Richard Strauss (1864 – 1949): “Concerto n.2 in mi bemolle maggiore per corno e orchestra op. 132”

Richard Strauss (Monaco di Baviera, 1864 – Garmisch-Partenkirchen, 1949)
Concerto n.2 in mi bemolle maggiore per corno e orchestra op. 132
Allegro-
Andante con moto- Rondò. Allegro molto
Pur separati da circa 60 anni, il Primo concerto per corno e orchestra op. 11  composto da Strauss nel 1882 e il Secondo, che, invece risale al 1942, sono legati da un sottile fil rouge che non riguarda soltanto la tonalità di impianto, mi bemolle maggiore, ma soprattutto la figura di suo padre, Franz Strauss, primo corno dell’Orchestra del Teatro di Corte di Monaco. Entrambi i concerti, infatti, costituiscono degli affettuosi omaggi al padre e, se il Primo è un lavoro giovanile del quale Franz, malato di asma, non fu nemmeno il primo interprete, il Secondo è dedicato alla memoria del padre tanto che inizialmente avrebbe dovuto essere eseguito soltanto una volta in un concerto commemorativo in base alla precisa volontà del compositore il quale, peraltro, aveva scritto alla moglie, dopo la prima di Capriccio  il 28 ottobre 1942: «Il lavoro della mia vita si è concluso con Capriccio. Qualunque nota io scarabocchi ora non ha alcuna relazione con la storia della musica». Eppure in quell’autunno del 1942, durante la Seconda Guerra Mondiale, Strauss compose in brevissimo tempo questo concerto,  nonostante le preoccupazioni per le sorti della nuora Alice, ebrea, che, sebbene agli arresti domiciliari, poté salvarsi grazie alla protezione del governatore nazista di Vienna, fervente ammiratore del compositore, a differenza dei suoi parenti i quali, internati  nel campo di concentramento di Theresienstadt, furono anche loro vittime dell’immane tragedia dell’olocausto. Completato, infatti, nell’orchestrazione il 28 novembre, il Concerto, che fu eseguito per la prima volta l’11 agosto 1943 a Salisburgo con Gotttfried von Freiberg in qualità di solista e Karl Böhm sul podio, sembra addirittura contraddire il difficile momento umano che Strauss stava vivendo tanto che il direttore d’orchestra e cornista britannico Norman René Del Mar scrisse nella sua monumentale monografia su Strauss:
“È davvero difficile credere che questo sia il lavoro di un vecchio depresso che vive nel timore della disgrazia da parte delle autorità di un paese assediato dalla guerra, uno stile così leggero e spensierato cattura”.

In effetti un clima disteso informa questo lavoro sin dal primo movimentoAllegro, che, aperto da un disegno festoso, si sviluppa dando vita ad una dolce cantabilità di matrice neoclassica e ad un sereno flusso melodico continuo che rivela la felice ispirazione di questa pagina. Legato senza soluzione di continuità al primo, il secondo movimentoAndante con moto, in la bemolle maggiore, aperto da un delicato e magico notturno orchestrale, si svolge secondo una struttura tripartita (A-B-A) con il corno che si produce in una pura melodia. Particolarmente suggestiva è la sezione centrale in re maggiore, della quale sono protagonisti gli archi che intrecciano un fitto tessuto sonoro, mentre il corno si riprende progressivamente la scena per occuparla interamente nella ripresa. L’ultimo movimento è un festante Rondò nel quale si avverte l’influenza di Mozart soprattutto per alcuni interventi del corno che ricordano gli stilemi da caccia.

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