Venezia, Palazzetto Bru Zane: Maria e Nathalia Milstein chiudono il Festival dedicato a Franck

Venezia, Palazzetto Bru Zane, Festival “L’universo di César Franck”, 2 aprile-27 maggio 2022
MAESTRI E ALLIEVI”
Violino Maria Milstein
Pianoforte Nathalia Milstein
Mel Bonis:Sonate pour violon et piano; Lili Boulanger:Nocturne; Cortège; César Franck Sonate pour violon et piano en la majeur
Venezia, 27 maggio 2022
Un festival nel nome di César Franck non poteva concludersi senza offrire al pubblico la possibilità di apprezzare la magistrale Sonata per violino e pianoforte (1886), dedicata a Eugène Ysaÿe, il grande violinista belga, che la rese celebre, contribuendo a farne uno dei capisaldi del repertorio da camera francese di fine Ottocento. Ad eseguirla in quest’ultimo concerto – accanto a brani del primo Novecento, nati dalla creatività femminile: Nocturne e Cortège di Lili Boulanger, nonché la Sonata per violino e pianoforte di Mel Bonis – erano due interpreti, già da tempo apprezzate dal pubblico del Palazzetto Bru Zane: Maria Milstein, al violino, accompagnata, al pianoforte, dalla sorella minore Nathalia. Anche in quest’occasione le due graziose concertiste hanno dimostrato di possedere uno straordinario talento, infondendo nel pubblico un piacere carico di rapimento, che peraltro loro stesse hanno rivelato nel corso dell’esecuzione. Maria ha sfoggiato, dalla prima all’ultima nota, un suono rotondo e ricco di armonici nella  continua e raffinata ricerca di sfumature e contrasti, mantenendo l’intonazione e la compostezza stilistica anche quando si avventurava nella zona più acuta del proprio strumento. Le ha pienamente corrisposto, alla tastiera, Nathalia, che ha dimostrato analogamente finezza interpretativa e varietà nel tocco, sostenendo Maria con sensibile partecipazione e intessendo con lei un dialogo altamente espressivo, come del resto richiedevano i brani in programma, in cui i due strumenti hanno, nel complesso, un ruolo alla pari.
Nella Sonata per violino e pianoforte (1914) di Mel Bonis si coglie l’influenza di César Franck, di cui la compositrice seguì le lezioni al Conservatorio, seppur come semplice uditrice. Eseguita per la prima volta nel 1914, la Sonata per violino e pianoforte non finì nel dimenticatoio, nonostante la Grande guerra e i drammi personali della musicista. Veramente espressiva è risultata la lettura offerta dalle sorelle Milstein, che si sono destreggiate autorevolmente tra i cromatismi, di cui è disseminata la sonata: così nell’iniziale Moderato, concluso in bellezza dalla nota tenuta del violino; nell’appassionato Presto; nel Lento dalla struggente melodia dal sapore ungherese; nel brioso Finale con moto, in cui è inserito uno squarcio lirico.
È sui banchi del Conservatorio che Nocturne per violino e pianoforte di Lili Boulanger vede la luce, nel 1911. La partitura originale, intitolata semplicemente Pièce courte, prevede il flauto con accompagnamento di pianoforte, con chiaro riferimento all’universo debussiano. Peraltro l’economia dei mezzi e la raffinatezza dell’armonia fanno pensare a Gabriel Fauré. In occasione della pubblicazione presso Ricordi (1919, postuma) la Pièce courte diventa Nocturne con la possibilità di sostituire al flauto il violino. In questo pezzo di grande suggestione Maria Milstein ha confermato tutta la sua sensibilità di interprete: da Assez lent, in cui la melodia procede verso un culmine – con l’accompagnamento di rapidi, tenui rintocchi del pianoforte, via via più sonori – a En s’éloignant, quando essa si è ormai affievolita fino a scomparire.
Composto nel 1914, al suo ritorno da Roma, Cortège è inizialmente concepito da Lili Boulanger come un pezzo per pianoforte, destinato a far parte dei Trois Morceaux; tuttavia, ben presto l’autrice mette a punto una versione alternativa per violino (o flauto) e pianoforte, dedicata alla violinista Yvonne Astruc ed eseguita per la prima volta nel dicembre 1915, con la stessa Lili al pianoforte. Successivamente il brano rimarrà a lungo nel repertorio della dedicataria del brano, che la eseguiva in duo con Nadia Boulanger. Qui il clima è sensibilmente cambiato e la musica ha assunto un carattere campestre e primaverile, seguendo una cadenza sostenuta, che continua ad accelerare.
Reiterati applausi si sono placati solo dopo l’annuncio di un fuoriprogramma: il secondo movimento, Allegretto tranquillo, dalla Sonata per violino e pianoforte op. 36 di Gabriel Pierné.

 

 

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