Heinrich von Herzogenberg (1843–1900): “Columbus” (1870)

Dramatische Kantate für Soli, Männerchor, gemischten Chor und großes Orchester, op. 11 (1870). Andrè Schuen (Columbus). Michael Schade (Fernando). Markus Butter (Bootsmann). Chor & Extrachor der Oper Graz. Bernhard Schneider (maestro del coro). Grazer Philharmoniker. Dirk Kaftan (direttore). Registrazione: 27, 29, 30 maggio 2017 presso la Stefaniensaal di Graz (Austria). T. Time: 88′ 43″. 2 CD CPO 555 178-2
Nato a Graz nel 1843 da una nobile famiglia, Heinrich von Herzogenberg, pur avendo studiato giurisprudenza, scienze politiche e filosofia, si dedicò alla musica manifestando inizialmente una certa simpatia per Wagner, per aderire al partito musicale rappresentato da Brahms soprattutto in seguito al suo matrimonio, nel 1868, con Elisabeth von Stockhausen, figlia dell’ambasciatore di Hannover alla corte e allieva di Brahms. Da questo momento iniziò un’amicizia con il compositore di Amburgo che durò tutta la vita e che indusse Herzogenberg a sottoporre a Brahms le sue partiture per un parere. Ciò è testimoniato da una lettera indirizzata da Herzogenberg a Brahms il 26 marzo 1897, pochi giorni prima della morte del compositore di Amburgo che lo avrebbe colto il 3 aprile. Nella lettera si legge:
“Pregiatissimo amico. Ci sono due cose che non riesco proprio a togliermi l’abitudine di fare: che io sempre componga e che mentre lo faccia, da 34 anni a questa parte, mi chieda: ‘Che cosa dirà lui di essa? Quel lui, ovviamente, siete voi”.
Autore di musica sacra, da camera e corale,  Herzogenberg nel 1870 compose su un libretto scritto da lui stesso, la cantata drammatica Columbus il cui soggetto trae spunto da un parente del compositore, come rivelato dalla Margarete Buquoy, sua pronipote, secondo la quale nel 1861 la zia di  Heinrich von Herzogenberg, la contessa Leonhardine (Leonie) von Rothkirch und Panthen, sorella più giovane di sua madre, aveva sposato il Barone Bernhard von Wüllerstorf  und Urbair, allora vedovo. Questi dal 30 aprile 1857 al 26 agosto 1859 aveva guidato la prima circumnavigazione austriaca del globo con la fregata Novara.
Rappresentato per la prima volta a Graz il 4 dicembre 1870 con grande successo, Columbus è un lavoro estremamente innovativo dal momento che combina aspetti tipici del teatro musicali con la struttura della cantata. Nell’opera sono presenti due cori dei quali il primo, la cui presenza è limitata all’inizio, alla fine del primo atto e alla fine dell’opera, mantiene le funzioni di quello della tragedia greca commentando l’azione, della quale si fa carico il secondo coro costituito dai marinai. Molto semplice è il sistema dei personaggi che si esaurisce nei ruoli di Colombo, di Fernando, che sostiene il grande navigatore italiano, e infine, del nostromo che, invece, cerca di istigare la ciurma ad ammutinarsi. Il navigatore chiede, allora, alla sua ciurma tre giorni di tempo al termine dei quali sarebbe stato gettato in mare insieme a Fernando. L’opera si conclude con il lieto fine e nella penultima scena tutti lodano e ringraziano Dio per il successo dell’impresa.

L’ascolto della presente incisione, costituita dalla registrazione della ripresa a Graz nel 2017, senza far  gridare al capolavoro dimenticato, rivela comunque una mano sicura e un ottimo mestiere al netto di qualche passo un po’ retorico come il coro iniziale. Ci sono anche pagine molto belle come per esempio l’introduzione orchestrale del secondo atto dove l’anima di Colombo di fronte al mare di notte trova la sua espressione in una scrittura quasi cameristica di grande fascino.Ottima comunque l’esecuzione a partire dalla concertazione di Dirk Kaftan il quale, alla guida della Grazer Philharmoniker trova tempi e sonorità adeguati che non soverchiano mai i cantanti e anzi esaltano la linea del canto. Passando all’aspetto vocale si segnala la prova di Andrè Schuen il quale, dotato di una voce dal timbro abbastanza scuro e brunita, è un Colombus che rivela il lato umano del navigatore italiano, nonostante si mostri risoluto nel perseguire la sua impresa. Del pari convincente è la prova di Michael Schade. Il suo è un Fernando che sostiene Columbus anche nei momenti di sfiducia con grande risolutezza. Completa il cast Markus Butter, un Nostromo insinuante e comunque convincente nell’istigare la ciurma all’ammutinamento, ma che si unisce, nel Finale,  con convinzione nella lode a Dio al quale chiede perdono. Ottima la prova del Chor & Extrachor der Oper Graz ben preparato e diretto da Bernhard Schneider.

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