Arena Sferisterio di Macerata 2014: “La Traviata”

Macerata, Arena Sferisterio – Stagione Lirica 2014
“LA  TRAVIATA”
Melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave
dal dramma La Dame aux camelias di Alexandre Dumas figlio
Musica di Giuseppe Verdi
Violetta Valery JESSICA NUCCIO
Alfredo Germont  ANTONIO GANDIA
Giorgio Germont  SIMONE PIAZZOLA
Flora Bervoix  ELISABETTA MARTORANA
Gastone PIETRO PICONE
Barone Douphol ALESSANDRO BATTIATO
Marchese d’Obigny  ANDREA PISTOLESI
Dottor Grenvil GIACOMO MEDICI
Annina  MURIELLE TOMAO
Giuseppe  ALESSANDRO PUCCI
Il domestico di Flora  GIANNI PACI
Un commissionario ROBERTO GATTEI
Fondazione Orchestra Regionale delle Marche
Coro Lirico Marchigiano “V.Bellini”
Direzione Speranza Scappucci
Maestro del Coro Carlo Morganti
Regia Henning Brockhaus
Scene Josef Svoboda
Costumi Giancarlo Colis
Coreografie Valentina Escobar
Luci Henning Brockaus e Fabrizio Gobbi
Macerata, 26 Luglio 2014 

Una lunghissima attesa, causa condizioni atmosferiche a dir poco limitanti, non ha certo impedito che il notissimo allestimento di Josef Svoboda con la regia di Henning Brockhaus, meglio conosciuto come “La Traviata Degli Specchi”,  andasse comunque in scena.  Certo, la forte umidità e la pioggia scrosciante hanno inficiato alcune idee sceniche ed il funzionamento di parte delle luci, ma in sostanza, se non fosse stato per il corretto annuncio di tali carenze da parte del direttore artistico Francesco Micheli, pochi avrebbero notato la differenza, tanto lo spettacolo ormai collaudatissimo ha una funzionalità ed una vita quasi proprie. Abbiamo scritto in più di una occasione  di questo maestoso spettacolo che tralasciamo di ripeterci concentrandoci sulla parte strettamente musicale.
Dirigeva la sempre attenta Orchestra regionale delle Marche il Maestro Speranza Scappuccio. La sua lettura dell’opera è stata indubbiamente funzionale allo spettacolo, seguendo con grande attenzione e professionalità i cantanti in scena sottolineando maggiormente quei momenti intimi ed avvolgenti che la partitura regala ai giovani amanti.  Jessica Nuccio era Violetta. Il giovane soprano palermitano ha affrontato la parte con grande professionalità e freschezza, esaltando maggiormente le zone più acute dove era evidente una certa facilità, senza però trascurare il resto della partitura grazie ad un timbro bello e soprattutto fluente. Brillante, a suo agio nelle agilità della cabaletta, coronata da uno squillante Mi bemolle, ha sempre sfoggiato un legato suadente ed un uso accurato di portamenti. Chiaramente ci troviamo di fronte ad una voce in evoluzione, ma con una emissione sempre molto sicura e capace di pianissimi necessari per risultare varia e suggestiva. Scenicamente sempre molto credibile, ha mancato alle volte di drammaticità e di disincantato trasporto (per esempio nell’ampio duetto con il vecchio Germont che dovrebbe essere drammaticamente più mosso ed affrontato con una voce più piena) ,ma un fraseggio sempre molto attento ed efficace le ha permesso comunque l’introspezione richiesta. C’è da dire che l’attesa di quasi due ore prima dell’inizio dello spettacolo ed il freddo e l’umidità non hanno certo aiutato l’artista. La sua una bellissima recita che lo sparuto pubblico di sopravvissuti ha saputo premiare con applausi convinti e sentiti. Il tenore spagnolo Antonio Gandia (Alfredo), partito un po’ in sordina, ha saputo immediatamente riprendere mano al ruolo con grandissima disinvoltura. Ha una voce sempre ben proiettata che non necessita mai di essere spinta per poter passare l’arena. Un timbro omogeneo ed una vibrante intensità vocale gli hanno permesso di sostenere la parte in maniera sempre assai credibile. Anche lui manca forse di quel coinvolgimento scenico che ci si attenderebbe da un giovane amante, ma quanto detto delle condizioni atmosferiche e le difficoltà tecniche valgono chiaramente anche per lui. Simone Piazzola (Germont) in splendida forma vocale, veemente, appassionato e molto generoso nel canto che nonostante tutto riesce a piegare con mezze voci di grandissima suggestione. Sin da subito il pubblico ha percepito questo fortissimo coinvolgimento che ha voluto premiare con applausi tra i più calorosi e partecipi. Lo stile è indubbiamente quello giusto: l’artista non necessita di scurire la voce artificiosamente come spesso accade  e scenicamente è risultato autorevole anche se, come il resto del cast, un po’ troppo misurato. Assolutamente divertente, seppur vocalmente alquanto provata, la Flora Bervoix di Elisabetta Martorana e più che dignitosa la prova di Maurielle Tomao in Annina.  Completavano il cast Pietro Picone (Gastone), il bravo Alessandro Battiato (Barone Douphol), Andrea Pistolesi (Il Marchese d’Obigny), Giacomo Medici (dottor Grenvil), Alessandro Pucci (Giuseppe), Gianni Paci (domestico di Flora) e Roberto Gattei (un commissionario). Come sempre ottima la prova del coro Lirico marchigiano “V. Bellini” diretto da un sempre affidabile Carlo Morganti. Pubblico plaudente per questa produzione con un cast vocale di giovani di buon livello.

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