“Ulisse e gli altri”: Alla scoperta dei capolavori nascosti del Museo Nazionale Romano

Terme di Diocleziano, Via Enrico De Nicola 78
Roma,00185
Ulisse, il figlio di Laerte, io sono, | Per tutti accorgimenti al Mondo in pregio, | E già noto per fama in sino agli astri. | Abito la serena Itaca, dove | Lo scuotifronde Nerito si leva | Superbo in vista, ed a cui giaccion molte | Non lontane tra loro isole intorno, | Dulichio, Same, e la di selve bruna | Zacinto. All’orto, e al mezzogiorno queste, | Itaca al polo si rivolge, e meno | Dal continente fugge: aspra di scogli, | Ma di gagliarda gioventù nutrice. (Οδύσσεια,Libro IX,22-33)
Le grandiose Aule delle Terme di Diocleziano hanno ospitato la prima di una serie speriamo lunghissima di mostre temporanee di reperti (ri)scoperti dai depositi e che spesso non sono assolutamente se non eccezionalmente fruibili se non da archeologi o operatori del settore. Il tema era Ulisse. Ulisse è un «archetipo mitico che si sviluppa nella storia e nella letteratura come un costante logos culturale. Quanti sono i testi che nei secoli parlano di Ulisse?Soprattutto, quanti sono quei testi che, pur non riferendosi esplicitamente all’Eroe greco, propongono personaggi, immagini, motivi, suggestioni che appaiono riconducibili a lui?Basterà notare che la figura di Ulisse è presente, in vari modi e descritta da varie angolazioni, nella letteratura occidentale di ogni secolo. Nessun personaggio letterario occidentale è eterno quanto Odisseo. Da Omero a Nikos Kazantzakis, la figura di Odisseo/Ulisse subisce straordinarie trasformazioni in Pindaro, Sofocle, Euripide, Orazio, Virgilio, Ovidio, Seneca, Dante, Chapman, Calderòn de la Barca, Shakespeare, Goethe, Tennyson, Joyce, Pound e Wallace Stevens, per citarne solo alcuni. Nelle sue varie, infinite forme, Ulisse sembra incarnare l’uomo di ogni tempo.Un arco cronologico lunghissimo: da Omero fino ai giorni nostri.Anche l’uomo romano elabora questo personaggio inserendolo ed arricchendolo di annotazioni che maggiormente per vicinanza culturale percepiva più vicina raffigurando le sue gesta su mosaici, bassorilievi e statuaria di ogni genere. Il percorso espositivo inizia dal grande mosaico di Ulisse e le Sirene (da Quarto di Corzano, provincia di Rieti, II secolo d.C.), che è presentato in un suggestivo allestimento multimediale che immerge il visitatore nel racconto del viaggio di Ulisse.L’impianto visivo proiettato sul fondo dell’ unica sala che ospita la mostra non solo mette in animazione figure prese dalla ceramiche ma viene completato nelle sonorità da un suasivo canto come quello appunto delle sirene. Nella tradizione classica intelligente, intraprendente, tenace e assetato di sapere e di avventura, Ulisse è rappresentato nelle sue fattezze dalla testa di Ulisse in marmo greco (proveniente dal sepolcreto degli Statili, prima età imperiale): un uomo maturo, con chioma fluente e fitta barba, riconoscibile dal caratteristico copricapo, il pileus, suo comune attributo. A dare risalto alle virtù di Ulisse contribuiscono le numerose figure femminili che animano il mito: l’amata moglie Penelope (esposta una testa in marmo del II secolo d.C.); l’affascinante Circe, con i suoi magici sortilegi (esposto un suo ritratto in marmo greco rinvenuto nel 1928 sul promontorio del Circeo); e la sua protettrice divina Atena, rappresentata da un busto rinvenuto nel suburbio di Roma.A raccontare le avventure di Ulisse, e degli altri personaggi che gravitano intorno alla sua figura, sono inoltre esposti un sarcofago con raffigurazione di Achille tra le figlie di Nicomede (da Isola Sacra, seconda metà del II secolo d.C.) e un’urna con scena della contesa per le armi di Achille (proveniente da Ostia Antica, seconda metà del II secolo d.C.). A partire dal 14 gennaio (fino al 19 febbraio 2023), un secondo momento espositivo sarà dedicato a coloro che ruotano intorno alla figura di Ulisse, ovvero “gli altri”: altri popoli, altre culture, altri mondi. Lo sguardo si amplia e dal viaggio di un solo eroe si passa a quello dell’intero popolo dei Romani, qui raccontati per la loro capacità di rapportarsi con genti diverse – dai barbari ai minuscoli pigmei – e di confrontarsi con le tante popolazioni sconfitte e assoggettate. Il progetto di valorizzazione dei depositi proseguirà (ri)scoprendo e restituendo ai visitatori altri straordinari reperti del Museo Nazionale Romano. Il progetto è stato realizzato grazie al sostegno di ANAGINA – Associazione Nazionale Agenti Imprenditori Assicurativi e l’allestimento a cura di Contemporanea Progetti – che da oltre venti anni organizza mostre in Italia e nel mondo – si avvale di un’esposizione immersiva e multimediale ad alto contenuto emozionale.
Impianto curatissimo e calorosa accoglienza da parte del personale museale sempre attento,competente ed empatico con turisti non sempre troppo contenuti.

 

 

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