Roma, Museo Ebraico : La mostra “Bellissima Ester. Capolavori per una regina” incanta la Capitale

Roma, Museo Ebraico
BELLISSIMA ESTER. CAPOLAVORI PER UNA REGINA
Curata da Olga Melasecchi, Amedeo Spagnoletto e Marina Caffiero
Roma, 30 Maggio 2024
La Comunità Ebraica di Roma e la Fondazione per il Museo Ebraico di Roma, in sinergia con il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara (MEIS), hanno allestito una bellissima e ben curata mostra dal titolo “Bellissima Ester. Capolavori per una Regina”. L’esposizione presso il Museo Ebraico di Roma, ubicato in via Catalana, propone un itinerario culturale composto da 40 pezzi tra cui pergamene miniate, opere pittoriche, schizzi, manoscritti, volumi d’epoca e fotografie. Alcune di queste preziose opere, prodotte in un contesto di marginalizzazione culturale e sociale, rappresentano un’affermazione tenace dell’identità ebraica. Nonostante la repressione e l’isolamento imposti dalle mura del ghetto, gli artisti ebrei continuarono a produrre opere che non solo rispecchiavano la loro realtà quotidiana ma erano anche un’espressione della loro resilienza e resistenza culturale. La rassegna si propone di esplorare l’evoluzione storico-artistica della figura di Ester, una delle icone più potenti e risonanti del patrimonio culturale ebraico, che ha ispirato una vasta gamma di espressioni artistiche: dalla letteratura ai film, passando per le arti sceniche fino alle grandi tele. Curata da Olga Melasecchi, Amedeo Spagnoletto e Marina Caffiero, la mostra offre un’occasione unica per ammirare alcune delle più antiche e preziose Meghillot Estèr, i rotoli di pergamena che raccontano le vicende di Purim. Questa esposizione rappresenta quindi non solo un evento culturale di primo piano, ma anche un ponte tra passato e presente, mostrando la continuità e la vivacità della tradizione ebraica attraverso l’arte. All’interno di una sala impreziosita da pannelli bianchi e illuminata da luci meticolosamente bilanciate, si dispiega un dialogo artistico ricco e profondamente storico. L’esposizione si apre con “Il Forziere di Ester e Assuero” di Jacopo del Sellaio, una splendida opera conservata nella Galleria degli Uffizi di Firenze. Realizzato verso il 1490, questo trittico a tempera su tavola è un magnifico esempio di come l’artigianato e le arti visive fossero intricatamente legati nella Firenze del tardo Quattrocento, spesso destinati a celebrare le unioni matrimoniali. I tre pannelli, dipinti con una maestria che trae ispirazione sia da Domenico Ghirlandaio sia da Bartolomeo di Giovanni, illustrano la “Morte della regina Vasti”, il “Banchetto di Assuero” e il “Trionfo di Mardocheo“, integrando dettagli narrativi e ornamentali in scenografie architettoniche prospettiche. Non distante da questa narrazione rinascimentale, emerge un pezzo di eccezionale importanza storica: un disegno di Michelangelo, che segna la prima apparizione dell’opera di uno dei giganti del Rinascimento all’interno di un museo ebraico. Questo studio, raffigurante “La punizione di Aman” dalla volta della Cappella Sistina, non è solo testimone della straordinaria abilità tecnica e creativa di Michelangelo, ma serve anche come ponte culturale, collegando periodi storico-artistici diversi attraverso un dialogo visivo che traversa secoli. La presenza di questa opera in un contesto dedicato alla cultura ebraica aggiunge un nuovo strato di interpretazione, esplorando temi universali di giustizia e destino che riecheggiano tanto nel Libro di Ester quanto nella vasta produzione artistica del Rinascimento. La mostra offre , poi, un viaggio insolito e affascinante attraverso alcune delle più belle e pregiate Meghillot Estèr, i rotoli di pergamena che narrano la storia di Purim. Per la prima volta, questi capolavori di arte ebraica sono esposti insieme, arricchiti dalle loro meravigliose miniature, molte delle quali hanno recentemente beneficiato di un accurato restauro conservativo. Le opere in mostra provengono da varie fonti, inclusi alcuni rotoli che sono stati letti tradizionalmente all’interno delle Cinque Scole dell’antico ghetto di Roma, altri commissionati privatamente e conservati nelle famiglie per anni prima di essere donati al Museo Ebraico di Roma. Tra gli esemplari più notevoli figura la Meghillà Momigliano, un pezzo unico proveniente dal Museo di Arte e Storia Antica Ebraica di Casale Monferrato e datato alla metà del Seicento. Questa pergamena miniata e colorata rappresenta un esempio emblematico del ricco patrimonio artistico e storico che la mostra intende valorizzare. La mostra si propone di esplorare non solo come la vicenda biblica di Ester sia stata rappresentata all’interno della tradizione ebraica, ma anche la sua risonanza e le sue interpretazioni nel mondo esterno, in particolare nel contesto cristiano e nelle sue celebrazioni simili, come il carnevale. L’analisi dei modelli iconografici mostrati, che sono diventati canonici nell’immaginario collettivo anche attraverso le interpretazioni cinematografiche, offre una nuova prospettiva sulla figura di Ester e su tutti i personaggi della storia di Purim. Questa mostra non solo celebra un’eredità artistica straordinaria, ma stimola anche un dialogo culturale più ampio, esaminando le connessioni e le differenze tra le narrazioni ebraiche e cristiane, permettendo ai visitatori di apprezzare la profondità e la varietà della rappresentazione religiosa e storica in un contesto artistico evocativo e riccamente documentato.  La storia di Purim, quindi, non è solo un racconto di oppressione e liberazione, ma anche un’esplorazione della capacità ebraica di svelare e confrontarsi con il nascosto, di riscoprire la propria identità anche nei periodi più bui. La bellissima mostra è resa possibile grazie all’intesa con il Centro Romano di Studi sull’Ebraismo (CeRSE) dell’Universita’ degli Studi di Roma Tor Vergata e attraverso un’accurata selezione di materiali conservati presso Casale Monferrato – Museo di Arte e Storia Antica Ebraica, l’Archivio Paolo Ravenna, la Galleria degli Uffizi, la Casa Buonarroti, la Biblioteca Nazionale di Firenze, la Biblioteca Universitaria di Genova, il Museo della Padova, l’Archivio di Stato di Roma, l’Archivio Storico della Comunita’ Ebraica di Roma, la Galleria d’Arte l’Occhio e il Museo Ebraico di Roma. Bellissimo il catalogo della mostra edito da SilvanaEditoriale. Da non perdere. Mostra aperta sino al 24 giugn0 2024.