Torino, Teatro Regio “Metropolitano”: “Aida”

Torino, Auditorium “G.Agnelli” del Lingotto, “Regio Metropolitano”
“AIDA”
Opera in quattro atti su libretto di Antonio Ghislanzoni.
Musica di Giuseppe Verdi
Il Re d’Egitto ANTONIO DI MATTEO
Amneris ANNA MARIA CHIURI
Aida ANGELA MEADE
Radamès STEFANO LA COLLA
Amonasro AMARTUVSHIN ENKHBAT
Ramfis DMITRY BELOSSELSKIY
Un messaggero FRANCESCO PITTARI
Una sacerdotessa ASHLEY MILANESE
Orchestra e Coro del Teatro Regio
Direttore Pinchas Steinberg
Maestro del Coro Andrea Secchi
Esecuzione in forma di concerto
Torino,  26 novembre 2021
All’opera eseguita in forma di concerto manca per definizione qualcosa. E, se ciò è vero sempre, lo è tanto più per un titolo come Aida. Non perché, come qualcuno forse sta pensando, si senta particolarmente la mancanza delle scene monumentali e della marcia trionfale ‒ che, su un palcoscenico di dimensioni contenute, rischia di risolversi in qualcosa di confusionario e deludente ‒, quanto perché risultano meno esplicite quelle atmosfere soffuse, notturne ed esotiche, di cui la partitura è impregnata e che un valido allestimento sa valorizzare. Non che siano assenti, dato che la loro evocazione è affidata all’interpretazione musicale, ma sull’ascoltatore finiscono per esercitare un fascino meno magnetico. E l’esecuzione cui si fa riferimento, sotto l’attenta direzione di Pinchas Steinberg, che è stata encomiabile nell’esaltare il dramma interpersonale, sia pure in assenza azione scenica, sotto il profilo della definizione delle tinte è stata meno perspicua.
L’unica produzione operistica della stagione del “Regio Metropolitano” ha avuto luogo nell’auditorium “Giovanni Agnelli” del Lingotto, ed è stata inserita nelle celebrazioni per il centenario della morte di Enrico Caruso, che è stato ricordato prima del concerto dal direttore artistico Sebastian Schwarz e dal presidente del comitato celebrativo Franco Iacono. Dopo la commemorazione, è stato proposto un ascolto della sua interpretazione di «Celeste Aida»: scelta a dire il vero un po’ peregrina, considerato che cinque minuti dopo la stessa romanza sarebbe stata cantata da Stefano La Colla. Quest’ultimo nel ruolo di Radamès si è difeso bene, grazie allo squillo sicuro e penetrante (anche se privo di quella lucentezza nelle regioni più acute che era di Caruso) e a una buona impostazione generale nel tratteggiare il carattere eroico del condottiero, senza tralasciare dettagli come la smorzatura a conclusione di «Celeste Aida»; un po’ di affinamento tecnico gli permetterà di valorizzare meglio le sfumature cromatiche. Il soprano Angela Meade, dotata di uno strumento importante, è stata una protagonista tesa nell’espressione drammatica dei contrasti dell’animo di Aida; più efficace nei momenti di disperazione quasi espressionistica, un po’ discontinua nei passaggi più intimistici, dove talvolta il vibrato predominava sulla purezza del suono filato: l’eleganza e la delicatezza ascoltati nel finale ultimo avrebbero dovuto essere profusi con maggiore abbondanza anche in «O cieli azzurri». Il mezzosoprano Anna Maria Chiuri, pur in presenza di una voce a tratti lievemente appannata, ha saputo definire a tutto tondo il personaggio di Amneris, ora leonessa infuocata di passione, ora ammaliatrice seducente, grazie a un fraseggio molto curato e a una sapiente tornitura delle frasi. Il baritono Amartuvshin Enkhbat ha affrontato Amonasro con la tempra robusta che sempre l’ha caratterizzato e una tecnica decisamente evoluta, che si potrebbe avvantaggiare di un approfondimento dello scavo sul testo italiano. Il basso Dmitry Belosselskiy è stato un Ramfis alquanto monocromo, in specie nel registro grave, possente e voluminoso ma po’ ruvido. Hanno ben completato il cast il basso Antonio Di Matteo (Re), il tenore Francesco Pittari (Messaggero) e il soprano Ashley Milanese (Sacerdotessa), della quale si è apprezzata la crescita seguita al periodo di residenza al Teatro Regio. Senza dimenticare le eccellenti compagini del Regio, l’Orchestra e soprattutto il Coro (diretto da Andrea Secchi), resosi protagonista di una prova superlativa.
La stagione itinerante del “Regio Metropolitano” prosegue ora al Teatro Alfieri con il balletto Lo schiaccianoci interpretato dal Balletto del Teatro Nazionale dell’Opera di Kiev (fino al 15 dicembre), cui seguirà un concerto del Coro dedicato a pagine natalizie (da Bach a Morten Lauridsen) che si terrà il 18 dicembre nella chiesa del Santo Volto. L’anno sarà concluso da due concerti sinfonici, al Conservatorio “Giuseppe Verdi”, il 22 e il 31 dicembre, quest’ultimo alle ore 18 per permettere a tutti di festeggiare serenamente l’inizio del nuovo anno.

 

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