Franz Liszt (1811-1886): “Hungarian Fantasy”, “Rhapsodie espagnole”, “De Profundis”

Fantasia on Hungarian Folk Themes, S123/R458, “Hungarian Fantasy” (performing edition by G. Filipec); Rhapsodie espagnole, S254/R90, “Folies d’Espagne et jota aragonesa” (arr. F. Busoni for piano and orchestra); “De Profundis”, S691/R668, “Psaume instrumental” (completed by J. Rosenblatt); “Totentanz”, S126/R457 (1st version, “De profundis”);. “Totentanz”, S126/R457 (1st version, “De profundis”).Goran Filipec (pianoforte), Kodály Philharmonic Orchestra, Imre Kollár (direttore). Registrazione: 25-28 agosto 2019, Franz Liszt Hall, Università di Dubrecen, Ungheria. T.Time: 74.47 1 Cd Naxos 8.573866
Un nuovo CD dedicato alle opere per pianoforte e orchestra di F.Listz, il compositore romantico che, più di altri, ha saputo rielaborare qualsiasi concetto musicale con innovazione, tecnica e stile. Le pagine di Listz sono delle vere e proprie costruzioni musicali. Esse sembrano acquistare una valenza fisica: l’effetto all’ascolto sembra quasi tangibile e percepibile a occhio nudo.
Listz, è noto, è uno dei compositori più difficili da eseguire; al punto che i pianisti che si cimentano e si distinguono per le loro interpretazioni, vengono spesso definiti come “listziani”. Vero è che le sue partiture non sono certo per tutti: chi si addentra nel repertorio listziano deve possedere qualità e capacità indiscutibili. Tale è proprio il caso del pianista Goran Filipec, che, lo si evince dal suo curriculum, si è dedicato quasi appieno allo studio delle opere del compositore. Lo stesso si evince sul direttore della Kodály Philharmonic Orchestra, Imre Kollár; le difficoltà nel dirigere le composizioni orchestrali di Listz sono infatti legate nel far dialogare con coerenza le due entità, quella solistica e quella orchestrale, specialmente quando nella partitura si intromette la mano di Busoni, abile ad esasperarne entrambi gli aspetti. E il risultato riscontrabile all’ascolto del CD è davvero eccellente.
La fantasia su temi folcloristici ungheresi inizia in tono quasi minaccioso per poi abbandonarsi in modo libero e allo stesso tempo selvaggio. I tre temi sono trattati ed abbelliti dal compositore in modo magistrale, solo per solisti in grado di sostenerne le difficoltà tecniche: Goran Filipec dimostra di esserne ampiamente all’altezza. Davvero particolare ed originale l’elaborazione della cadenza a cura dello stesso pianista.
Il tocco e la passione nella Rapsodia Spagnola, brano al quale Busoni rende una tessitura trasparente e cristallina, producono un risultato incredibile: si può riascoltare il brano mille volte e percepire sempre sonorità diverse. Sono rare le incisioni del De Profundis (il completamento del Psaume instrumental è affidato a Jai Rosenblatt): un brano che meriterebbe molta più notorietà, considerandone la bellezza e la poesia, ringraziamo quindi la Naxos per questo prezioso dono. Per concludere, la versione del Totentanz, brano molto articolato e difficile, è tra le più belle che abbia sentito.

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