Christian Gerhaher

Romantische Arien. Arie da “Tannhäuser (R.Wagner), “Der Graf von Gleichen” (F.Schubert), “Genoveva” *(R.Schumann), “Die Heimkehr des Verbannten” *(O.Nicolai), “Alfonso und Estrella” *(F.Schubert), “Euryanthe” (C.M.Von Weber). Maximilian Schmitt (tenore)* Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks, Daniel Harding (direttore) 1 CD SONY 88725422952
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Interessante proposta quella della Sony Classical dedicata al baritono tedesco Christian Gerhaher e improntata in gran parte a quel vasto ma poco frequentato repertorio che è opera tedesca pre-wagneriana. Il giovane baritono bavarese (classe 1969) è interprete poco noto al pubblico italiano ma di grande sensibilità musicale. Allievo di Paul Kuen, specializzatosi con Dietrich Fischer-Dieskau ed Elisabeth Schwarzkopf appare come il perfetto erede di una scuola vocale tedesca che affonda le sue radici profonde nella pratica liederistica applicando poi quell’attenzione al dettaglio – sia espressivo sia vocale – al repertorio operistico.
L’impostazione di Christian Gerhaher risente in modo evidente del modello sommo di Fischer-Dieskau la cui influenza e palese nel gusto, nell’impostazione vocale e in certi aspetti dell’emissione giungendo a ricordarla a tratti persino in certi impasti timbrici. La voce di Gerhaher è quella di un autentico baritono lirico dal colore chiaro e dalla squillo quasi tenorile ma capace all’occasione di trovare inattese bruniture. L’emissione è morbida, vellutata, sempre sostenuta da un ottimo controllo del fiato e della respirazione, la linea di canto è sempre sorvegliatissima, estremamente musicale così come si nota una costante attenzione per il fraseggio e per la valorizzazione degli aspetti espressivi del testo.
I brani scelti, con l’esclusione di due estratti dal “Thannäuser” provengono tutti da opere poco o punte conosciute e forniscono una buona occasione per approcciare questo repertorio così poco frequente sui palcoscenici italiani.  Per la riuscita musicale si segnalano i due estratti da “Alfonso und Estrella” di Franz Schubert, la grande aria di Froila “Sei mir gegrüßt, o Sonne” e la successiva “O sig mi, Vater” con la partecipazione del tenore Maximillian Schmitt piacevole per timbro e musicalità. La scrittura vocale di Schubert che anche nell’opera tende a trasferire forme proprie dei lieder è ideale per mettere in luce le caratteristiche migliori della voce di Gerhaher che ne fornisce un’esecuzione ricca di fascino e suggestione. L’alta tessitura e il nobile accento del personaggio sono perfette per la voce morbida e luminosa del cantante che ne viene al meglio valorizzata.   Impostazione analoga presentano i brani da “Der Graf von Gleichen”, opera incompiuta di Schubert tratta da un dramma di von Armin ed ispirata ad una leggenda medioevale e da “Genoveva”, l’unica autentica opera di Robert Schumann anch’essa calata in nobili atmosfere cavalleresche.
Di Otto Nicolai è stata scelta una lunga aria da “Die Heimkher des Verbannten” pagina musicalmente priva di particolare ispirazione. Il brano però, dai colori più foschi e dalla tinta marziale, permette a Gerhaher di giocare su un diverso registro espressivo e di trovare nella sua voce colori più cupi, più foschi, quasi un diverso velluto timbrico. Sia in questo brano che in quello di Schumann ritroviamo la partecipazione del tenore Maximillian Schmitt.
All’interno di una scelta di brani così insoliti e di raro ascolto fanno eccezione i due estratti dal “Tannhäuser” di Wagner che idealmente rappresentano il punto di arrivo dell’opera romantica tedesca del primo Ottocento e l’inizio della rivoluzione copernicana data dal dramma wagneriano. Il ruolo di Wolfram è quello maggiormente frequentato da Gerhaher sui palcoscenici lirici sia in Germania sia altrove (Berlino, Monaco, Vienna, Madrid, Londra per limitarsi alle ultime stagioni) e l’ascolto testimonia la piena sintonia fra il ruolo e il personaggio. La canzone della Wartburg “Blick ich umher in diesem edlen Kreise”ha tutta l’aristocratica eleganza di un cantare trobadorico. L’alta tessitura e la nobile retorica del brano sono ideali per la vocalità di Gerhaher che assume una luminosità quasi tenorile. Il secondo brano scelto è la grande scena del III atto con il recitativo “Wie Todesahnung…” seguito dall’invocazione alla stella di Venere “So weich’ ich mich den Rachgewalten” qui la voce ricerca tonalità più scure e soffuse e il fraseggio si dispiega moduli più intimi e sofferti. Il brano è fra i più noti dell’intero repertorio tedesco e nonostante gli illustri confronti Gerhaher ne esce con indubbio onore.
Lascia invece qualche perplessità l’ultimo degli ascolti presenti nel CD, la scena di Lysiart dall’”Euryanthe” di Carl Maria von Weber. L’aria si differenzia dalle altre per la scrittura decisamente più drammatica – il personaggio anticipa per molti aspetti sia musicali sia drammaturgici il Telramund del “Lohengrin” wagneriano – e la natura sostanzialmente lirica della voce di Gerhaher risulta spinta al limite e non riesce a renderne perfettamente la natura.
Il baritono è accompagnato per l’occasione da un’orchestra di alto livello e di perfetta idiomaticità in questo repertorio come la Symphonieorchester der Bayerischen Rundfunks sotto l’attenta guida di Daniel Harding che accompagna il canto con delicata morbidezza. Nel panorama spesso scontato dei recital discografici di questi anni il prodotto si segnala sia per l’innegabile interesse dei brani presentati sia per una qualità artistica complessiva decisamente superiore alla media.

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