“The House without a Christmas Tree” : Intervista al librettista Royce Vavrek


Italian & English version
Intervista al librettista Royce Vavrek

Perché lei e il compositore avete scelto questo soggetto?
Il soggetto è stato proposto dal Direttore Generale del Houston Grand Opera Patrick Summers, poiché era il suo libro a tema natalizio preferito quand’era bambino. Quando l’ho letto per la prima volta qualche anno fa, sono rimasto sorpreso da quanto il paesaggio del Nebraska fosse simile alla mia infanzia vissuta in una piccola comunità contadina nella parte settentrionale di Alberta, in Canada. Molti degli elementi della storia avevano un sapore autobiografico, in maniera astratta, e sapevo di poter arrivare al cuore della storia.
Secondo lei, qual’è il messaggio intrinseco di questa storia natalizia?
Penso che se da un lato le festività siano sempre considerate come un periodo felice di amore e allegria basato sulla famiglia, dovremmo ricordarci sempre che ci sono persone che non percepiscono questo particolare periodo dell’anno con la stessa gioia. Per alcune persone rappresenta, invece, un momento in cui il dolore diventa insopportabile. Ciò che amo di “The House Without a Christmas Tree” è che è una storia sulla ricerca della normale comprensione fra padre e figlia, all’interno di questa realtà emotiva.
Durante la vostra collaborazione, Ricky Ian Gordon le ha chiesto di apportare modifiche al libretto?
Assolutamente si! Uno dei compiti del librettista è quello di ispirare la musica migliore al compositore, quindi inevitabilmente ci sono state volte in cui Ricky ha fatto delle scoperte musicali che richiedevano una modifica del testo. Si tratta di uno scambio alla pari di generosità artistica!
Quali sono le difficoltà che un autore incontra nella scrittura di un libretto operistico oggigiorno?
Ogni progetto ha la propria logica e i suoi rompicapo da risolvere. Il contenuto effettivamente influenza la forma, quindi bisogna analizzare la storia che si vuole mettere in scena e trovare il modo più efficace di raccontarla con le risorse a disposizione. Quanto si vuole che l’opera sia lunga? Quanti personaggi/cantanti sono necessari per popolarne l’universo? Che tipo di linguaggio suona autentico in bocca a quei personaggi? Ogni opera ha una propria vita!
Ha altri progetti teatrali in lavorazione?
Assolutamente si! Ho due nuovi progetti con Missy Mazzoli, incluso un lavoro ancora senza titolo per il Norwegian National Opera e l’Opera Philadelphia, seguito da un adattamento del romanzo vincitore del Booker Prize di George Saunders “Lincoln in the Bardo”per il Metropolitan Opera. Con Daniel Bjarnason sto lavorando attualmente a un’opera basata su un soggetto originale intitolata “Agnes” per l’Icelandic Opera. Ho scritto il libretto per un adattamento di “Adoration,” un film di uno dei miei registi preferiti, Atom Egoyan, che sarà composto da Mary Kouyoumdjian. Mi sto preparando al debutto della mia prima esplorazione del mondo della danza, una collaborazione col ballerino e coreografo canadese Guillaume Côté e il compositore svedese Mikael Karlsson intitolata “Crypto.”

Why did you and the composer choose this subject?
The subject was proposed by Houston Grand Opera’s General Director Patrick Summers, as it was his favorite Christmas book as a child. When I read it for the first time a few years ago, I was surprised at how familiar the Nebraskan landscape was to my own childhood growing up in a small farming community in northern Alberta, Canada. I found many of the elements of the story autobiographical, in an abstracted way, and knew that I could find my way into the heart of the narrative.
In your opinion, which is the intrinsic message of this Christmas story?
I think that while the holidays are always considered a happy, family-centric time of love and merriment, we should alsways consider that there are others whose experience at this particular time every year might not be as joyful. For some people it is a time when the cycle of grief becomes overwhelming. I love that “The House Without a Christmas Tree” is a story about finding a common understanding between a father and his daughter within this emotional reality.
During your collaboration, did Ricky Ian Gordon ask you to make changes to the libretto?
Absolutely! One of the jobs of a librettist is to inspire the best music from the composer, so invariably there are time when Ricky will make a musical discovery that requires a modification of text. It’s all a back and forth of artistic generosity!
What are the difficulties that an author faces in writing an operatic libretto nowadays?
Every project has its own logic, and has its own puzzles to solve. Content does indeed dictate form, so you have to look at the story you want to put on the stage and find the most effective way to tell it with the resources provided. How long does the opera want to be? How many characters/singers are required to fill out the universe? What sort of language feels honest for those characters? Every opera is its own animal!
Have you got other theatrical projects in the works?
Absolutely! I have two new projects with Missy Mazzoli, including a yet-untitled work for the Norwegian National Opera and Opera Philadelphia, followed by an adaptation of George Saunders’ Booker Prize-winning novel “Lincoln in the Bardo” for the Metropolitan Opera. With Daniel Bjarnason I am currently working on an original opera called “Agnes” for the Icelandic Opera. I have written the libretto for an adaptation of “Adoration,” a film one of my favorite filmmakers, Atom Egoyan, that will be composed by Mary Kouyoumdjian. I am also getting ready to premiere my first foray into the world of dance, a collaboration with Canadian dancer/choregorapher Guillaume Côté and Swedish composer Mikael Karlsson entitled “Crypto.”
Versione italiana a cura di Paolo Tancredi

 

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