“Die Zauberflöte” all’Accademia di Santa Cecilia

Roma, Auditorium Parco della Musica, Sala Santa Cecilia, Stagione di Musica da Camera 2012-2013
“DIE ZAUBERFLÖTE”
Opera in due atti. Libretto di Emanuel Schikaneder
Musica di Wolfgang Amadeus Mozart
Sarastro MARCOS FINK
Tamino TOPI LEHTIPUU
Regina della Notte BURCU UYAR
Pamina MIAH PERSSON
Papageno DANIEL SCHMUTZHARD
Papagena SUNHAE IM
Tre Dame della Regina INGA KALNA, ANNA GREVELIUS, ISABELLE DRUET
Monostatos KURT AZESBERGER
Tre fanciulli JOSEF KRENSLEHNER, JAKOB KRITZINGER, PETER MAYR, RENE ORTMANN, LAURENT STEPIEN (St. Florianer Sängerknaben)
Secondo Sacerdote, Primo Armigero JOACHIM BUHRMANN
Oratore, Primo Sacerdote, Secondo Armigero THOMAS E. BAUER
Akademie Für Alte Musik Berlin, Rias Kammerchor
Direttore René Jacobs
Roma, 21 novembre 2012
Bellissima edizione di “Die Zauberflöte” (Il flauto magico) di Wolfgang Amadeus Mozart, quella presentata in forma di concerto per la Stagione di Musica da Camera dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
Lo spettacolo, ulteriore creazione di René Jacobs, è stato proposto al pubblico dell’Accademia, nella versione originale rappresentata al Theater auf der Wieden di Vienna nel 1791 e già incisa per Harmonia Mundi.
Il direttore belga ha guidato sapientemente i complessi della Akademie für Alte Musik di Berlino e il Rias Kammerchor in una interpretazione appassionata e originale del capolavoro mozartiano. Così fin dalla splendida Ouverture gli strumenti originali hanno ridonato alla partitura quel fascino misterioso che le appartiene. Lungo tutta l’opera poi la direzione del Maestro è apparsa fluida, iridescente, di un cromatismo del tutto peculiare. Anche nei recitativi, spesso con varianti accompagnate, il prodigioso tocco del direttore ha reso un’atmosfera talora sognante, talora brillante ma sempre con una precisione quasi pittorica che ha raffigurato il vero mondo del “flauto magico”. Molto belli, in proposito gli interventi della macchina del vento o della rappresentazione dei suoni dell’acqua.
L’Orchestra della Akademie für Alte Musik di Berlino ha risposto con professionalità di altissimo livello ai dettati del Maestro Jacobs. Il Rias Kammerchor è stato praticamente perfetto in ogni intervento.
Molto bravi anche i protagonisti vocali.
Il soprano Miah Persson, nei panni di Pamina, ha mostrato di possedere una voce dal timbro molto bello, con una salda emissione e un’interpretazione dalle sfumature molto suggestive in particolare nei duetti del primo atto con Papageno e con Tamino, mentre forse nell’aria del secondo atto si è avvertito un leggero assottigliamento vocale, che non ha però inficiato la prestazione complessiva dell’artista.
Il tenore Topi Lehtipuu, nel ruolo di Tamino ha iniziato in sordina, leggermente coperto dall’orchestra nel “ Zu Hilfe!” della prima scena, successivamente è cresciuto nel corso della serata, anche se con qualche incertezza, in particolare nell’aria del ritratto.
Bravissimo Papageno il baritono tedesco Daniel Schmutzhard: giovane, simpatico, spigliato nei movimenti è stato sicuramente il migliore in campo per la recitazione assieme alla graziosa cantante coreana Sunhae Im con cui ha realizzato una deliziosa coppia. Infatti come ormai spesso avviene nelle forme oratoriali anche in questa edizione era presente un certo movimento scenico, con l’entrata e l’uscita dei personaggi regolata da sequenze teatrali. Di particolare rilievo le figure dei due innamorati Papageno e Papagena, in cui le doti di attori dei due cantanti apparivano molto appropriate per la disinvoltura con cui si muovevano sul palcoscenico, entrando ed iniziando a cantare dalla platea come avviene spesso anche in edizioni in forma scenica. Inoltre il timbro vocale del baritono era molto bello, adatto alla caratterizzazione del personaggio cui ha donato anche una appropriatezza stilistica molto suggestiva. Anche la cantante coreana Sunhae Im è apparsa deliziosa nella raffigurazione di Papagena, con timbro molto gradevole di soprano leggero.
Il giovane soprano turco Burcu Uyar ha raffigurato in modo particolare la Regina della Notte, personaggio che, in scena solo per pochi minuti, possiede però le due arie più famose dell’opera. Nella prima aria “O zittre nicht” la cantante ha sfoggiato un bel timbro, passionale con una emissione importante e con sfumature di sensualità, mostrando solo qualche fissità nella regione acuta. Nella seconda aria, probabilmente la più nota, “Der Hölle Rache” la cantante ha suscitato un delirio di applausi per la perfezione con cui ha eseguito la parte più belcantistica.
Leggermente usurato il timbro vocale di Marcos Fink nel ruolo di Sarastro, con qualche sfocatura nel registro grave. Efficace il Monostatos di Kurt Azesesberger dotato di un timbro tenorile petulante adatto al ruolo dell’infido moro. Di buon livello anche le Tre dame della regina, Inga Kalna, Anne Grevelius e Isabelle Druet, che hanno contribuito all’ottima realizzazione delle scene a cui hanno preso parte con simpatiche parodie di arie, in particolare di quella della Regina della Notte. Ottime le voci bianche del St. Florianer Sängerknaben nella caratterizzazione dei Tre fanciulli. Completavano degnamente il cast le due voci di Joachim Buhrmann come Secondo Sacerdote e Primo Armigero e di Thomas E. Bauer nel ruolo di Oratore, Primo Sacerdote e Secondo Armigero. La Sala Santa Cecilia, gremita dal pubblico, ha tributato un caloroso applauso con numerose acclamazioni, in particolare per René Jacobs. Foto Musacchio & Ianniello

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