Venezia, Scuola Grande di San Giovanni Evangelista: “Votate per me!”, recital di chansons politiche

Venezia, Scuola Grande di San Giovanni Evangelista: “Votate per me!”, recital di chansons politiche

Venezia, Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, Stagione del Palazzetto Bru Zane 2016-2017
“La Clique des Lunaisiens”
Soprani Lara Neumann, Ingrid Perruche
Flauto, fagotto e flagioletto Mélanie Flahaut
Fisarmonica Pierre Cussac
Pianoforte Daniel Isoir
Direttore artistico, baritono e fischiettatore Arnaud Marzorati
Collaborazione artistica e lettura scenica Flannan Obé
Chansons politiche di vari autori francesi
Venezia, 23 febbraio 2017
La chanson francese di argomento politico: questo il tema dell’intrigante serata, svoltasi – per iniziativa del Palazzetto Bru Zane-Centre de Musique Romantique Française – nella policroma, austera sala capitolare della Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, in cui, a dispetto delle mistiche immagini dei teleri che ne addobbano le pareti, sono risuonati i canti, ora sguaiati ora enfaticamente lacrimevoli, che si sarebbero potuti sentire in qualche molto meno austero café-concert di Montmartre in pieno Ottocento. Protagonista del concerto un gruppo di artisti, La Clique des Lunaisiens, guidati dal direttore artistico Arnaud Marzorati, che è anche il regista dello spettacolo, dove funge da baritono e fischiettatore: personalità a dir poco vulcanica con i caratteri dell’attore nato, che coniuga un disinvolto controllo della bella voce timbrata ad un gesto scenico sempre efficace e indovinato. Gli hanno corrisposto con altrettanta maestria e pregevole vocalità i soprani Laura Neumann, che impersonava la Francia, e Ingrid Perruche nel ruolo della candidata femminista. Bravissimi anche gli instancabili quanto musicalissimi strumentisti: Mélanie Fahaut, che si è egregiamente divisa tra il fagotto, il flauto e il flagioletto, esibendosi qua e là – come peraltro hanno fatto i suoi due colleghi – anche come cantante; Pierre Cussac alla fisarmonica e Daniel Isoir al pianoforte.
Il XIX secolo, con la sua alternanza di tanti opposti regimi, offre un repertorio inesauribile di chansons politiche, tra satira e demagogia, la cui diffusione in terra francese fu facilitata dal moltiplicarsi, a prezzi popolari, di edizioni e arrangiamenti di ogni sorta. Lo chansonnier ottocentesco toccava temi d’attualità veicolati da melodie facili da memorizzare, dai refrains irresistibilmente trascinanti, modellate su un testo diviso in varie strofe, la cui chiusa spesso rimanda sistematicamente l’ascoltatore al tema principale. Nelle chansons presentate nel corso della serata si coglievano, tra l’altro, retorica propagandistica, protesta popolare o travisamento della verità. Per fare qualche esempio, la propaganda domina in “Un Vrai Républicain” di Boissière (dove hanno brillato i tre cantanti) e in “Plus d’patrons” di Bruant (resa con giusto accento da Lara Neumann). La protesta, in tono lacrimevole, è invece il tema di “Quand on n’a pas le sou” di Boileau e “Les Lamentations de Jeanne d’Arc” di Oudot (dove si è ancora segnalata la Perruche). Una forte connotazione religiosa e morale caratterizza “Le Drapeau de la France” di Collongues (cantata da una rapita Lara Neumann) e “La Prière de Jeanne d’Arc” di Vignix (intonata con rigoroso trasporto dall’intero gruppo di musicisti), mentre una spregiudicatezza più ipocrita si coglie in “La Chambre et le Sénat” di Xanrof, “Un Bal chez le Ministre” di Jouy (in cui si è apprezzata ancora l’eccellente la prestazione di Lara Neumann) e “Complots” di Hyspa (dove si è imposto Arnaud Marzorati). Alla lotta delle suffragette si riferiscono “Le Métingue des femmes” di Xanrof (con Ingrid Perruche sguaiatamente popolana, insieme al baritono), “L’Impôt sur les Célibataires” di Pourny (offerta da un’agguerrita Perruche), e “Le Gallant Siffleur” di Rodel (che ha visto un ammiccante Arnaud Marzorati). Il doppio senso si cela in “Droite, gauche, centre” di Nadaudun (resa con estrema verve dalle tre voci) e “Le Toast du président” di Hyspa (dove Marzorati ha dato il meglio di sé). Gran finale, dove tutti hanno cantato “Allons enfants de la carotte” una parodia della Marsigliese, intitolata La Carotte universelle, opera di Paulin Gagne, singolare figura di avvocato, letterato e “profeta”. Successo pieno e sonoro.

 

 

Share This

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *