Gioachino Rossini (1792-1868): “Ricciardo e Zoraide” (1818)

Dramma serio per musica in due atti, su libretto di Francesco Berio di Salsa, tratto dal poema Ricciardetto di Niccolò Forteguerri. Sergey Romanovsky (Agorante), Pretty Yende (Zoraide), Juan Diego Flórez (Ricciardo), Nicola Ulivieri (Ircano), Victoria Yarovaya (Zomira), Xabier Anduaga (Ernesto), Sofia Mchedlishvili (Fatima), Martiniana Antonie (Elmira), Ruzil Gatin (Zamorre). Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, Coro del Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno. Giacomo Sagripanti (direttore), Giovanni Farina (Maestro del Coro), Marshall Pynkoski (regia), Gerard Gauci (scene), Michael Gianfrancesco (costumi), Michelle Ramsay (luci), Jeannette Lajeunesse Zingg (coreografie). Registrazione: Pesaro, Adriatic Arena, agosto 2018.T.Time:176′ Sottotitoli:italiano, inglese, tedesco, francese, coreano, giapponese. 1Dvd/BluRay Unitel
La produzione del Rossini Opera Festival del 2018 di Ricciardo e Zoraide, allestita in occasione del bicentenario della prima napoletana del 1818, può benissimo smentire coloro che ancora pretendono di attribuire a quest’opera una artificiosità narrativa ed un debole senso drammaturgico. Ciò può avvenire almeno da un punto di vista prettamente musicale: la tradizionalissima regia di Marshall Pynkoski consiste in un uso pressoché esplicativo delle situazioni; ciò che determina maggiormente gli accadimenti e la musica, partecipando creativamente ad un evento teatrale farcito da inserti coreografici un po’ accademici (creati da Jeannette Lajeunesse Zingg); fortunatamente, la parola conserva la sua funzione significante nei momenti più concitati dell’opera. La trafila di inchini, siparietti vari, capogiri e svenimenti ha, se non altro, il merito di travolgere emotivamente gli attori; Michael Gianfrancesco li avvolge in abiti dal ricercato esotismo, divenendo pronti per essere immersi in un Medio Oriente determinato da scene architettoniche, di gusto arabeggiante, a firma di Gerard Gauci; impianto scenico suggestivo, toccato dalle tenue luci di Michelle Ramsay. Atmosfera esotica rievocata anche dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, diretta da Giacomo Sagripanti: egli affresca un discorso musicale degno d’essere definito autenticamente rossiniano, poiché determinato da: dolenti e delicatissimi chiaroscuri; energia dinamica mai inutilmente triviale; marziale ritmicità non priva d’efficacia teatrale.Ottimo esito per la compagnia di canto. Il tenore Sergey Romanovsky affronta la tessitura baritenorile di Agorante con sicurezza su tutta linea di canto, omogenea nel superare le asperità di un ruolo tutt’altro che facile Disinvolto dominatore della scena, infonde in Agorante una tempra degna d’un re. Accanto a lui  soprano Pretty Yende ci offre una Zoraide dai bei centri, sicurazza in acuto e nelle colorature. A ciò si aggiuge una naturale delicatezza nei momenti più squisitamente lirici del personaggio. Sopra tutti “l’idolo dei rossiniani”, Juan Diego Flórez un panni di Ricciardo che si riconferma artista d’eccellenza: canto legato di grande eleganza, acuti e colorature risolte sempre con facilità, fraseggio sempre nitido e vario. Interessante il mezzosoprano Victoria Yarovaya, dotata di uno strumento di bel timbro (anche se il ruolo di Zomira le stia un po’ strettino, soprattutto nelle zone più basse della tessitura), bella personalità interpretativa, che si un fraseggio sempre intenso e vario. Tra gli altri ruoli citiamo l’autorevole Nicola Ulivieri (Zamoro), accanto a lui positivi interventi di Ruzil Gatin (Zamorre), Sofia Mchedlishvili (Fatima), Martiniana Antonie (Elmira), Nicola Ulivieri (Ircano), Xabier Anduaga (Ernesto). Notevole anche l’apporto del Coro del Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno, istruito da Giovanni Farina.

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