Hector Berlioz 150 (1803 – 1869): “La damnation de Faust” (1846)

Leggenda drammatica in quattro parti op. 24. Bryan Hymel (Faust), Karen Cargill (Marguerite), Christopher Purves (Méphistophélès),Gábor Bretz (Brander). London Symphony Orchestra. Sir Simon Rattle (direttore). London Symphony Chorus e Guildhall School Singers. Simon Halsey (maestro del coro). Registrazione: 17 e 19 Settembre 2017 al Barbican, London. T. Time: 126′ 08″. 2 CD LSO0809D
Opera da concerto o Leggenda drammatica, come alla fine Berlioz la definì non dopo qualche esitazione, La damnation de Faust, che pur andò incontro ad un fiasco colossale alla prima esecuzione, conserva ancora oggi tutto il suo fascino e trova in questa recente pubblicazione discografica prodotta dalla London Symphony Orchestra Ltd e uscita nel 2019, anno delle celebrazioni di Berlioz, interpreti di spessore ben amalgamati dalla sapiente concertazione di Sir Simon Rattle. Il direttore d’orchestra britannico, sul podio della London Symphony Orchestra, non solo sceglie dei tempi e delle sonorità adeguate, ma riesce ad esaltare tutti i colori di questa partitura di Berlioz, vero e proprio caleidoscopio di situazioni, che va dalla rappresentazione dell’Inferno al Cielo e che tra questi due estremi indugia in una volgare taverna, in contemplazioni estatiche della natura, nell’espressione del sentimento d’amore. Questa ricchezza di colori e di situazioni è resa da Rattle con grande finezza e con una ricerca della sonorità che si addice ad ogni situazione. Se le viole e tutti gli atri archi sono sognanti nella scena iniziale, l’orchestra si scatena nella trascinante Course à l’abime e in Pandemonium, mentre gli strumenti solisti, come il corno inglese nella romanza di Margherite D’amour, l’ardente fiamme, sembrano quasi duettare con un suono veramente caldo ed espressivo. Di ottimo livello anche il cast vocale a partire da Bryan Hymel, perfettamente a suo agio in un ruolo complesso e dalle mille sfaccettature emotive come quello di Faust. Dotato di una voce dal timbro e dal registro omogeneo anche negli acuti tanto da raggiungere con una certa facilità il do diesis nel duetto con Marguerite, Hymel è un Faust sognante e capace di esprimere il sentimento d’amore, ma anche drammatico nel raggelante grido che conclude la  Course à l’abime. Voce sicura negli acuti e ben centrata e corposa nei gravi come si può vedere nella sua romanza D’amour, l’ardente fiamme,  Karen Cargill è una Marguerite appassionata nel duetto con Faust e coinvolgente sia nell’incantevole Chanson Le Roi de Thulé che nella suddetta romanza. Anche Christopher Purves mostra di essere pienamente a suo agio nei panni di Méphistophélès, personaggio complesso del quale il baritono inglese dà un’immagine di vero motore dell’opera adattandosi camaleonticamente alle varie situazioni all’unico scopo di dannare l’anima di Faust. Caratterizzata da un fraseggio e da un’intonazione curati la prova di Gábor Bretz che incarna un ironico studente Brander e ottimi il London Symphony Chorus e i Guildhall School Singers, ben preparati da Simon Halsey.
Potete ascoltare questa esecuzione nell’Approfondimento sulla partitura

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