Bologna, Teatro Comunale:La “Coppelia” del MaggioDanza

Bologna, Teatro Comunale, Stagione di Balletto 2013
“COPPELIA”
Balletto in un atto e tre quadri. Libretto di Charles Nuitter e Arthur Saint-Léon dal racconto “L’uomo della sabbia” di E.T.A. Hoffmann.
Musica Léo Delibes
Coreografia e drammaturgia Giorgio Mancini  
Coppélia SILVIA AZZONI
Svanilda LETZIA GIULIANI
Franz ALESSANDRO RIGA
Coppélius LEONE BARILLI
Don Chisciotte SILVIA CUOMO
Il Cigno Bianco LINDA MESSINA
Giselle KRISTINA GRIGOROVA
Lo spettro della rosa CRISTIANO COLANGELO
Fauno ANTONIO GUADAGNO
Petruška FABRIZIO PEZZONI
Albrecht DUCCIO BRINATI
Le Amiche: Linda Messina, Silvia Cuomo, Gaia Mazzeranghi, Kristina Grigorova, Ilaria Chiaretti, Margherita Mana, Federica Maine.
Gli Amici: Cristiano Colangelo, Michelangelo Chelucci, Fabrizio Pezzoni, Zhani Lukaj, Duccio Brinati, Pierangelo Preziosa, Paolo Arcangeli.
Solisti e corpo di ballo del Maggio Musicale Fiorentino
Scene e costumi Giorgio Mancini
Ideazione dello spazio scenico Gabriele Vanzini
Luci Gianni Mirenda 
Allestimento del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
Bologna, 19 settembre 2013 
È un piacere nonché una piccola consolazione vedere ancora in scena la Compagnia del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Commissariata dallo scorso febbraio, con una situazione complessa da risolvere la sua sorte sembra essere in bilico con flebili speranze di restare in vita. Giorgio Mancini che l’aveva diretta dal 2003 al 2007 torna per tentare un salvataggio in extremis e garantire gli impegni fino a Dicembre. Seppure questo faccia ben sperare è così triste il pensiero che quasi nel silenzio istituzionale possano svanire 46 anni di storia, di passato glorioso, di professionalità, di arte, in quella compagnia che più di tutte ha cercato una mediazione tra classico e moderno, tra passato presente e futuro, con progetti spesso rischiosi ma quasi unici in Italia nel novero dei complessi pubblici. Non a caso il titolo previsto in cartellone a Bologna era un trittico dedicato ai grandi coreografi del XX secolo, ma dato il benservito agli aggiunti, i giovani della danza italiana quelli cioè che tengono realmente in vita le compagnie di Stato, senza i quali non esisterebbe danza, ma che sono i primi ad avere il benservito, come andare in scena? Ecco quindi la Coppélia del Direttore Giorgio Mancini. Creata per il San Carlo di Napoli nel 2009 è un agile, veloce e moderna rivisitazione del capolavoro di Delibes, Saint-Léon e Nuitter. Tra i balletti più longevi della storia chiude il periodo romantico, supera gli stravolgimenti politici dell’epoca, è titolo protagonista per la riapertura dell’Opèra dopo la Comune di Parigi e poi non uscirà più dal repertorio della compagnia francese. L’interpretazione assai leggera del librettista Charles Nuitter e dello stesso Saint Léon del ben più tenebroso racconto di E.T.A. Hofmann ha resistito alla polvere degli anni, grazie anche alle deliziose note di Léo Delibes, ma i nuovi creatori, autori di moderne rivisitazioni sono stati attratti soprattutto dall’oscuro romanticismo del racconto dell’autore tedesco, che seppur con la dovuta leggerezza, ha concesso la possibilità di un indagine psicanalitica sulle ossessioni e sulle presenze nella mente del giovane protagonista Franz. In questo caso siamo negli anni 60, un allegra brigata di giovani moderni spensierati, dai colori sgargianti spettinati e giocosi capitanati dall’energumena Svanilda, si contrappongono ad un Coppélius austero, Maestro di Ballo, appassionato ballettomane fuori dal tempo che ama e anima le sue bambole danzanti tra cui la bella, eterea Coppélia. Questo lo spunto per definire due mondi, uno a colori l’altro in bianco e nero, uno moderno l’altro dalle tinte antiche, una danza fatta di gestualità, moderni fuori peso, scoppiettante di energia ed una dal sapore neoclassico accademico e impolverata.
In mezzo Franz che vive nel mondo a colori ma è attratto da quello in bianco e nero, sregolatezza e disciplina, in modo confuso calato in entrambi. Nel finale Franz sposerà si Svanilda, felice ma forse con un ossessione anche lui, come il giovane Nataniele di Hoffmann; non quella del Mago Sabbiolino che acceca i bambini che non dormono mettendo loro sabbia negli occhi bensì quella di Coppélia, la bambola danzante con tutto il suo mondo. Un balletto dinamico che sa farsi apprezzare per le allegre danze di gruppo che reinterpretano le antiche melodie, la velocità degli incontri dei giovani amici della coppia dal vago sapore hippy, a volte anche troppo, per le scene essenziali e lineari che richiamano un paese sospeso nell’aria illuminato come in una scena felliniana. Meno per la gestualità a tratti caciarona, per un linguaggio poco definito e non sempre capace di raccontare l’animo dei protagonisti e per un analisi che come accade spesso in questi casi è troppo veloce e semplice.
I protagonisti sono di pregio: ospite a sorpresa Silvia Azzoni, Principal Dancer dell’Hamburg Ballet nel ruolo tutt’altro che secondario di Coppélia, che porta in scena la sua aurea magica fatta di inconsistenza e leggerezza anche se la preferiamo come raffinata e intensa interprete nei ruoli narrativi alla Neumeier. Di tutt’altro sapore la Svanilda di Letizia Giuliani, emotivamente carica, irriverente moderna e accattivante, vera trascinatrice del suo gruppo di amici. Bravo e calzante Leone Barrili nel ruolo di Coppélius. In ultimo il Franz di Alessandro Riga, tecnicamente straordinario nella sua variazione lunga e complessa ma raffinato e bello nella sua interpretazione di uomo in bilico tra i due mondi. Danzatore di altissimo livello non eclatante come spesso lo sono gli uomini di oggi ma tecnicamente impeccabile, misurato e preciso oltre che nobile nel portamento pare sia pronto a lasciare il Maggio. Pessima notizia in una situazione di tale confusione ma se venisse confermata, chi potrebbe biasimarlo. Per la compagnia, quel che resta, anche se ha ben eseguito molto lavoro ci sarà da fare; quindi i migliori auguri al Direttore di MaggioDanza Giorgio Mancini e a chi dietro le scrivanie dovrà lavorare per ridare futuro a questa compagnia. Foto Rocco Casaluci

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