte con grande entusiasmo dal pubblico, ma la prima con Domingo, come c’era d’aspettarsi, è stata un trionfo.

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