Verona, Teatro Nuovo:” Sogno di una notte di mezza estate”

Verona, Teatro Nuovo, rassegna il “Grande Teatro” 2022/23
“SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE”
di William Shakespeare traduzione e adattamento Angela Dematté
Teseo/ Oberon IGOR HORVATH
Ippolita / Titania ANAHÌ TRAVERSI
Puck /Filostrato BEATRICE VERZOTTI
Ermia CATERINA FILOGRANO
Lisandro ALBERTO MARCELLO
Elena GIULIA HEATHFIELD DI RENZI
Demetrio SEBASTIAN LUQUE HERRERA
La bimba/Fata EMILIA TIBURZI
Bottom /Priamo ALFONSO DE VREESE
Franco Piffero /Tisbe GIUSEPPE ACETO
Pietro Zeppa MARCO MARAVACCHIO
Tommaso Becco /il muro CRISTIANO MOIOLI
Franco Pifferi /Tisbe GIUSEPPE ACETO
Alberto Famelico /il chiaro di luna ALBERTO PIRAZZINI
Egeo/Mastro Lindo/il leone
JONATHAN LAZZINI
Regia Andrea Chiodi
Scene Guido Buganza
Costumi Ilaria Ariemme
Musiche Zeno Gabaglio
Disegno luci Pierfranco Sofia
Produzione LAC Lugano, CTB Centro Teatrale Bresciano, Teatro Carcano, Teatro Stabile di Verona
Verona, 13 dicembre 2022A
Nelle
 sue note il regista scrive: «(…) tutto nell’opera ci racconta di razionalità e magia, di pensiero e rituale, sempre su un doppio binario e soprattutto sempre attraverso il mezzo del gioco quasi infantile, del capriccio da bambini, delle paure dei bambini e soprattutto della capacità di giocare ad essere altro da sé che solo i bambini sembrano avere e che in realtà spesso è così desiderata anche dai grandi. Forse la strada che ci indica Shakespeare è quella di tornare in contatto con l’irrazionale, con il bambino che ognuno ha dentro di sé».
Partendo da questa idea registica sulla scena noi vediamo un parco giochi con giostra e scivolo. Non a caso il primo personaggio a entrare in scena è il personaggio inventato (non a caso) della bambina/fata che intona «Giro girotondo / casca il mondo / casca la terra / tutti giù per terra» portando con sé la testa d’asino che poi indosserà Bottom; la filastrocca viene poi ripetuta da tutti gli attori che compaiono sul fondo. La bambina sarà poi la spettatrice delle di quanto avverrà in scena, proprio come in un sogno. Accanto a lei una figura femminile protettiva, una sorta di governante che si trasforma in Puck. Realtà e sogno cominciano ad accavvallarsi. Il parco giochi  non ha nulla di giocoso, è un ambiente cupo, poco invitante al divertimento, così come Teseo e Ippolita, Egeo, sono austeri (la regina delle Amazzoni ci appare come una rigida istitutrice). Il nero sembra voler rappresentare il colore della realtà: è emblematico che Ermia e Lisandro, Elena e Demetrio, dall’abbigliamento chiaro che ha contraddistinto la fuga nella foresta, nella scena finale si presentino rigorosamente in nero, in linea con la corte di Teseo. La foresta è stata per loro sinonimo di trasgressione e ora sono in una realtà “omologata”? Sembrano quasi degli “alieni” gli artigiani/commedianti, che appaiono “moderni”, staccati dal mondo formale della corte.
Due ore di spettacolo, dal bel ritmo teatrale, anche grazie all’adattamento e traduzione di Angela Demattè che adotta un linguaggio che formalmente si stacca da una certa aulicità della scrittura del Bardo. Omogena e ben calibrata la compagnia degli intrepreti. Spicca in modo in modo particolare il gruppo degli artigiani, cappeggiata dal debordante Bottom di Alfonso de Vreese. Sala gremita (con molti i giovani), applausi pieni e convinti per tutta la compagnia. Repliche fino al 18 dicembre.

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