Invito alla danza 2014: Serata Aterballetto

Rassegna Internazionale di Danza e Balletto
“Invito alla danza” – XXIV edizione –
Serata Aterballetto
“Spring”
Coreografia Philippe Kratz
Musiche Gregorio Allegri, Alessandro Grisendi, Max Richter
Luci Carlo Cerri
Interpreti Noemi Arcangeli, Martina Forioso, Valerio Longo, Ivana Mastroviti, Riccardo Occhilupo, Giulio Pighini, Roberto Tedesco
“Vertigo”
Coreografia Mauro Bigonzetti
Musica Dimitrij Sostakovic
Luci Carlo Cerri
Interpreti Noemi Arcangeli, Philippe Kratz
“WAM”
Coreografia Mauro Bigonzetti
Musica W. A. Mozart eseguita dal vivo da Francesco Novelli
Costumi Maurizio Millenotti
Luci Carlo Cerri
Interpreti Noemi Arcangeli, Saul Daniele Ardillo, Damiano Artale, Hektor Budlla, Alessandro Calvani, Martina Forioso, Johanna Hwang, Philippe Kratz, Marietta Kro, Ina Lesnakowski, Valerio Longo, Ivana Mastroviti, Riccardo Occhilupo, Giulio Pighini, Roberto Tedesco, Laura Nicole Viganò, Serena Vinzio, Chiara Viscido
Teatro Vascello, Roma, 24 luglio 2014

Nel panorama della danza italiana Aterballetto è sempre, da circa trent’anni, sinonimo di arte ai più alti livelli. La compagnia reggiana offre dal 1979 al pubblico italiano e internazionale produzioni spettacolari di danza contemporanea di grande qualità. Ne è la prova la serata che è stata presentata per il festival di Invito alla Danza; pur se da diversi anni ospite abituale della rassegna romana, Aterballetto rimane ancora uno degli appuntamenti più seguiti e graditi dell’intero festival. Tre performance, due firmate da Mauro Bigonzetti, la terza a cura di uno dei danzatori: Philippe Kratz. Da qualche anno a questa parte infatti, sotto la direzione artistica di Cristina Bozzolini, l’Aterballetto offre l’opportunità ai danzatori dell’organico di trovare la propria identità aritistica, non solo come esecutori ma anche come autori. Ed è proprio il lavoro di Philippe Kratz, “Spring”, ad aprire la serata. Un pezzo molto intimistico in cui il giovane coreografo esamina le difficoltà che l’essere umano incontra nella conquista della felicità, mettendo il punto sul fatto che frequentemente è l’individuo stesso ad innalzare ostacoli che contrastano la riuscita dell’impresa. La coreografia è di grande impatto, mai noiosa, con ritmi che variano spesso, passando da situazioni intense, quasi drammatiche ad altre più leggere e giocose. Sicuramente Philippe Kratz ha subito l’influenza dei lavori di Bigonzetti, ma riconosciamo comunque nel pezzo una ricerca di movimento interessante, già le basi per un linguaggio personale. Ritroviamo Philippe Kratz come interprete stavolta, assieme a Noemi Arcangeli sulle punte, in “Vertigo” firmato da Mauro Bigonzetti. Creato nel 2006, questo passo a due si pone l’obbiettivo di esplorare tutte le possibilità dei corpi di questi due splendidi danzatori, portandone il virtuosismo all’estremo, ad un solo passo di distanza dalla caduta, senza però scadere nel semplice atletismo, anzi mantenendo la forza espressiva che la musica di Sostakovic impone. Assistiamo a disequilibri al limite dell’incredibile, eppure leggiamo una certa tranquillità nei movimenti dei due interpreti, è quasi commovente riconoscere la fiducia che sentono una per l’altro, indispensabile per la riuscita di un pezzo così difficile tecnicamente.
Vera “chicca” della serata è però “WAM”, acronimo di Wolfgang Amadeus Mozart, sempre di Mauro Bigonzetti. Balletto del 2005 a carattere onirico e visionario, lontano dal biografismo narrativo, si concentra sulla genialità del compositore austriaco e sul mondo settecentesco. La scena si apre su un pianoforte dove un maestro – Francesco Novelli, che poi eseguirà dal vivo tutto il sottofondo musicale della performance con grande maestria – e una cantante che si esercita sull’aria Voi che sapete da Le nozze di Figaro. A poco a poco la ragazza si spoglierà dal costume d’epoca rivelandosi una delle danzatrici e da lì, insieme alla compagnia al completo, darà vita a tutta una serie di passi a due, a tre, assoli e parti corali, dove l’abilità di Mauro Bigonzetti porterà il pubblico a momenti di raro fascino. Respiriamo l’atmosfera settecentesca attraverso i bei costumi di Maurizio Millenotti; gli uomini ad un tratto indossano le scarpette infiocchettate tipiche dell’epoca, pestano i piedi sul pavimento creando ritmi incalzanti, poi si dispongono su una linea, le luci di Carlo Cerri illuminano solo le scarpe che si rivelano le protagoniste del pezzo. Molto originale. Bellissimi i passi a due e il passo a tre tra due uomini e una donna: Bigonzetti è in grado di trovare soluzioni particolari per i lift e le promenade, così che anche i passi presi in prestito dal vocabolario classico, risultano estremanente innovativi, le donne sembrano senza peso e gli uomini paiono sollevarle con facilità disarmante, nonostante i complicati intrecci che si trovano ad affrontare.
Un’ultima nota di merito va spesa in favore dei danzatori, tutti bravissimi. In particolare vogliamo citare Ivana Mastroviti, non solo forte tecnicamente e con belle linee di gambe e braccia, ma capace di uno spessore interpretativo davvero convincente. Foto Ammerpohl, R. Ricci

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