Jacques Offenbach (1819-1880) 200: Jodie Devos, “Offenbach colorature”


A 200 anni dalla nascita
Jacques Offenbach
: “Je suis du pays vermeil”, ” Souvenance”,  “Allons! Couché”( Boul de niege),”Les plus beaux vers sont toujours fades” (Vert-Vert), “La campagne aux environs d’Athenes: La mort m’apparait” (Orphée aux enefers); “J’entends, ma belle” (Le marì a la porte);”Cachons l’ennui de mon âme” , “Voilà toute la ville en fête”(Fantasio); “Ce sont d’étranges personnages” (Le Bavards);  “Quel bruit et quel tapage”(Mesdames de La Halle);  “Le voilà … c’est bien lui” (le roi Carotte); Overture (Le bergers); “Conduisez-moi vers celui que j’adore” (Robinson Crusoé); “Les oiseaux dans la charmille”, ” Belle nuit, o nuit d’amour”, “Barcarolle” (Le contes d’Hoffmann); “Je suis nerveuse, je suis fievreuse” (Le voyage dans la lune).
Jodie Devos (soprano), Adele Chervet (mezzosoprano), Laurent Campellone (direttore) Münchner Rundfunkorchester. Registrazione: Monaco, Bayerischen Rundfunk, luglio 2018. T.Time: 60′ 59.1 CD Alpha Classics 437

Nelle celebrazioni dei 200 anni dalla nascita del compositore franco-tedesco, questo recital pubblicato da Alpha è sicuramente uno degli omaggi più brillanti e riusciti. Un bel viaggio alla scoperta di pagine da operette da tempo fuori repertorio, come “Un marì à la porte” (1859), “Les Bavards” (1863) o “Boul de Niege” (1871), risultato di un’accurata selezione che vede l’importante contributo scentifico-musicologico del Centro di Musica Francese di Palazzetto Bru Zane. Unici brani noti: “Les oiseaux dans la charmille”, ” Belle nuit, o nuit d’amour”, “Barcarolle” da Le contes d’Hoffmann (in quest’ultimo brano apprezziamo il bel timbro mezzosopranile di Adèle Chervet). Filo conduttore dei brani scelti, come dice chiaramente il titolo dell’abum, il virtuosismo, o meglio “la colorature” che carattarizza, con caratteristiche diverse, ogni aria in prgoramma. Il soprano belga Jodie Devos offre la sua brillante vocalità in grado di affrontare con la massima freschezza e naturalezza ogni brano. Colpisce, oltre alla notevole estensione, la capacità di essere sempre espressiva, mai meccanica della  cantante. Perfettamente in linea con lo stile e le ben note capacità d’orchestratore di Offenbach la direzione d’orchestra di Laurent Campellone a capo dell’orchestra della Radio Bavarese, che si mette anche in luce singolarmente nell’ouverture da “Les Bergers” (1865). Un cd squisito, un più che eccellente omaggio a Offenbach.

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