Wolfgang Amadeus Mozart (1756 – 1791): “Sinfonia n. 25 in sol minore K. 183 (K. 173 d B)” (1773)

Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo 1756 – Vienna 1791)
Sinfonia n. 25 in sol minore K. 183 (K. 173 d B)

Allegro con brio – Andante – Menuetto – Allegro

Composta due giorni dopo la K. 182 in si bemolle maggiori e completata il 5 ottobre 1773, la Sinfonia K. 183, pur essendo l’opera di un diciassettenne, dimostra già la maturità raggiunta dal giovane compositore nel genere sinfonico. Tra le due sinfonie sembra, infatti, che sia trascorso molto più tempo dei due giorni effettivi, dal momento che nella K. 183 appare un mondo sinfonico nuovo e diverso, non più ancorato agli schemi formali delle ouverture all’italiana che avevano contraddistinto la precedente produzione di Mozart. A guidare le scelte compositive del Salisburghese fu certamente la conoscenza, durante il suo soggiorno a Vienna tra giugno e settembre 1773, delle sinfonie di Vanhal, Dittersdorf ed Haydn, che risentivano del clima culturale del movimento preromantico dello Sturm und Drang soprattutto nell’uso della tonalità minore. Ritornato a Salisburgo, Mozart scrisse la Sinfonia n. 24 K. 182, legata ancora alla committenza, per dedicarsi alla composizione di questa sinfonia che è ritenuta uno dei suoi primi capolavori in questo genere.
Il clima preromantico si avverte già nel primo movimento, Allegro con brio, in forma-sonata, il cui primo tema, declamato a valori larghi dagli oboi, ricorda quello principale della Sinfonia funebre di Haydn. Nonostante il suo carattere melodico, il secondo tema, esposto al relativo maggiore, condivide il clima inquieto del primo. Anche il secondo movimento, Andante, nonostante la tonalità di mi bemolle maggiore con il suo metodizzare sospiroso e spezzato grazie all’introduzione di pause e appoggiature, presenta un carattere patetico, mentre il successivo Menuetto si configura come un’oasi di sognante serenità. Nell’ultimo movimento, Allegro, in forma-sonata, ritorna il clima inquieto e passionale del primo, già nel tema iniziale che ricorda per il suo carattere lugubre certe scene gluckiane in cui è rappresentata la discesa agli inferi.     

 

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