Gioachino Rossini (1792-1868): “Adelaide di Borgogna” (1817)

Dramma in due atti su libretto di Giovanni Schmidt. Prima rappresentazione: Roma, Teatro Argentina, 27 dicembre 1817
Primi interpreti:
Elisabetta Manfredini Germani (Adelaide)
Elisabetta Pinotti (Ottone)
Antonio Ambrosi (Berengario)
Savino Morelli (Adelberto)
Anna Maria Muratori (Eurice)
Luisa Bottesi (Iroldo)
Giovanni Puglieschi (Ernesto)
Ventiquattro giorni dopo la prima rappresentazione dell’Armida, il “Giornale” , in data  5 dicembre 1817, annunciava che Rossini si sarebbe assentato da Napoli per un lungo periodo: aveva ricevuto un contratto da Pietro Cortoni che gli aveva commissionato una nuova opera per il Teatro Argentina di Roma.
Lo stesso “Giornale” il  27 dicembre, annunciava che qualche giorno prima Rossini era partito per Roma per assistere alla “prima” della sua nuova opera. La frase “qualche giorno prima” deve essere interpretata con una certa larghezza: Rossini doveva essere a Roma  già il 9 o il 10 dicembre.
La nuova opera, Adelaide di Borgogna, ossia Ottone, re d’Italia avrebbe debuttato all’Argentina il giorno stesso dell’uscita del foglio in questione  (27 dicembre) ed anche se, come sembra probabile, Rossini avesse portato con sé a Roma gli spartiti in forma quasi completa, gli sarebbe stato necessario arrivare con perlomeno due settimane di anticipo per la concertazione e per le prove. Molti studiosi hanno attribuito il libretto di Adelaide di Borgogna a Jacopo Ferretti: sfortunatamente si tratta invece di un altro brogliaccio dell’ egregio Giovanni Federico Schmidt.
Rossini comprensibilmente stanco (nello stesso anno aveva composto La Cenerentola, La gazza ladra e Armida), vide probabilmente in questo nuovo lavoro un modo di guadagnare 300 scudi romani. Adelaide di Borgogna rivela tutti i segni di un lavoro affrettato e scarsamente ispirato. Ad esempio Rossini chiese all’amico Michele Carafa di preparargli alcune tra le arie minori: si limitò ad usare unicamente “recitativi secchi”: inoltre adottò per questa opera seria e solenne l’ouverture brillante de La cambiale di matrimonio, la sinfonia che aveva composto da studente più di otto anni prima. Il sempre spettoso Radiciotti definisce Adelaide di BorgognaLa peggiore opera seria di Rossini” ed aggiunge che in essa “null’altro si trovava se non banalità dall’inizio alla fine”. Rossini, molto probabilmente, sapeva che Cartoni aveva scritturato una compagnia di canto anonima e poco partecipe, e di conseguenza compose l’opera cinicamente, senza grande impegno (significativo il fatto che i personaggi secondari si esprimono esclusivamente tramite i recitativi). Adelaide di Borgogna fu rappresentata la prima volta al Teatro Argentina il 27 dicembre 1817. Pubblico e critica furono unanimi nel giudizio negativo. Il corrispondente romano del “Nuovo osservatore Veneto” in data 31 dicembre 1817 scriveva: Adelaide di Borgogna, “libretto di Schmidt, è stata vista nascere e morire nel giorno in una sera  al Teatro Argentina”. In realtà vi furono repliche fino alla metà di gennaio. Le “Notizie del giorno” di Roma, faceva notare che la grande reputazione di Rossini non era sufficiente a salvare “una produzione che non incontrava il gusto del pubblico.” (da Herbert Winstock “Gioachino Rossini”, New York, 1968)

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