Tributo a Rudolf Nureyev

Teatro Coccia, Novara – Stagione di Opera e Balletto 2014/2015
“GALA DI DANZA – TRIBUTO A RUDOLF NUREYEV”
Novara, 15 marzo 2015

“La danza è tutta la mia vita. Esiste in me una predisposizione, uno spirito che non tutti hanno. Devo portare fino in fondo questo destino; intrapresa questa via non si può tornare indietro. E’ la mia condanna, forse, ma anche la mia felicità. Se mi chiedessero quando smetterò di danzare, risponderei: quando smetterò di vivere”. (Rudolf Nureyev)
Già in scena in molti teatri italiani, Il Gala di Danza – tributo a Rudolf Nureyev approda il 14 e il 15 marzo al Teatro Coccia di Novara. Nuova produzione nella ridottissima stagione di Opera e Balletto, il Gala è stato voluto da Luigi Pignotti, per anni manager di Nureyev e attuale presidente dell’Associazione Rudolf Nureyev, e ripropone alcuni dei più celebri pas de deux danzati dal Maestro attraverso l’interpretazione di artisti provenienti da compagnie di balletto di tutto il mondo.
L’assenza di un programma di sala dettagliato impedisce di nominare con certezza i protagonisti. Tra i tanti citati in cartellone, ritroviamo in scena solo Viktor Ishchuk e Kateryna Kurchenko del National Opera Ballet di Kiev, Vittorio Galloro e Arianne Lafita Gonzalez del Ballet National de Cuba, Dinu Tamazlacaru e Olga Chelpanova del Berlin State Ballet.
Il contenuto della produzione, sulla carta potenzialmente altissimo, non è stato adeguatamente valorizzato né scenograficamente né a livello interpretativo. Il Gala lascia desiderare già dall’apertura. Una lettera di Pignotti malamente registrata accompagna alcune immagini di scarsa qualità dei momenti più significativi della vita del “tartaro volante”. Scelta non proprio appropriata per un tributo ad un artista come Nureyev, che non amava parlare di sé ma si esprimeva solo attraverso la sua danza. Le performance non hanno riscattato l’inizio deludente. Troppe le imprecisioni tecniche, troppo misera l’espressività degli artisti, indubbiamente penalizzati anche dalle ridotte dimensioni del palcoscenico. Uniche esibizioni degne di nota i pas de deux da Il Lago dei cigni e da La Sylphide di Olga Chelpanova e Dinu Tamazlacaru, interprete anche de l’a solo Le Bourgoise, solo brano (per giunta non citato in programma) che ha strappato applausi convinti ad un pubblico annoiato.
Al di là del risultato scarso dell’iniziativa, quel che rimane ancora oggi è l’eredità senza limiti e senza tempo di Rudolf Nureyev. Nessun ballerino ha influenzato in modo così indelebile la storia, lo stile e la percezione della danza. Personaggio unico, ha unito alle sue doti tecniche un carisma interpretativo senza eguali, cambiando l’intero volto dell’arte coreutica del 900, rendendola più forte e viva grazie alla sua sola presenza. “Romantico e dannato”, come lo ha definito Mario Pasi nella biografia a lui dedicata, ha monopolizzato con le sue singolari vicende le prime pagine dei media. Ma è la sua personalità artistica e soprattutto la sua grande umanità a far parlare di lui ancora oggi.
Come danzatore, spinse all’estremo le sue doti fisiche, vivendo la scena con una passione incredibile, la stessa che mosse il suo lavoro da coreografo: riallestendo i capolavori del balletto classico, diede loro nuova vita, abbattendo le barriere tra danza classica e moderna e creando uno stile nuovo, in perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione.
A più di vent’anni dalla sua scomparsa, il suo genio continua a vivere nell’affetto e nella devozione con cui il mondo della danza lo ricorda e il suo talento continua a ispirare generazioni di danzatori, che come lui hanno trovato nella danza la propria ragione di vita.

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