Robert Alexander Schumann (1810 – 1856): “Sinfonia n. 4 in re minore op. 120” (1853)

Robert Alexander Schumann (Zwickau 1810 – Endenich, Bonn, 1856)
Sinfonia n. 4 in re minore op. 120
Introduzione: Ziemlich langsam, Lebhaft (Un poco lento, vivace)- Romanze: Ziemlich langsam (Un poco lento) – Scherzo: Lebhaft (Vivace)- Langsam (Lento)- Finale: Lebhaft, Schneller (Vivace, Più rapido)
Particolarmente complessa e di lunga durata fu la composizione della Quarta Sinfonia di Schumann che, in ordine cronologico, occupa il secondo posto rispetto alle altre ed è conosciuta in due diverse versioni, delle quali la prima fu iniziata il 30 maggio del 1841 e completata in tempi piuttosto rapidi il 9 ottobre dello stesso anno, mentre la seconda è di 10 anni più tardi. L’accoglienza piuttosto fredda del pubblico alla prima esecuzione della sinfonia avvenuta al Gewandhaus  di Lipsia il 6 dicembre del 1841 sotto la direzione di Mendelssohn, aveva indotto Schumann a ritirarla per stenderne una seconda versione più vicina ai gusti del pubblico e più adatta ad esprimere il suo pensiero musicale; ciò accadde nel 1851, anno in cui il compositore sottopose la sinfonia ad una totale revisione che, in questa versione, fu eseguita per la prima volta a Düsseldorf il 3 marzo 1853 sotto la direzione dello stesso autore. La revisione fu radicale in quanto coinvolse sia gli aspetti formali sia l’orchestrazione; i quattro movimenti, indicati con gli andamenti in italiano, vennero rielaborati nei cinque complessivi che il compositore decise di collegare senza soluzione di continuità adottando così una forma ciclica fortemente coesa e più congeniale alla sua concezione musicale. Più appesantita ne risultò invece l’orchestrazione che suscitò qualche perplessità in molti commentatori tra cui il suo biografo Peter Ostwald, che definì la prima versione più leggera e trasparente dal punto di vista timbrico, e Johannes Brahms che preferì di gran lunga la prima versione smentendo la moglie Clara Schumann. La donna, sulla prima pagina della partitura contenuta nell’edizione completa delle opere di Schumann da lei curata e pubblicata nel 1882, aveva scritto che il marito nel 1841 aveva solo abbozzato la sinfonia la cui stesura sarebbe stata ultimata soltanto nel 1851. La dichiarazione di Clara, che in realtà preferiva di gran lunga la seconda versione nonostante l’autorevole parere di Brahms, deve ritenersi palesemente falsa in quanto la prima versione non sarebbe stata eseguita pubblicamente se non avesse avuto una struttura già completa.

Tutta la sinfonia, il cui centro tonale gravita intorno al re sia maggiore che minore eccezion fatta per la Romanze e il Trio dello Scherzo, si basa su due temi che appaiono nell’Introduzione esposti rispettivamente il primo dai fiati, dagli archi e dai timpani e il secondo dai violini primi. Questi due temi ritornano nei vari movimenti, che, come prescritto da Schumann, devono essere eseguiti senza soluzione di continuità in modo da garantire l’unità dell’insieme in una sinfonia la cui struttura presenta una trama caratterizzata da una serie di complesse correlazioni. Per esempio, la Romanze e il Trio dello Scherzo, già posti in correlazione per il diverso centro tonale, traggono il loro materiale musicale  dal primo frammento tematico variato, mentre il secondo tema è alla base sia del Lebhaft (Vivace) del primo movimento sia, con opportune modifiche e variazioni, del ritmo marziale del Finale. Di grande suggestione è il Langsam (Lento) che unisce il terzo e l’ultimo movimento con un travolgente crescendo la cui articolazione non può non ricordare il passaggio dallo Scherzo al Finale della Quinta sinfonia di Beethoven.

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