Rovereto, Teatro Zandonai: “Il barbiere di Siviglia”

Rovereto, Teatro Zandonai – Stagione teatrale 2014/2015
“IL BARBIERE DI SIVIGLIA”
Melodramma buffo in due atti di Cesare Sterbini
Musica di Gioachino Rossini
Il Conte d’Almaviva  EDORDO MILLETTI
Don Bartolo  MARIO BUDA
Rosina  CRISTINA SOGMEISTER
Figaro  ALBERTO GALLO
Don Basilio  ALESSANDRO ABIS
Berta  PAOLA MOLINARI
Fiorello /Un sergente  VADIM TARAKANOV
Orchestra delle Alpi
Coro Lirico San Giovanni di Verona
Direttore  Lorenzo Tazzieri
Maestro del Coro  Nicola Tumicioli
Regia e costumi Giorgio Bagnoli
Scene Caterina Pinelli
Scenografia realizzata dagli agli allievi della Scuola di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Verona.
Costumi a cura della Sartoria “Bianchi” di Milano
Verona, 11 aprile 2015
il barbiere di Siviglia - Rovereto, 2015
Nei 200 anni dalla creazione del Barbiere di Siviglia di Rossini e nel centenario dell’Amore Stregone di Manuel De Falla, tutto suggeriva all’Associazione Culturale Euritmus di Rovereto di dedicare il festival Progetto Opera Rovereto 2015 (9-12 aprile) alla tradizione musicale della Spagna, al suo fascino esotico che ha ispirato artisti di tutta Europa.
Fulcro del fitto programma di eventi, l’opera è stata ospitata da un palcoscenico che attendeva da tempo, quello del Teatro Zandonai di Rovereto, sfruttato in tutto il suo nuovo assetto: livello ribassato, inclinazione ridotta e, novità assoluta per Rovereto, con la fossa dell’orchestra. Euritmus ha infatti inaugurato liricamente il Teatro dopo la sua riapertura e sfruttato per la prima volta in assoluto la fossa: non vi è memoria infatti di opere liriche realizzate a Rovereto con gli strumentisti nella buca, eppure sbagliano coloro che ritengono che il restauro filologico la dovesse escludere; la struttura delleil barbiere di Siviglia - Rovereto, 2015 fondamenta dell’immobile hanno rivelato essere predisposte ad ospitare anche il ribassamento a bordo palco per il gruppo strumentale. Per quale motivo essa sia poi stata chiusa, resta un mistero del teatro, mentre invece è un dato certo il felice esito della nuova struttura: le voci liriche sulla scena raggiungono platea e palchi indisturbate, mentre l’intera struttura lignea del teatro risuona dell’orchestra nel suo ventre, facendo percepire con suono pieno ed intenso anche una compagine di poco più di trenta elementi. Il Barbiere ha fatto il tutto esaurito solo con la prevendita, con spettatori che si sono prenotati il posto anche da fuori regione, pur svolgendosi quasi in contemporanea la rappresentazione dello stesso titolo del Teatro Filarmonico di Verona. Lo spettacolo, con l’intensa partecipazione dell’Orchestra delle Alpi diretta dal giovane Maestro genovese Lorenzo Tazzieri, è stato brillante e coinvolgente. La concertazione di Tazzieri è stata arguta, compatta, asciutta.  Alberto Gallo il barbiere di Siviglia - Rovereto, 2015è  un Figaro dalla vocalità chiara, ma sempre fluida nell’articolazione della frase. A ciò va aggiunta una indubbia padronanza del palcoscenico. Il mezzosoprano Cristina Sogmaister, tecnicamente e stilisticamente, è all’altezza del ruolo di Rosina. Come leggerezza, vocalizzazione, come precisione è impeccabile. Il basso Mauro Buda è un solido e trascinante Don Bartolo, assieme ai giovani e promettenti Edoardo Milletti, appassionato Conte di Almaviva allievo dell’Accademia della Scala. La voce è di indubbio interesse e il cantante sa unire lo slanccio alla morbidezza di emissione. Il soprano Paola Molinari, ha dato a Berta una voce svettante e fresca, Alessandro Abis, giovanissimo e istrionico Don Basilio: esegue in modo memorabile l’aria della calunnia. Completava degnamente il cast, Vadim Tarakanov (Fiorello/sergente).  Solida professionalità ha dimostrato anche il Coro Lirico San Giovanni di Verona, preparato dal M°Nicola Tumicioli
Il Barbiere è un’opera tra le più conosciute e importanti, un pilastro del teatro musicale buffo, grazie alla non comune freschezza musicale. Il cast  selezionato  da Euritmus ha risposto pienamente alle eisgenze teatrali e musicali della partitura, sicuramente grazie anche alla regia e costumi di Giorgio Bagnoli ed alle efficaci scenografie di Caterina Pinelli. I lunghi applausi che lo spettacolo ha raccolto durante lo svolgimento vanno però non solo agli artisti ma anche e forse soprattuto all’Associazione Euritmus che in un momento così difficile per la cultura, a soli 9 anni dalla fondazione, grazie alla spinta dei suoi giovani soci – il direttore artistico del Progetto Opera, Klaus Broz, ha poco più di trent’anni – è riuscito a produrre un festival e un’opera lirica impegnativa come il Barbiere di Siviglia, con indubbia qualità artistica. Di certo attendiamo la prossima edizione con elevate aspettative e genuino entusiasmo.
Guglielmo De Monte